Montesilvano, «l'abolizione della norma truffa non è valida»

Alessandro Biancardi

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Montesilvano, «l'abolizione della norma truffa non è valida»
MONTESILVANO. Si apre un giallo sull’ultima decisione del consiglio comunale sulla cosiddetta “norma truffa”.

Abolirla vuol dire riportare verso la normalità il comparto edilizio di Montesilvano e scontentare un pò i costruttori che da decenni riescono a ricavare grossi guadagni anche grazie alle norme specifiche in materia ed ai premi in cubatura.

L’ultimo Consiglio ha ufficializzato con una votazione unanime l'abrogazione dell’articolo 26, comma 14. Si tratta in pratica di quella norma, ben più nota per il suo soprannome di ''norma truffa'', che era stata portata all'attenzione dell'opinione pubblica dopo l'inchiesta Ciclone e che prevedeva, per gli edifici di oltre 10mila metri quadrati, un aumento della volumetria del 20%.

Un vero e proprio premio per gli imprenditori ma, nella sua ideazioni originaria anche per i cittadini in difficoltà (portatori di handicap, anziani, immigrati ma anche giovani coppie) che avrebbero dovuto beneficiare di quella quota di appartamenti costruita in più. Un vantaggio, però, che sarebbe rimasto solo sulla carta.

In campagna elettorale, dopo l'arresto dell'ex sindaco Enzo Cantagallo, il candidato Cordoma aveva fatto dell'abrogazione di questa norma uno dei suoi cavalli di battaglia e dopo 3 anni dalle promesse, con un iter farraginoso e tempi dilatati, l'abrogazione è arrivata.

Ma il problema che oggi solleva l'associazione culturale Club Giamel di Gianni Scaburri riguarda le date: la delibera approvata è ora all’albo pretorio e deve rimanerci fino al 4 dicembre ma i termini perentori previsti dalla Regione per completare l’iter scade il 28 novembre, dunque, prima che l’iter di cancellazione sia terminato.

Infatti, secondo Scaburri, l’ultima votazione del Consiglio sarebbe stata solo «fumo negli occhi e demagogia, un vero e proprio colpo di teatro».

«E’ stata solo una parvenza di abrogazione, in quanto la delibera non è stata votata come immediatamente esecutiva. Cosa vuol dire?», domanda Scaburri. «Se fosse stata votata con la formula della " immediata esecutività"», dice, «avrebbe avuto la sua efficacia immediatamente, e quindi la norma sarebbe stata finalmente abrogata invece ora deve essere pubblicata per 15 giorni sull'Albo Pretorio del Comune per poi divenire esecutiva. Ora però occhio alle date: l’iter per l'abrogazione e' iniziato il 28/11/2007, e la Legge che ne regola l'iter vuole che entro 36 mesi l'iter venga concluso pena la nullità del provvedimento, cioè entro il 28/11/2010 si doveva concludere l'abrogazione. Per "un errore " però verrà concluso il 04/12/2010, quando ormai non sarà più possibile abrogare tale norma, perchè già il 29 novembre tale norma tornerà normalmente in uso».

Scaburri parla di «comportamento vergognoso» del Consiglio e dei consiglieri che l’hanno votata e parla di «volontà chiara più che di errore materiale o di valutazione».

La materia tuttavia è intricata e farraginosa, non sempre chiara e lineare e sottoposta come sempre a diverse interpretazioni.

Il consigliere comunale Cristian Odoardi di Rifondazione comunista che ha votato la delibera, per esempio, dice che si potrebbe anche verificare un’altra ipotesi e cioè che i termini in realtà decorrano dalla pubblicazione della legge sul Bura; a quel punto l’iter seguito da Montesilvano sarebbe salvo ed i termini scadrebbero a dicembre inoltrato.

«Ricordo che anche la prima volta la delibera non ebbe la immediata esecutività, dunque potrebbe non essere un problema», dice Odoardi, «ma nel caso Scaburri dovesse avere ragione è chiaro che si è trattato di un errore gravissimo di tutti i consiglieri che hanno votato che avrebbero avuto il dovere di controllare e sapere. Per questo se di errore si è trattato proporrò una mozione per le dimissioni di tutti i consiglieri che hanno approvato e la mia sarà in testa al documento».

Nei prossimi giorni è probabile che la questione sarà chiarita non senza scossoni.

Il fatto che rimane incontestabile è che per troppo tempo la volontà di cancellare questa norma che ha contribuito a cambiare il volto di Montesilvano è stata congelata e l'iter si è concluso (giusto o sbagliato che sia) proprio allo scadere del tempo massimo.

27/11/2010 9.34