Penne, la denuncia dell'Archeoclub: «nuovo scempio nel centro storico»

Alessandro Biancardi

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PENNE. Archeclub Pescara si scaglia contro i lavori che nei prossimi mesi interesserà una zona a ridosso della cinta muraria di Penne.

L'associazione parla senza mezzi termini di un «grave ed inconcepibile colpo» che sta per essere inferto alle caratteristiche architettoniche ed urbanistiche del centro storico di Penne.

Non il primo, a quanto pare, che avrebbe già dei precedenti come ad esempio gli interventi che «hanno deturpato le aree murarie (palestre dell'Istituto Tecnico e del liceo Scientifico)».

In base ad un accordo di programma approvato dall'amministrazione comunale «in difformità del piano regolatore», sottolinea l'Archeoclub, una grossa cubatura di cemento, nelle vesti di edificio a destinazione commerciale, sta per essere realizzata a ridosso della cinta muraria in prossimità di Porta S. Francesco.

    Il complesso delle mura cittadine, nonostante le gravi menomazioni patite dalla fine dell'ottocento e dall'abbandono più recente presenterebbe ancora tratti di «notevole interesse» facendo intravedere, sottolineano dall'associazione pescarese «sia pure a tratti, torri di difesa, scarpate, spalti, camminamenti».

    Le mura antiche hanno, invece, sempre costituito una dei simboli principali di qualsiasi città ed oggi sono ovunque scrupolosamente tutelate.

Il terreno ove andrà ad insistere l'edificio nuovo fa parte proprio di quegli "attenimi" ( tratti di terreno antistanti alla cinta muraria) che gli avi si erano invece premuniti di tutelare sia con il cinquecentesco statuto noto come "Codice Catena", sia durante il vassallaggio farnesiano.

«Il mediocre edificio, realizzato nel dopoguerra ed ora abbattuto per far posto al nuovo mostro», ricordano dall'Archeoclub, «insisteva solo parzialmente sul terreno in questione e lasciava comunque intravedere le strutture murarie alle sue spalle. Esso era stato dichiarato, dal piano particolareggiato del centro storico, come " edificio in contrasto con i valori storici ed architettonici del nucleo urbano antico". Vorremmo ci fosse spiegato come quello che si intende realizzare ora sia, invece, in perfetta armonia e  sintonia con i valori suddetti».

   Inoltre, la grande tomba ipogea monumentale di epoca romana emersa in conseguenza, ed in corso di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo, «rimarrà soffocata dall'immanenza del nuovo ed incombente complesso».

L'associazione denuncia l'assenza a suo tempo registrata dalla Soprintendenza ai Monumenti dell'Aquila nella conferenza dei servizi ove venne esaminato il progetto: «ci auguriamo che il nuovo soprintendente voglia modificare sistemi e comportamenti certamente non tollerabili». 

  Ma l'associazione parla anche di un altro «grave scempio» che sta per essere inferto alla città di Penne: l'amministrazione comunale sta infatti approvando una serie di progetti su viale Ringa (uno dei punti più antichi della città) ove, fra l'altro, sono state individuate due domus romane.

«Non parliamo, poi, dello stato comatoso delle strutture museali», preferiscono sorvolare dall'Archeoclub.

«Siamo certi che se Penne non fosse in Abruzzo ma già solo al di là del Tronto, ben altre cure e valorizzazioni riceverebbero dai suoi cittadini e dai suoi amministratori tutti quei beni culturali di cui è  ricca e che sta continuamente distruggendo o lasciando inesorabilmente deperire».

26/11/2010 9.34