Associazioni sfrattate dalle cacche nelle sedi comunali abbandonate

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Peccato che non si possa fotografare la puzza. Uno scatto sarebbe bastato per immortale l’odore nauseabondo di escrementi umani che permea le narici entrando nella centrale struttura comunale.

Una porta rotta da tempo lascia l’ingresso libero a tutti. Notte e giorno. Ad un semplice cartello di «divieto», apposto dagli uffici comunali sulla porta, è affidato il difficile, quanto impossibile, compito di non far entrare estranei. Così è facile che in molti trovino riparo (e non solo) in quei due piani lasciati nell’incuria più totale.

Una situazione di degrado proprio vicino al nuovo mercato della Coldiretti inaugurato due giorni fa dal sindaco Albore Mascia e dall’assessore Stefano Cardelli. Stiamo parlando del complesso immobiliare del mercato ittico. Una palazzina azzurra, dove si trova il mercato all’ingrosso del pesce in via Paolucci.

Nello stabile il Comune ha 19 stanze al primo piano che vengono date in affitto ad alcune associazioni. Al secondo piano- dove l’odore forte del pesce ha la meglio sul resto- c’è la tesoreria della Caripe. E’ impossibile entrare senza turarsi il naso. La puzza di escrementi umani pervade tutto l’ambiente. Il pavimento è appiccicoso e sporco di urina. L’ascensore, ancora funzionante, emette una specie di barrito ad ogni movimento. Senza parlare della sporcizia e dell’odore all’interno.

Il tutto per una semplice porta antipanico che non funziona da tempo. Si è «in attesa di riparazione», scrive il Comune sul cartello. Le associazioni, pochissime, che usufruiscono di questi locali devono corrispondere un canone d’affitto annuale al Comune. Non ce ne sono molte, anche perché condurre attività in quei luoghi è pressoché impossibile. Oltre all’associazione micologica adriatica (Ama) che ha denunciato la situazione, ci sono le sedi del Radio Taxi, dell’associazione pescarese ornitologi e della Lav (Lega antivivisezione). La maggior parte delle stanze sono chiuse. Ce n’è una invece aperta. Dentro una catasta di cartoni con all’interno tanti beni di prima necessità non deperibili. Maglie, pantaloni, pannolini per bimbi, biciclette, giochi, medicinali. Tutto ben catalogato e lasciato alla mercé di qualsiasi avventore.

Ad accompagnarci in questi locali, oltre al presidente dell’Ama, il micologo Marco Cilli, il consigliere comunale dell’Italia dei Valori, Adelchi Sulpizio. «Vede questi escrementi? Lunedì abbiamo la riunione e dobbiamo provvedere noi a rimuoverli», ha detto Marco Cilli, «è una situazione insostenibile». L’associazione di Marco Cilli, che conta 750 iscritti, ha dovuto spostarsi dalla sede della circoscrizione Castellammare di viale Bovio perché i locali servivano per allestire i nuovi uffici.

«Noi dovremmo pagare al Comune 1200 euro all’anno per cosa?», incalza, «ci avevano promesso almeno i bagni, lasciando perdere tutte le altre promesse, ma non hanno realizzato nemmeno quelli».

E non erano promesse in parola. La piantina con i bagni da realizzare è allegata al contratto firmato tra il Comune e l’associazione.

«In queste condizioni è difficile fare associazionismo», ha spiegato il presidente che gestisce due stanze all’interno dei locali (di cui una per i corsi), «le riunioni, i corsi, le lezioni o piccole conferenze in cui è necessario invitare ospiti diventano infattibili».

«Ogni lunedì noi siamo qui a controllare i funghi che gli appassionati raccolgono», ha precisato, «siamo in collegamento per ogni evenienza con la Asl e con l’Università».

Insomma un’associazione che svolge un servizio per la collettività, oltre alle attività interne. Non riesce quasi a parlare per la rabbia o forse per la rassegnazione di trovare i locali sempre alla stessa maniera di settimana in settimana, ormai da un anno. Fa di tutto per tenere le sue stanze pulite, ma ogni sforzo è vano se la situazione degli androni e dei corridoi resta la stessa. Ha mai invitato il sindaco a farsi un giro per questi corridoi? «Non ancora, ma lo farò», ha concluso.

Manuela Rosa 13/11/2010 9.04