La pubblicità per gratitudine, Spadaccini ammette i finanziamenti all’Avanti

Alessandro Biancardi

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giuseppe spadaccini

giuseppe spadaccini

PESCARA. Oggi anche Repubblica parla dell’investimento pubblicitario di Giuseppe Spadaccini al quotidiano l’Avanti citando un recente verbale di interrogatorio.

 

E’ il verbale che l’avvocato difensore di Spadaccini, Sabatino Ciprietti, aveva detto essere arrivato tardi al Riesame e per questo quel tribunale di appello non ne aveva potuto tener conto per la decisione di scarcerare l’imprenditore aereo che rimane dunque in carcere. Ma nell’articolo di Repubblica di oggi ci sono ampi stralci di quel verbale che è molto più lungo e dettagliato relativo al secondo interrogatorio davanti al pm.

I fatti che emergono intrecciano in maniera inevitabile la Sorem di Spadaccini, l’imprenditore aeronautico arrestato un mese fa con l’accusa di maxievasione per 90milioni di euro, e la protezione civile retta da Guido Bertolaso.

Della intricata vicenda relativa all’appalto contestato affidato dalla protezione civile a Spadaccini avevamo già parlato nelle scorse settimane quando avevamo ripercorso dubbi e incongruenze di una rapidissima ascesa dell’imprenditore abruzzese e si citavano notizie che PrimaDaNoi.it aveva già pubblicato mesi fa e che riportava le rimostranze di un imprenditore che ritiene di essere stato “fatto fuori” dalla Protezione civile, Carlo Gaiero.

In quei due articoli avevamo già parlato di quella ingentissima somma di denaro investita su un quotidiano, L’Avanti (la Federazione di Chieti del Psi rimarca che è cosa diversa dallo storico giornale socialista), che non viene letto da un numero sufficiente di lettori da poter giustificare tali cifre. Sta di fatto che la pubblicità in pochi se la ricordano ma su questa, come in altre vicende via vie emerse negli anni, le inchieste aperte non sono riuscite a fare chiarezza.

Nello stralcio del documento citato da Repubblica Spadaccini sostiene che avrebbe pagato un milione e duecentomila euro alla società International Press proprietaria dell'Avanti per esprimere la sua "gratitudine" all'editore Valter Lavitola.

Quest'ultimo sarebbe intervenuto per affrontare alcune difficoltà nei rapporti che Spadaccini aveva con il capo della protezione civile Guido Bertolaso a proposito di appalti per l'impiego di Canadair gestiti dalla Sorem, società dell'imprenditore arrestato.

«Per gratitudine nei confronti di Valter Lavitola. Avevo ottenuto l'appalto dalla protezione civile per i Canadair», risponde l'imprenditore al pm Mirvana Di Serio, «ma Guido Bertolaso voleva farmi fuori. Voleva revocarmi l'affidamento. Sono convinto che lo facesse per avvantaggiare la società Cai nella quale il fratello Antonio», prosegue il giornale ricordando che Antonio Bertolaso è 'colonnello dell'aeronautica ora in forza ai servizi segreti - all'epoca era direttore generale. «Bertolaso», dice ancora Spadaccini,«non mi metteva in pagamento le fatture». Spadaccini dice poi che l'ormai ex capo della protezione civile «aveva fatto inserire nella Finanziaria 2003 una norma per revocare gli appalti in corso. Una norma ad personam contro di me. Mi dovevo difendere. Allora chiesi aiuto a Lavitola. Riuscimmo ad ottenere una raccolta di firme di 200 parlamentari a mio favore, Senza Lavitola sarei sparito prima. Il suo intervento è stato fondamentale».

La società di Lavitola che riceve il pagamento della pubblicità di Spadaccini si chiama International Press e Repubblica ricorda come la stessa società figurasse nella parte della inchiesta che ha coinvolto il deputato azzurro Sabatino Aracu, indagato per sanitopoli e di cui i pm pescaresi chiesero l’arresto poi negato dal gip.

Dall’inchiesta emersero una serie di società legate ad Aracu ed una serie di illeciti tra cui false fatturazioni e frequenti rapporti con la pubblica amministrazione ed anche di alcune commesse pubbliche girate a società che formalmente non erano di proprietà di Aracu ma che invece la procura ritiene fossero affidate a veri e propri prestanome.

Bisogna ricordare anche che Aracu e Spadaccini sono stati soci per alcuni anni e che secondo la ex moglie Maria Maurizio del deputato forzista fu lo stesso Spadaccini a spiegare ad Aracu i vantaggi di avere società nel paradiso di Madeira.

Lo avrebbe spiegato durante una vacanza in Sardegna che, sempre secondo i racconti della ex moglie, spesso si contornava di personaggi noti in Abruzzo, amministratori pubblici, imprenditori, politici e non solo.

Dopo quell’estate effettivamente Aracu posizionò la sede legale di alcune sue società a Madeira allo stesso indirizzo di quelle di Spadaccini. Persino si dividevano l’appartamento e la segretaria.

In seguito, come rivelò un articolo dettagliatissimo de L’Espresso, Aracu acquistò delle quote della società Bytols, al centro dell’inchiesta sui fondi neri e sulla maxievasione.

La Bytols di Spadaccini nel 2004 vende 50mila euro delle proprie quote di Itali Airlines al deputato di Forza Italia Sabatino Aracu (coordinatore Pdl).

L’imprenditore aeronautico cedette le quote della compagnia aerea che operava sullo scalo pescarese ma non si conoscono ancora i motivi e nemmeno quali interessi potesse avere l’allora Aracu, persona più importante in Abruzzo per il centrodestra.

«Ho chiesto io ad Aracu di entrare in una delle mie società», dice sempre Spadaccini al pm. Non si conosce nemmeno in che modo venne poi assolto il pagamento eppure appena due anni dopo Aracu non accettò l’aumento di capitale ed uscì dalla società. «Aracu mi ha tutelato sempre contro Bertolaso».

Parole di peso che in qualche modo aggiungono coerenza ad una serie di fatti che si conoscevano già ma che sono sfuggiti per ora all’inchiesta della procura di Pescara.

Non si conoscono gli esiti delle verifiche della finanza su quella cessione di quota societaria concessa ad Aracu «per riconoscenza» e nemmeno se sia mai stata ipotizzato un reato su tali fatti. Ora però la procura dovrà verificare le nuove dichiarazioni dell’indagato Spadaccini e chiarire il ruolo dei vari personaggi citati.

Non è l’unico mistero del resto che aleggia su Spadaccini e le sue società che ora rischiano il fallimento per una serie di eventi accaduti e che potrebbero essere solo casualmente successivi all’arresto. La protezione civile ha infatti revocato l’appalto alla Sorem per la gestione dei Canadair e di fatto ora gli aerei di proprietà pubblica non possono volare per mancanza di piloti (che forniva Spadaccini) così come la manutenzione degli aeromobili.

15/11/2010 13.56

 

PSI:«NOI NON ABBIAMO NULLA A CHE FARE CON LAVITOLA»
«Il giornale di Lavitola non ha nulla a che fare con l’Avanti del Psi». L’ulteriore precisazione arriva dal segretario regioanle dei socialisti, Massimo Carugno.«L’Avanti è di proprietà dell’ormai noto Valter Lavitola (testata letteralmente scippata al PSI anni addietro) organico a Berlusconi e al PDL, già in passato candidato di Forza Italia, passato alle cronache per l’inchiesta killer ai danni di Fini (sulla casa di Montecarlo) e commissionata da Berlusconi», spiega Carugno, «tale testata è intestata alla International Press di Lavitola, società che ha beneficiato di 1 milione e duecentomila euro da Spadaccini ed è coinvolta nella vicenda dei Canadair che sarebbero stati acquistati dalla Protezione Civile di Bertolaso proprio da Spadaccini ed è coinvolta nella grande inchiesta che coinvolge il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu. Tale giornale non ha nulla a che vedere con l’Avanti della Domenica giornale ufficiale del Partito Socialista Italiano guidato dal Segretario Nazionale Riccardo Nencini. Come al solito il torbido gioco del centrodestra, che alimenta un finto e virtuale movimento socialista schierato con Berlusconi, è foriero di equivoci e fraintendimenti. Come al solito», conclude Carugno, «questo gioco è ancora più torbido per gli oscuri ed illeciti giri di ingente denaro destinato a rimpinguare le tasche dei politici del centrodestra».
Lavitola, 38 anni, recentemente è stato protagonista delle cronache nazionali relative al presunto scandalo della casa di Montecarlo. Secondo Italo Bocchino sarebbe stato lui ad ideare i dossier falsi contro Gianfranco Fini e sarebbe quindi tra i fabbricanti del documento di Santa Lucia che chiama in causa Giancarlo Tulliani, cognato di Fini. Lavitola nel 1994 ha aderito a Forza Italia e si è candidato nel 2004 alle elezioni europee. Contro Lavitola si è schiarato anche Bobo Craxi che parlando del “scippo” del giornale lo definì come «un’arma di spionaggio politico».

BERTOLASO:«MAI FAVORITO NESSUNO»

E’ l’agenzia Ansa a riportare una replica dell’ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso.

«Non ho mai svolto attività per favorire qualcuno», ha detto. Non sarebbe vero nemmeno che «il fratello di Bertolaso era direttore della Cai quando la Sorem si è aggiudicata l'appalto». «Rimase infatti alla Cai fino al 2004», spiegano le fonti dell’Ansa, «mentre la firma del contratto con cui fu assegnata la gestione della flotta dei Canadair alla Sorem è dell'anno 2005».

Si parla di una gara ad evidenza pubblica europea «e dunque», spiegano ancora le fonti “vicine a Bertolaso”, «non si capisce come Bertolaso avrebbe potuto svolgere attività d'indirizzo. L'unico obiettivo che si è sempre cercato di raggiungere - viene sottolineato - è stata la piena efficienza delle flotta dei Canadair, obiettivo dimostrato dai fatti».

15/11/2010 19.40

 

* TUTTO SULL'INCHIESTA DELLA MAXIEVASIONE PER FONDI NERI