Delibera su cavodotto Terna. Il Pd diffida l’amministrazione Mascia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Con una diffida il Pd affonda il fendente sulla decisione presa in solitaria dalla giunta di dare il via libera al cavodotto dal Montenegro.

Nella delibera di giunta del 3 novembre scorso, la Giunta ha approvato l’accordo e il protocollo d’intesa che il Comune firmerà con Terna per mano del direttore ai Lavori Pubblici, Bellafronte Taraborrelli («unico delegato dall’amministrazione ad esprimere parere vincolante»). Così il Comune ha aperto le porte ad un investimento da 720 mln di euro: un cavo sottomarino che dal Montenegro porterà energia in Abruzzo.

Una decisione importante ma passata sotto silenzio e presentata alla cittadinanza solo dopo l’articolo di PrimaDaNoi.it.

Ora il Pd si accorge che qualcosa non va in quelle carte e diffida l’amministrazione chiedendo la revoca della delibera di giunta «in quanto adottata in materia di competenza del Consiglio comunale». Inoltre, si intima di «non sottoscrivere altri atti che possano determinare danni patrimoniali per l’ente».

In buona sostanza, il Pd, basandosi sul Testo Unico degli Enti Locali, sostiene che gli impegni assunti dal Comune di Pescara con il protocollo d’intesa e la convenzione sono di esclusiva competenza del consiglio comunale per diversi motivi. In primo luogo, le obbligazioni derivanti dalla firma del protocollo e dell’accordo, a detta  del Pd, comporterebbero una rinuncia al diritto di proprietà sui beni comunali.

In secondo luogo, perché le decisioni per lavori che prevedono un risarcimento compensativo per danni ambientali sono ad appannaggio dell’intera assise cittadina e non solo della giunta.

Inoltre, gli esponenti del Pd non sono persuasi nemmeno dalla pioggia di milioni -annunciata come una manna dal cielo dalla maggioranza- che si riverserà sul territorio sommando tutti i risarcimenti (22 mln di euro in opere pubbliche, di cui 5  per Pescara).

 PD: « RISARCIMENTO CALCOLATO SENZA LA LEGGE»

La legge (n° 239 del 2004) in questo campo prescrive che «i proprietari di nuovi impianti di produzione di energia elettrica di potenza termica (…) corrispondono alla regione sede degli impianti, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio e per l'impatto logistico dei cantieri, un importo pari a 0,20 euro per ogni MWh di energia elettrica prodotta, limitatamente ai primi sette anni di esercizio degli impianti».

Secondo un lungo calcolo effettuato dal Pd, servendosi dei criteri imposti dalla normativa vigente, i milioni che Pescara dovrebbe incassare sono circa 19  e non 5 come approvato dall’amministrazione Mascia.

«In tutto il procedimento e negli atti che sono nella disponibilità degli istanti», si legge nella diffida, «non vi è traccia dei riferimenti giuridici e delle valutazioni tecniche che hanno indotto l’amministrazione a quantificare e determinare in €. 4.500.000,00 (iva esclusa,ndr) il prezzo compensativo che dovrà ricevere da Terna spa».

Senza mezzi termini il Pd incalza affermando che «gli atti posti in essere dall’amministrazione comunale sono palesemente illegittimi» e «determinano un rilevante danno patrimoniale al Comune di Pescara». 

Qualora l’amministrazione non ottemperasse alla richiesta della minoranza, la questione verrà spedita dagli esponenti del Pd alla Corte dei Conti.

 SOSPIRI:«TUTTO REGOLARE, IL PD SI SBAGLIA»

 Per il Comune replica come sempre il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri che ancora una volta pone l’attenzione sulla differenza tra cavodotto ed elettrodotto e quantifica in 22 milioni il valore delle opere accessorie di Terna.

«L’amministrazione comunale non ha ceduto terreni a Terna», spiega Sospiri, «merito della nostra amministrazione comunale è stata quella di aver saputo ottenere il massimo beneficio dinanzi a un’opera comunque strategica e indispensabile, che non dovrà tornare in Consiglio comunale perché non rappresenta una variante al Piano regolatore. Una lettura più approfondita delle carte e una conferenza stampa in meno sicuramente avrebbero giovato all’immagine dei consiglieri d’opposizione».

Intanto per oggi a Roma è prevista l’ultima conferenza dei Servizi per la firma e l’avvio del procedimento per la realizzazione del cavidotto, «conferenza alla quale infatti prenderanno parte Regione Abruzzo e 5 Ministeri oltre che Terna - ha aggiunto Sospiri – a conferma delle competenze sulla materia».

 Manuela Rosa  26/11/2010 9.07