Arresto Spadaccini, dopo la Sorem anche la San rischia la chiusura

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si chiama San srl ed è la società certificata che ha il compito di garantire l'efficienza e l'operatività della flotta aerea antincendio.

 

E’ la seconda società per grandezza del gruppo dell'imprenditore Giuseppe Spadaccini, arrestato un mese fa dalla procura di Pescara con l'accusa di maxievasione fiscale per circa 90 milioni di euro e di aver accumulato ingenti fondi neri sottratti al fisco. L'imprenditore aereo che, negli ultimi 10 anni ha fatto la fortuna anche grazie all'affidamento di importanti appalti come quello dell'emergenza antincendio e la gestione dei 19 Canadair della protezione civile, è ancora in carcere; il riesame ha confermato le misure cautelari per il momento. Lo stesso tribunale d'appello invece ha scarcerato l'altro ieri il notaio Massimo D’Ambrosio stabilendo che per lui, invece, il materiale probatorio, anche in seguito all'interrogatorio di garanzia, non era sufficiente per giustificare le misure cautelari dei domiciliari ed ha quindi annullato il primo provvedimento. Il notaio resta comunque indagato mentre proseguono le indagine che negli ultimi quattro anni ha dovuto selezionare milioni di documenti relativi alla contabilità di un gruppo di circa 20 società molte delle quali con basse nell'isola portoghese di Madeira. Subito dopo l'arresto di quello che la procura individua essere il vertice dell'associazione a delinquere, sono iniziati però i problemi delle società aeree che sono state affidate ad un curatore giudiziale. Solo pochi giorni dopo lo scoppio dell'inchiesta, la protezione civile per la mancanza di copertura assicurativa ha deciso di risolvere il contratto con la società affidataria Sorem, un appalto aggiudicato nel 2003 cancellato in seguito all'interessamento del vice di Bertolso, Franco Gabrielli, che aveva incontrato il procuratore Trifuoggi per capire quali potevano essere gli sviluppi e le conseguenze dell'inchiesta sulla gestione dell'emergenza antincendio.

E non è un buon momento per i dipendenti delle diverse società di Spadaccini.

Ieri in una lettera inviata alla redazione di Matrix (e a PrimaDaNoi.it), il programma giornalistico di approfondimento di Canale 5, una trentina di dipendenti della ditta San srl hanno chiesto l'intervento della televisione per portare all'attenzione nazionale i loro problemi.

I dipendenti sono tenuti alla manutenzione dei 19 Canadair che però pare sia divenuta negli ultimi tempi sempre più carente, sono dotati di una specifica professionalità e si definiscono «unici nel nostro ruolo sul territorio italiano e il leader in Europa».

«Purtroppo a seguito dell'arresto dell'imprenditore, il personale tecnico al quale è affidata la cura e la manutenzione degli aeromobili della protezione civile non percepisce lo stipendio da più di due mesi nonostante una serie di incontri tenutisi con i massimi vertici della protezione civile, congiuntamente alla rappresentanza sindacale della società San, non si è riusciti a trovare una soluzione per le maestranze e nemmeno per il patrimonio tecnico dello Stato che rischia di essere seriamente compromesso e quindi di rendere vani gli sforzi fin qui profusi».

Problemi di stipendio, dunque, da oltre due mesi, cioè ben prima dei clamorosi arresti.

I dipendenti fanno notare che hanno continuato a lavorare con professionalità nonostante i diversi problemi societari e il mancato accredito degli stipendi nella speranza che fosse trovata una soluzione ed invece la società rischierebbe seriamente di chiudere.

«Quello che sta accadendo», scrivono ancora nella lettera i dipendenti della San, «è fuori da ogni logica e inoltre tutto questo va a danneggiare non solo noi dipendenti ma tutti i cittadini che regolarmente pagano le tasse e non sanno che un loro bene sta per essere seriamente distrutto. Da alcuni giorni, infatti, la flotta aerea è inoperativa e rischia di esserlo per la prossima estate ma anche per l'imminente inverno».

13/11/2010 10.42