Cresce la collezione di archiviazioni per la parrucchiera d’oro

Alessandro Biancardi

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Cresce la collezione di archiviazioni per la parrucchiera d’oro
PESCARA. Sono tre, forse quattro, forse di più i procedimenti archiviati a carico di Rosanna Paolini, più nota per la ditta Excelsior che da anni è forte nel settore della formazione ed ora dello spettacolo.

 

Da oltre un decennio la Paolini tiene corsi finanziati con apposite misure e bandi pubblici regionali, corsi professionali inerenti soprattutto il suo settore artigianale. Solo di recente ha fatto il grande salto verso lo spettacolo ricevendo un finanziamento per circa 600mila euro dalla Regione per aver vinto un bando per la formazione di artisti. L’assegnazione tuttavia è stata da qualcuno contestata perché in prima battuta la ditta della Paolini era stata esclusa dalla commissione poi, però, la gara è stata ripetuta e accertati tutti i requisiti in regola per poter giudicare il progetto della Paolini il migliore di tutti battendo anche un ente più strutturato come Eurobic.

Secondo quanto risulta a PrimaDaNoi.it anche su questa vicenda la procura ha aperto almeno un procedimento anche se pare che le sollecitazioni siano di più, il riserbo come è comprensibile è totale.

Nel frattempo, però, se è vero che l’attenzione sulla Excelsior non scema tra chi ritiene di ravvisare irregolarità, è anche vero che i molti procedimenti aperti negli anni scorsi sono finiti con archiviazioni piene che hanno sancito o la regolarità delle operazioni attenzionate o la mancanza di riscontri sufficienti per incardinare un processo. Infatti quasi sempre è lo stesso pm che chiede di chiudere.   Ad ogni modo il risultato finale è lo stesso.

Archiviati sono stati i procedimenti in capo al pm Paolo Pompa, i due coordinati da Annarita Mantini ed i due da Giampiero Di Florio. In mezzo anche almeno un ricorso presentato dall’associazione Codici alla Corte dei Conti, pure archiviato.

L’ultimo ad essere archiviato è stato quello seguito dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini.

Ma è proprio dalle indagini di questo procedimento che emergono informazioni interessanti che in qualche modo confermano alcune voci e alcuni testimoni (in parte ascoltati molto tempo prima da PrimaDaNoi.it, il quotidiano che ne ha parlato fin dal luglio del 2008), fatti confermati ma come detto ritenuti o legittimi e regolari o per i quali non si sono reperiti elementi di prova certi e univoci.

L'ultimo procedimento archiviato dal pm Tedeschini ha potuto vantare la testimonianza di un ex socio della Paolini che ha raccontato dal di dentro alcuni particolari dell’attività dell’imprenditrice.

Come già scritto in passato nei nostri articoli la parrucchiera, con negozio anche in piazza della Rinascita a Pescara, affittava alla Provincia gli stessi spazi ricevendo un canone di affitto di 160mila euro annui più volte prorogati per esercitare l'attività di scuola per parrucchieri. Tra la clientela figuravano diversi funzionari del Comune, della Provincia di Pescara, della Asl ed anche della Regione Abruzzo con i loro familiari e come ha potuto verificare la Squadra mobile che ha indagato fra questi c'erano anche gli stessi funzionari che si erano occupati della erogazione dei finanziamenti per lo svolgimento della formazione per i parrucchieri e per l’affitto del negozio.

Secondo il racconto del testimone che emerge dalla carte queste signore e pubblici ufficiali (ma anche moglie di amministratori pubblici della Provincia) «non pagavano le prestazioni di parrucchiere ed estetica».

Il testimone raccontò agli inquirenti che questa era una vera e propria prassi tanto che la successiva verifica contabile degli inquirenti potè certificare che nel solo mese di febbraio 2008 sugli incassi figurano € 4.372,99 relativa a sconti. Anche per il mese successivo su un totale di circa € 16.000 di incassi circa 2.500 erano relativi a sconti praticati.

L'ex socio chiese spiegazioni alla Paolini sul motivo del mancato incasso e la risposta secondo il testimone fu che gli sconti erano necessari «per l'importanza che quelle persone rappresentavano» poiché quelle persone «erano determinanti per continuare a prendere i finanziamenti regionali e provinciali, nonché per avere una posizione più favorevole rispetto agli altri ad aggiudicarsi pari bandi e gare d'appalto».

Non vi è certezza tuttavia che la risposta della titolare della ditta sia stata effettivamente questa. E' stata confermata, tuttavia, la certezza degli sconti ed anche la presenza di quelle persone indicate dal testimone. Pur ammettendo un certo vantaggio per i clienti importanti questo è stato giudicato infinitamente troppo piccolo ed esiguo per potersi configurare come una controprestazione o un atto corruttivo. Anche perché sembrerebbe che non siano stati rilevati atti illeciti o eventuali abusi nella concessione della locazione in capo alla Paolini. Anzi il pm chiede alla polizia giudiziaria di verificare la congruità del prezzo d’affitto, cosa che viene accertata e giudicata in linea con gli standard del mercato.

Nell’inchiesta tuttavia non si fa alcun accenno alla presenza di locali di proprietà della Provincia lasciati vuoti e inutilizzati a due passi dagli uffici proprio della direzione provinciale della formazione lavoro.

Proprio questa circostanza era stata alla base sia dei nostri articoli e delle interrogazioni dell'allora Consigliere regionale di minoranza Alfredo Castiglione (oggi vice presidente della Regione) e degli esposti di Codici alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti.

Tutte le delibere di proroga che autorizzavano per i 12 mesi successivi la locazione del negozio della ditta Excelsior venivano motivate con la «sussistenza di ragioni di convenienza e di pubblico interesse».

  Questa convenienza e questo «interesse pubblico» è venuto a mancare “improvvisamente” qualche settimana fa quando la giunta di centrodestra, subentrata a quella di centrosinistra, «per esigenze di economia di spesa» ha preferito recuperare i locali vuoti della Provincia per far svolgere lì i corsi di formazione cancellando così una  spesa iscritta in bilancio per diversi anni.

 Sulle diverse proroghe la Squadra mobile annota che «dall'analisi della documentazione acquisita emerge però che si è trattato di una serie di proroghe del contratto originale fattispecie già di per sé discutibile. Inoltre, dall'avviso pubblico del 30 gennaio 2009 emerge altro fatto anomalo, cioè che i locali destinati all'effettuazione dei corsi dovessero necessariamente essere nelle immediate vicinanze della settore politiche del lavoro e formazione professionale di via Passolanciano , nonché facilmente raggiungibili con i principali mezzi di trasporto. Il che favorisce ovviamente la Paolini».

Nel passaggio successivo gli inquirenti scrivono testualmente: «per tali motivi, ritenendo sussistente un'ipotesi di reato di natura corruttiva si ritiene necessario procedere con ulteriori strumenti di indagine».

Come detto però il pubblico ministero ha avuto una valutazione diversa della vicenda e si è proceduto all’archiviazione.

In ultimo si segnala una violazione contrattuale segnalata dalla stessa Provincia alla ditta Excelsior poiché per contratto doveva assicurare la esclusività dei locali destinati alla formazione mentre invece erano utilizzati anche per l'attività imprenditoriale. La Provincia per questo motivo ha deciso autonomamente una decurtazione di € 4000 del prezzo pattuito.

 Alessandro Biancardi  30/11/2010 11.31