Lettomanoppello. Rinegoziazione mutui. L’opposizione:«così com’è è un fallimento»

Alessandro Biancardi

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LETTOMANOPPELLO. Questa mattina va in scena a Lettomanoppello la battaglia sulla rinegoziazione dei mutui.

 

E’ uno degli argomenti che tutte le amministrazioni stanno affrontando in questo periodo per varie ragioni e con l’obiettivo di pagare una rata mensile inferiore per poter lasciare più spazio alle spese di altro genere e agli investimenti.

Il consiglio è convocato per le 9.30 e tra gli altri punti vedrà la discussione serrata dell’assessore competente che illustrerà le scelte dell’amministrazione. Dall’altra l’opposizione che in una dettagliata relazione fatta già circolare sul sito internet della coalizione (www.liberascelta.it) si opporrà per evitare ulteriori sprechi.

La maggioranza ha individuato 16 mutui accesi rinegoziabili per un importo residuo complessivo di 1.910.457,22 euro, con estinzioni variamente scaglionate, fino all’azzeramento totale al 31 dicembre 2029.

«Il piano di rinegoziazione proposto dalla maggioranza», spiega il capogruppo consiliare di Libera Scelta, Mario Di Mascio, «rappresenta un vero e proprio saccheggio delle risorse delle future generazioni. Infatti si prevede di unificare la rata complessiva a circa 82.000 euro l’anno (tasso e rata costanti) dal 2011 fino al 2040, allungando quindi di ulteriori 10 anni l’estinzione dei mutui considerati, considerando ciò positivo per l’amministrazione poiché libererebbe risorse per “minore spesa” , di circa 30.000 euro/anno».

Nella relazione di minoranza tuttavia allegata alla proposta di delibera con valore di emendamento la situazione che si prospetta in caso di rinegoziazione comporta effettivamente una minore spesa di circa 30.000 euro ma questo fino al 2022. Da questa data in poi –secondo l’analisi della minoranza- il “valore” della convenienza comincia a decrescere, fino ad azzerarsi intorno al 2027, per poi trasformarsi in “maggior spesa” sempre più crescente, per attestarsi dal 2030 al 2040 sugli 82.000 euro/anno. A pensarla come l’opposizione anche il contabile della ragioneria comunale.

«Quello che vogliamo far rilevare», spiega Di Mascio, «e che la nostra maggioranza sembra non aver voluto recepire, è che l’operazione finanziaria è non conveniente ed ingiusta. Infatti non è conveniente sia per i maggiori costi, pari ad oltre 600.000 euro, sia per la “minor spesa complessiva” di oltre 500.000 euro, tutta riversata nella seconda parte del trentennio di mutuo, cioè dal 2027 al 2040. Da questo fatto ne deriva l’ingiustizia, poiché per avere una maggiore capienza di spesa complessiva di circa 400.000 euro come benefit fino al 2027; dal 2027 e fino al 2040 si riversa tutto il costo dell’operazione con una minore capienza di spesa di oltre 500.000 euro. Insomma il debito sarà riversato tutto sulle prossime generazioni di amministratori e cittadini».

13/11/2010 8.59