Assunzioni clientelari all’Ato Pescarese: i protetti a rischio licenziamento

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8809

GIORGIO D'AMBROSIO

GIORGIO D'AMBROSIO

PESCARA. Ed ora a tremare sono i dipendenti dell’Ato4 pescarese. Per loro potrebbe essere chiesto il licenziamento.

E’ uno degli effetti collaterali dell’inchiesta che ha coinvolto tra gli altri l’ex presidente Giorgio D’Ambrosio, sindaco di Pianella e già deputato, con Fabio Ferrante, suo portaborse, dipendente Ato e assessore a Lettomanoppello, Fabrizio Bernardini segretario Ato e Vincenzo Di Giaberardino, sempre dipendente Ato e pure assessore a Pianella.

Già perché le indagini sono state chiuse da qualche settimana dal pm Valentina D’Agostino che ha certificato una serie di illeciti già verificati dagli inquirenti e di cui abbiamo già parlato.

I reati contestati sono peculato, falso e abuso d’ufficio per una serie di fatti che vorrebbero D’Ambrosio in Parlamento grazie anche ad una campagna elettorale pagata con i soldi pubblici dell’Ato.

Si parla di telefonate ma anche di dipendenti in qualche modo cooptati per il candidato D’Ambrosio, per qualche anno deputato a Roma, spesso in Parlamento anche con l’auto di servizio dell’Ato così come sarebbe emerso dalle stesse indagini. Insomma una serie di irregolarità macroscopiche che ora toccherà alle difese smontare, eventualmente prima della richiesta di rinvio a giudizio anche con un interrogatorio o con memorie in alternativa nell’udienza preliminare.

Come si sa le responsabilità penali sono personali e saranno valutate dal giudice, però, questa inchiesta potrebbe costituire un pericoloso precedente dagli enormi risvolti pubblici. Infatti, proprio per la natura dei reati contestati la procura di Pescara è tenuta a segnalare alla Corte dei Conti scelte e decisioni che possano aver influito negativamente sulla spesa pubblica (sprechi, spese non dovute, consulenze inutili, clientelismo…).

E’ probabile che un parallelo procedimento contabile sarà aperto e nella ipotesi peggiore (per gli indagati) potrebbero essere chiamati a rifondere il danno all’erario coloro i quali saranno individuati come responsabili.

La voce più ingente di questo presunto danno è costituito dalle assunzioni clientelari a decine nel corso degli anni, già a partire dal 2000 con un balzo nel 2003 e poi nel 2005.

Il ragionamento della procura è semplice: le assunzioni sono clientelari in quanto viziate da atti illegittimi e da procedure che violano le leggi delle assunzioni negli enti pubblici. Mancherebbero del tutto, per esempio, procedure concorsuali e, quando vi sono, sarebbero del tutto prive di valore e rigore tanto da non potersi nemmeno chiamare “selezioni”. Il resto sono assunzioni a chiamata diretta per sistemare questo o quel protetto, questo o quel compagno di partito o amici e parenti di altri personaggi influenti che pure si ritrovano all’Ato4 pescarese.

Una attenta verifica su centinaia di documenti amministrativi dell’Ato sarebbe già stata compiuta ed avrebbe rilevato una serie di illeciti diffusi i quali avrebbero viziato un gran numero di scelte successive poi più volte reiterate relative alle assunzioni che per molti versi sono stabilizzazioni di dipendenti a tempo determinato a chiamata diretta, in alcuni casi persino di consulenti.

Anomalie e irregolarità avrebbero viziato la creazione della pianta organica poi per alcune posizioni disattesa, così facendo si sarebbe gonfiata a dismisura la spesa del personale. Tutte cose ampiamente conosciute dalla politica che ne ha approfittato per averne in cambio voti e prestigio, cose già approfonditamente affrontate anni fa quando si illustrarono dati inconfutabili ed incontrovertibili e che, come accade spesso, vennero ignorati dalla politica e non si aprirono riflessioni per verificare ed arginare il fenomeno. Oggi con questa ennesima inchiesta sulla pubblica amministrazione si può capire anche perché: il tutto sarebbe stato fatto con un preciso disegno e una chiara volontà.

UN UNICO “CONCORSO” IN ATO

Che dire per esempio dell’unico concorso di cui vi sarebbe traccia negli archivi dell’Ato? Effettuato nel 2003, avviso pubblicato, dicono le carte, per pochissimi giorni dopo ferragosto ma non vi è la prova che all’albo pretorio sia stato esposto davvero. In realtà però l’Ato stesso avrebbe definito il concorso «selezione privata» per tre istruttori amministrativi, forse così si giustifica il numero esiguo di partecipanti: appena tre. Anzi proprio tre.

Cercando negli archivi è facile scovare i componenti di quella commissione giudicatrice: Fabrizio Bernardini, segretario dell’Ente, Sergio Della Rocca, già consulente dell’Ato, Vincenzo Cirone, dirigente comunale. Supplenti: Nino Pagano, dirigente amministrativo, e Domenico Gelsumini, consulente gestionale e dirigente Aca.

Chi furono i tre fortunati vincitori? I tre partecipanti (Eleonora Antoccia, Donato Di Matteo -omonimo del politco del Pd-, Michele Dezio) superarono brillantemente le “prove” d’esame e si aggiudicarono un posto che pareva essere per la vita. Nessuno si creò il minimo problema o si fece domande circa il così scarso numero di partecipanti ad un concorso per un posto pubblico…

Questo fu solo l’inizio di una serie di assunzioni giustificate da criteri via via diversi e molto dubbi, comunque contestati dalla procura.

Dunque, assunzioni clientelari e posti a rischio licenziamento. Se dovesse accadere si potrebbe aprire una stagione di ''pulizia'' che si potrebbe trasformare in uno tsnunami. Intanto la giunta Chiodi sta già lavorando all’Ato unico.....

Ma se esiste un principio di uguaglianza lo stesso trattamento si dovrebbe riservare agli altri clientes  perché il fenomeno dell’Ato4 non è certo un caso unico. Peccato che un paio di inchieste non sono riuscite a scovare assunzioni clientelari alla Regione che nessuno però si sognerebbe di negare, così come un’altra inchiesta non ha trovato traccia di assunzioni clientelari all’Aca, bella stranezza considerato che la storia amministrativa è quasi sovrapponibile a quella dell’Ato così come l’alto numero di parenti, amici e amministratori locali che vi lavorano.

 Le stranezze non finiscono perché di tutto questo non si è accorto il commissario unico Pierluigi Caputi che anzi attraverso un parere rilasciato dal segretario Bernardini ha difeso a spada tratta le due assunzioni eccellenti, quelli di Ferrante e Di Giamberardino, opponendosi a più richieste e diffide dell’associazione Codici che da anni si sta battendo contro gli illeciti presunti perpetrati in Ato e Aca.

Cosa succederà allora negli altri casi di clientele accertate come quelle di Abruzzo Engineering dove a denunciare è stato lo steso presidente della Regione Chiodi? Che strade la politica riuscirà ad inventarsi per salvare i protetti raccomandati?

09/11/2010 10.05

 DI MATTEO:«SONO STATO ASSUNTO IN CATEGORIA B»

 Donato Di Matteo precisa di essere stato assunto «nel 2003 in categoria B non come istruttore contabile ma come terminalista per un periodo a tempo determinato  di 4 mesi poi rinnovato per tre anni. Nel 2005 il contratto poi è stato convertito a tempo indeterminato di tipo privatistico»

10/12/2010 15.34