Inchiesta concorsi pilotati, pm vuole il processo per Cordoma e Sospiri

Alessandro Biancardi

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PASQUALE CORDOMA

PASQUALE CORDOMA

PESCARA. Il pm della Procura di Pescara Giampiero Di Florio ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Cordoma e l'esponente del Pdl Lorenzo Sospiri.

La vicenda che risale al 2007 è quella relativa ai concorsi comunali che la procura ritiene pilotati. Lo scorso 4 giugno l’inchiesta è stata chiusa ufficialmente dal pm titolare che adesso chiede il processo per il primo cittadino, Sospiri ma anche per Corrado Carbani e l’ex capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani. Per alcuni dei 21 indagati l'accusa chiederà lo stralcio ma sarà il gup nel corso dell'udienza preliminare a decidere chi dovrà affrontare il dibattimento e chi potrà considerarsi ufficialmente fuori da questa vicenda.

Le accuse per i protagonisti principali, ovvero per quelli che secondo il pm avrebbero rivelato ai propri protetti le domande della prova d'esame, sono quelle di  truffa aggravata in concorso, rivelazione di segreto d’ufficio e concorso in induzione al falso.

I posti da riempire erano in tutto 16: 2 istruttori amministrativi, 8 istruttori tecnici, 3 istruttori direttivi amministrativi, 3 istruttori direttivi tecnici.
L’incarico di provvedere alle selezioni era stato affidato alla società Quanta spa che si occupò della prima prova scritta predisponendo dei quiz.
Tuttavia, attraverso meticolose ricerche ed incroci di tabulati telefonici, nonchè intercettazioni che hanno preceduto perquisizioni, gli inquirenti avrebbero avuto la prova materiale del vantaggio dato ai raccomandati che in qualche modo erano legati ai componenti dell’amministrazione.
In oltre una decina di casi, infatti, la polizia ha recuperato la griglia con le domande e le risposte esatte con perquisizioni mirate anche a casa dei concorrenti.
Inoltre da alcune intercettazioni si avrebbe la prova del contatto e degli accordi. La procura riuscì anche attraverso testimonianze a stabilire il percorso che le domande sigillate fecero e dunque da chi è partita la fuga di notizie che avvantaggiò alcuni.  

Non mancarono momenti di paura e tensione dopo le perquisizioni o delusione da parte di chi alla fine vide sfumare gli accordi presi . Sospiri ha detto più volte di sentirsi «vittima di rancori e calunnie. Le intercettazioni si interpretano come si vuole» .

L'inchiesta, oggi nel punto di svolta, come si ricorderà è nata dai racconti di un collaboratore di Cordoma e dal consigliere comunale Leo Brocchi che, avendo saputo delle manovre intorno alle selezioni pubbliche aveva deciso di denunciare tutto alla polizia. Lo scenario che l’inchiesta dipinge è quello di una serie di persone che dovevano essere avvantaggiate e che a vario titolo erano vicino ai partiti di riferimento degli indagati. Le perquisizioni e le notizie dell’inchiesta però fecero andare le cose per alcuni diversamente da quanto in precedenza preventivato.

Nei mesi scorsi, inoltre, l’opposizione ha offerto avvocati gratis ai partecipanti beffati  mentre il Comune ha persino deciso di non costituirsi parte civile nell'ambito dei processi che riguardano il primo cittadino. Per Cordoma un nuovo grattacapo da risolvere dopo l'inchiesta sull'Ecoemme che lo vede indagato per i reati di corruzione, truffa e abuso d’ufficio.
Ben più avanti, invece, l'inchiesta che coinvolge sempre il sindaco per tentata concussione (è stato già richiesto il rinvio a giudizio) insieme ad altre persone perchè avrebbero cercato di costringere una psicologa assunta nell'Azienda Speciale a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione. Tutto questo, sempre secondo l'accusa, per fare posto ad un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune.

 

25/11/2010 10.19