Università, a Pescara assemblea permanente, a L'Aquila mensa autogestita

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Da martedì scorso alla Facoltà di Architettura e di Lingue e Letterature Straniere D'Annunzio l’aula 26 è occupata e vi si è insediata l’Assemblea Studentesca Permanente.

PESCARA. Da martedì scorso alla Facoltà di Architettura e di Lingue e Letterature Straniere D'Annunzio l’aula 26 è occupata e vi si è insediata l’Assemblea Studentesca Permanente.

Va quindi avanti la mobilitrazione, almeno fino a quando il numero di studenti presenti sarà massiccio, sebbene il voto sul decreto al Senato sia slittato a dopo il 14 dicembre.

E sabato, quando Gianfranco Fini sarà a Chieti per tenere una Lectio Magistralis nel campus teatino, non si esclude che la protesta possa spostarsi nell'aula magna per cercare un confronto con il presidente della Camera.

Intanto questa mattina si è tenuta l'assemblea straordinaria interfacoltà per dare voce a tutte le figure che vivono e svolgono il loro lavoro nell’ambito accademico ed universitario e non solo.

Si è discusso del DDL Gelmini, con particolare attenzione agli effetti che di fatto conseguiranno all’approvazione ed alla qualità dell’offerta formativa; c'è stato l'intervento dei Ricercatori che operano nell’Ateneo; ma anche l'analisi di quanto riportato dai giornali e gli interventi dei sindacati. «A nostro avviso», continua a ripetere il comitato degli studenti, «questo disegno di legge ha il solo fine di regalare l'Università a pochi "eletti" , eliminando i luoghi istituzionali di confronto e rappresentanza tra studenti, docenti e istituzioni universitarie, disintegrando il diritto allo studio, precarizzando i ricercatori ed inoltre minando l'autonomia delle università stesse sancita dalla costituzione. Perché protestiamo? Perché è una riforma in cui non si è cercato nessun confronto tra le parti in causa (studenti, docenti, istituzioni universitarie), con il quale avremmo potuto evidenziare alcuni di questi “accorgimenti”, perché disintegra il diritto allo studio, perché precarizza i ricercatori, perché annienta i luoghi istituzionali di confronto e di rappresentanza».

Gli studenti chiedono quindi il ritiro del DDL Gelmini «senza condizioni alcune» e si contesta la mancanza di «un capitolo sulla trasparenza degli atti (pubblicità della documentazione dei concorsi, delle borse di studio – reddito/media di tutti i richiedenti della borsa-, delle delibere degli organi amministrativi d’Ateneo e sugli esami); una regolamentazione sui limiti di mandato per la carica di Rettore, presidi di Facoltà, direttori di dipartimento, direttore amministrativo; un organo di controllo che non sia nominato dai controllati. Possibile che un Ministro della Repubblica Italiana non abbia pensato a questi piccoli particolari? Noi chiediamo una sede di confronto "reale" per contribuire a riscrivere completamente una degna riforma universitaria».

02/12/2010 15.19

A L'AQUILA MENSA AUTOGESTITA

Dopo 5 mesi di assenza di servizio, gli studenti aquilani e le dipendenti del servizio di ristoro hanno fatto irruzione nei locali vuoti della mensa, organizzando un pranzo autogestito per denunciare ancora una volta la mancanza di bar e mensa.

Gli studenti e le dipendenti del servizio di ristoro organizzeranno nei prossimi giorni iniziative analoghe presso le altre facoltà. «Per difendere il diritto allo studio a L'Aquila», dicono.