Reti gas, appalti e operazioni anche a Chieti e Città Sant'Angelo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ampliamento delle reti e riscatti, i comuni abruzzesi si muovono per cercare di spuntare utili.

Il Comune di Città Sant'Angelo sceglie un nuovo gestore per le reti di gas naturale. E' stata infatti aperta la procedura per l'affidamento, in esclusiva, di tutte le attività legate al servizio pubblico di distribuzione del gas metano sul territorio comunale: l'azienda scelta subentrerà così all'Italgas, la cui gestione è in scadenza.

Secondo il sindaco Gabriele Florindi si arriverà così «ad un miglioramento nel servizio, e nel bando sono previsti una serie di ampliamenti della rete a carico di chi si aggiudicherà la gara». Il periodo di affidamento è di anni 12 (dodici), con decorrenza dalla data di consegna del servizio e quindi dalla data di trasferimento degli impianti da gestore uscente al gestore entrante, prevista per il 31 dicembre 2010. L'affidamento prevede non solo la gestione del servizio pubblico di distribuzione e l’esecuzione opere di ampliamento degli impianti, ma anche l'attivazione di uno sportello per gli utenti. La progettazione e la realizzazione delle opere e degli impianti di distribuzione del gas saranno effettuate a cura e spese del Concessionario senza alcun contributo da parte del Comune.

E intanto anche a Chieti si annunciano grandi manovre e il Comune si avvia alla procedura del riscatto delle reti del gas da Enel Gas per una cifra di 22 milioni di euro.

«Per una città che ha  la metà delle utenze della nostra», commenta il consigliere del Pd al Comune di Pescara, Enzo Del Vecchio, «viene offerta una somma di  soli 2 milioni inferiore». Così il consigliere sostiene che una operazione fatta dall'amministrazione D'Alfonso e presentata dal sindaco Mascia come una scelta a dir poco avventata venga in pratica sposata da una giunta di centrodestra e si stia trasformando «in un boomerang per un primo cittadino voglioso solo di creare disinformazione con argomentazioni false e provocatorie sulla bontà dell’operazione per le casse
del Comune di Pescara».

«Un semplice calcolo», spiega l'esponente del Pd, «dimostra che l’utile copre la spesa in soli 8 anni, dopo di che il Comune avrà aumentato il valore dei beni di sua proprietà, riceverà un corrispettivo di quasi tre milioni di euro l’anno con i quali potrà gestire, come fa già oggi, altri servizi quali la pubblica illuminazione e, soprattutto, i cittadini non pagheranno mai un euro per vedersi allacciare il contatore del gas».
«Certamente», insiste Del Vecchio, «il sindaco Mascia non si sarebbe mai impegnato in una operazione così complessa stante la sua unica preoccupazione di veder lasciar passare l’acqua sotto i ponti, ultimare il suo mandato senza assumere decisioni che potrebbero creare qualche problema e vivere di rendita sulle cose fatte da altri. Basta guardare come si spende per ottenere il riconoscimento di città europea dello sport senza mai dire che tutti gli impianti che sono alla base sono stati realizzati da altri».

12/11/2010 9.50