Filovia: la Gtm sfodera le buone notizie e Russo appende il progetto al muro

Alessandro Biancardi

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Filovia: la Gtm sfodera le buone notizie e Russo appende il progetto al muro
PESCARA. Tre a uno: tre sono le buone notizie, una quella cattiva. È il risultato finale e un po’ scontato dell’ennesima conferenza stampa della Gtm per parlare di filovia.

Le buone notizie giungono dalla Gtm:«il progetto esecutivo è pubblico», «ci sono i soldi per il secondo lotto», «la filovia non inquina». Quella cattiva dagli esperti: «l’unica grande fonte d’inquinamento di Pescara è il traffico».

Presenti il professore Glauco Torlontano ed Enzo Stellabotte dell’associazione “Sos Inquinamento”, il consigliere comunale, Michele di Marco, Andrea Oliva, fisico ed esperto di sicurezza e prevenzione ambientale e Gaetano Silvestre, responsabile del reparto di Fisiopatologia respiratoria pediatrica dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara.

Ognuno nel proprio campo, tutti hanno cercato di chiarire o di sfatare i luoghi comuni che si sentono «tra un marciapiede e l’altro».

La prima grande notizia l’ha data Michele Russo. «A quelli che dicono che il progetto esecutivo non è noto», ha annunciato il presidente della Gtm, nonché titolare della Mirus che cura la comunicazione pubblicitaria della filovia, «è qui appeso, potete fare foto».

Questa l’ultima variazione al tema sulla trasparenza che mancava nella collezione di PrimaDaNoi.it: fotografare pezzo per pezzo un progetto incollato su tre pareti di una stanza non è cosa facile. Ma è meglio di niente: almeno ora qualcosa di vede…

Per renderlo pubblico sarebbe stato molto più comodo metterlo sul sito del Filò (costato quanto e curato da chi?) ma l’idea non ha sfiorato mai il comunicatore Russo che ha parlato di problemi con il «copyright» .

«PRONTI I SOLDI PER IL SECONDO LOTTO»

«Non ci fermeremo al primo lotto, per il secondo ci sono già i soldi», ha detto senza titubare, Russo, ripetendo cose già dette e annunciate: «abbiamo già 8,3 mln di euro».

I soldi deriverebbero, a detta della Gtm, dagli interessi accumulati dalla giacenza dei 31 mln di euro ed ammontano a 5 mln di euro. In più ci sarebbero 600mila euro derivanti dal ribasso d’asta e 3 mln di euro dalle economie sulle spese (espropri, spese tecniche).

A questi si devono aggiungere i fondi che il Ministero aveva già assegnato alla filovia, «che ci hanno assicurato essere ancora lì», è stato detto.

Il consigliere Di Marco ha espresso il proprio favore all'opera con parole entusiastiche («darà lustro alla nostra città in Europa») e ha approfittato per dare la propria benedizione al proseguimento dei lavori fino al secondo lotto.

In merito al secondo lotto, l'incontro tra Gtm, Comune e Ferrovie dello Stato per il passaggio della filovia sul tracciato ferroviario per raggiungere l'Università dalla Stazione centrale «ha avuto esito positivo». «Condivideremo i costi di alcuni lavori che loro avevano già in programma e potremo passare sul loro tracciato», ha precisato.

Quindi si va avanti.

«GRAVI PATOLOGIE A CAUSA DELL’INQUINAMENTO»

Il professore Glauco Torlontano ha aperto la grande parentesi sull’inquinamento di Pescara «dovuto in modo assoluto al traffico» e «non al cementificio che non ha alcun ruolo sull’inquinamento della città».

La città di Pescara, infatti, secondo gli ultimi dati statistici dell’Istat e dell’Agenzia Europea si è classificata al 17° posto in Europa per il livello di qualità dell’aria più basso e al 7° tra le 11 città italiane considerate nell’analisi.

«Pescara è un caso davvero particolare in tutta Europa», ha esordito Torlontano, «e si scoprono anche sindromi nuove come la tosse stizzosa che colpisce i bambini». Tutti gli esperti presenti in sala hanno messo in risalto che la prima causa di mortalità, ancor prima dei tumori, sono le malattie cardiocircolatorie «dovute spesso all’inquinamento».

Su questo punto è intervenuto il dottor Gaetano Silvestre, responsabile del reparto di Fisiopatologia respiratoria pediatrica dell’ospedale di Pescara. «Pescara mi ha dato la possibilità di studiare tante patologie», ha spiegato, «perché qui sono concentrati molti bambini sono malati». In aumento anche le allergie rispetto ad altre città.

«La filovia può solo dare un contributo», ha chiarito Russo,«è certo che le iniziative devono essere tante e diverse». Intanto Russo si è posto davanti ad una grande sfida: «con la filovia vogliamo intercettare un nuovo target: gli automobilisti», ha detto il presidente della Gtm, «perché con essa riusciremo a garantire un servizio più veloce, più puntuale, più certo nei tempi di percorrenza. Di conseguenza, logicamente ci saranno più passeggeri».

Molti dei contestatori invece sostengono che la filovia non farà diminuire il traffico su viale Bovio e che in pochi usufruiranno del mezzo continuando a prediligere l’autonomia dell’auto.

«Ad oggi non sussiste un ragionamento organico che possa dimostrare che in futuro “nessuno prenderà la filovia», ha chiosato Russo.

OLIVA: «LA FILOVIA INQUINA QUANTO LA CALAMITA DELLA NONNA»

«Non c’è alcun pericolo per la salute, nessun inquinamento elettromagnetico», ha detto il fisico ed esperto in sicurezza ambientale, Andrea Oliva, «è solo un’affermazione pretestuosa: qui si tratta di  corrente continua, mentre solo quella alternata causa inquinamento».

«Ci dovremmo preoccupare anche degli alternatori delle auto», ha ironizzato Oliva, «delle utenze di casa e anche delle calamite con le quali le nonne tenevano gli spilli con i quali giocavamo prima della Play station».

Inquinamento acustico? «Il motore elettrico è silenziosissimo», ha risposto l’esperto che per anni si è occupato di inquinamento acustico per conto del Comune di Pescara.

ASSOCIAZIONI: «MANCANO ANCORA DOCUMENTI»

Per Maurizio Biondi dell’associazione Utenti Strada parco e Guya Marconi di Marelibero è «strumentale» l’uso dei dati sull’inquinamento. Le associazioni lamentano la mancanza di alcuni documenti.

«Manca un progetto esecutivo definitivo che recepisca le tante criticità insite nel tracciato» hanno denunciato le associazioni, «indicate sia dal Ministero dei Trasporti che dagli uffici tecnici comunali,  mancano gli strumenti fondamentali di garanzia per la salute e la sicurezza dei cittadini come lo Studio e la Valutazione di Impatto Ambientale e il Nulla Osta preliminare sulla Sicurezza ( senza il quale non si sarebbero potuti iniziare i lavori). Manca il Piano economico-finanziario, previsto per legge, e soprattutto manca la dovuta certezza che ci siano i fondi necessari alla prosecuzione degli altri lotti alla luce dei pesanti tagli che subirà prossimamente il trasporto pubblico».

«Rivolgersi alla Procura della Repubblica è stato inevitabile», hanno chiosato.

 Manuela Rosa  18/11/2010 18.32