Comune Unico, Costantini (Idv) «risparmio annuo di 6,7 mln di euro»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. È stato presentato sabato scorso da Carlo Costantini, capogruppo regionale dell'Idv e presidente del Comitato promotore Pescara, Montesilvano, Spoltore, uno studio sulla fattibilità della fusione dei tre comuni.DA SPOLTORE: «NON SAREMO LA PERIFERIA DI PESCARA»

L'obiettivo della fusione è incrementare l'efficacia della gestione complessiva del territorio, in particolare nello snellimento della burocrazia e nella gestione finanziaria.

Già dal titolo il progetto si presenta come fortemente ambizioso: «per crescere diventiamo grandi».

Nello specifico l'ambizione lascia spazio ad una reale necessità che viene così spiegata: in una situazione competitiva, dove le parti in gioco sono molteplici, diventa difficoltoso ottenere un progresso come enti singoli e così la strategia in questo senso diventa “L'unione fa la forza”.

«Basta convincersi del fatto», scrive Costantini, «che se individualmente sentiamo la necessità di cogliere tutte le occasioni possibili per migliorare le nostre condizioni di vita, non possiamo non sentire la stessa necessità quando l’occasione ci viene offerta non individualmente, ma come membri di una comunità».

Le idee e le strategie contenute nel rapporto sono supportate da una serie di analisi socioeconomiche che riguardano tutto l'assetto organizzativo, gestionale e finanziario dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

«UNA FUSIONE CHE PORTEREBBE GRANDI VANTAGGI. CE LO DICONO I NUMERI»

La fusione ha come obiettivo principale la razionalizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali del territorio finalizzata ad una efficienza dell'istituzione locale.

Inoltre, l'aggregazione dei municipi dovrebbe alleggerire la terribile macchina burocratica e potrebbe incrementerà il livello di welfare locale con le possibilità di usufruire degli incentivi finanziari previsti dalla vigente legislazione regionale e statale.

I vantaggi sarebbero evidenti guardando i numeri. L’analisi condotta dall’Idv evidenzia come la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, comporterebbe un risparmio in termini di minori spese relative agli organi politici di circa € 1.300.000,00 all’anno il che consentirebbe di pianificare interventi strategici per il territorio.

Inoltre, a seguito di un'analisi demografica, risulta che la “nuova città” conterebbe una popolazione inferiore ai 250.000 abitanti e, quindi, in base alla previsione normativa, gli organi politici sarebbero numericamente gli stessi di quelli previsti a tutt’oggi per il Comune di Pescara.

Ma non finisce qui: un ulteriore abbattimento economico si otterrebbe anche dalla diminuzione quantitativa degli organi tecnici, il tutto senza intaccare i diritti degli attuali dipendenti dei tre Comuni interessati dallo studio di fattibilità. Il riordino organizzativo, consentirà di “drenare” ulteriori risorse finanziarie, secondo l’Idv, per importo di circa 5.000.000,00 euro l'anno. Fondi che potrebbero migliorare la qualità e l'efficienza dei servizi già erogati o crearne di nuovi, in relazione alle esigenze territoriali.

E ancora: altri risparmi si avrebbero anche in relazione alle risorse strumentali per un importo annuo di circa 200.000 euro.

Un risparmio aggiuntivo deriverebbe, anche, dalla possibilità di gestire i cosiddetti “servizi indispensabili” ed i “servizi a domanda individuale” ovvero nettezza urbana, mense scolastiche ed altri attraverso il ricorso a soggetti giuridici unici per ogni servizio da erogare sul “nuovo” territorio unificato.

Sommando tutti questi fattori Costantini ottiene un risparmio annuo di 6.700.000 euro, cifra che andrebbe a sommarsi al bonus statale di circa 8.500.000 predisposto da un decreto ministeriale del 2010 riservato ai comuni virtuosi che decidono di fondersi.

LE REAZIONI

Uno sconvolgimento tale dell'assetto territoriale della provincia di Pescara non poteva non suscitare reazioni da parte dei rappresentanti dei singoli comuni. Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma hanno già bocciato la proposta. Differente è stata la reazione del sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli, il quale ha dimostrato un'apertura di fronte alla proposta a patto di «una gestione paritaria della fusione».

Costantini in risposta ai sindaci propone l'apertura di un dialogo, annunciando che andrà a trovare personalmente i primi cittadini «per provare quantomeno a convincerli della necessità di sviluppare il confronto solo sui contenuti e di lasciare perdere, almeno in questa occasione, le appartenenze e tutto ciò che inevitabilmente continuerà anche in futuro a dividerci. Il nostro compito – aggiunge - dovrà essere solo quello di rappresentare nel miglior modo possibile le ragioni di chi è a favore e quelle di chi è contro, nella consapevolezza che alla fine, almeno in questo caso, a decidere dovranno essere direttamente i 200.000 cittadini di Pescara, di Montesilvano e di Spoltore».

01/12/2010 8.25

DA SPOLTORE: «NON SAREMO LA PERIFERIA DI PESCARA»

«Nessuno pensi, ma nemmeno minimamente», commenta il consigliere comunale Maurizio Vernamonte, «che Spoltore possa divenire la periferia di Pescara, una sorta di salvagente per una città ormai satura».

Per il consigliere «la gente spoltorese è consapevole di avere alle spalle una propria storia, una cultura ben radicata nei secoli e come dice il sindaco Ranghelli fortemente gelosi di tutto questo. Credo sia doveroso quantomeno chiedere cosa pensino coloro che sono direttamente interessati, cioè la cittadinanza. Mi chiedo perché questa proposta arrivi solamente oggi? Come mai arriva da persone che fino a ieri non sapevano nemmeno dove fosse Spoltore. Un’analisi intelligente, ma non avevo dubbi è arrivata da Luciano D’Alfonso, ma belle menti ce ne sono sempre meno».

Vernamonte si dice pronto a illustrare «qualche bella idea» per abbattere i costi della politica «ma su questi argomenti si è soliti fare populismo e mai trovare soluzioni. Perché non allargarsi verso S. Giovanni Teatino o includere Pianella nel progetto, il territorio sarebbe ancora più ampio, con un numero di abitanti superiore e si andrebbero ad abbattere ben 5 amministrazioni comunali con risparmi sicuramente maggiori. Demagogia e populismo e tanto opportunismo sfruttando territori fino a ieri sconosciuti ma che oggi fanno gola».

«La proposta lanciata è sicuramente interessante», spiega il consigliere spoltorese Udc, Massimo Di Felice, «sopratutto a mio avviso per lo sviluppo del collegamento ferroviario adriatico tirreno, che dopo la realizzazione della stazione di Pescara negli anni 80 non è mai partito. Mi auguro che questa iniziativa non dia adito a vari chiacchiericci ma che venga presa in serie considerazione dalle amministrazioni locali».

02/12/10 10.31