Taxi, sentenza Cassazione contrasta con il nuovo regolamento pescarese

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3615

PESCARA. Parere positivo della Commissione Grandi Infrastrutture e Mobilità, presieduta da Adele Caroli, alla proposta di delibera per il servizio taxi in città.

La questione del nuovo regolamento dovrebbe essere sottoposta al prossimo Consiglio comunale ma il condizionale è d’obbligo poiché nel frattempo, il 2 novembre, una sentenza della Corte di Cassazione (n.22296/2010) è intervenuta a sostegno della liberalizzazione del settore, contrastando in alcuni punti il regolamento che il Comune di Pescara vorrebbe adottare.

Nello specifico il nuovo regolamento, a seguito delle tensioni scaturite in passato tra le due cooperative che gestiscono il servizio taxi a Pescara e nell’area metropolitana, cerca di blindare il servizio per garantire le 40 licenze rilasciate ed esercitanti sul Comune di Pescara.

Gli uffici comunali, sotto la direzione dell’architetto Fabrizio Trisi, avevano infatti previsto delle pesanti sanzioni per quei tassisti che venivano fermati fuori dal Comune che aveva rilasciato loro la licenza. Non solo: ogni taxi di Pescara avrebbe dovuto riportare il logo della città per essere chiaramente riconoscibile.

La sentenza della Cassazione va esattamente nella direzione opposta, affermando che un tassista con licenza rilasciata dal Comune di Pescara può, ad esempio, essere chiamato da un cliente a Fiumicino, andare a prelevarlo e portarlo dove il cliente richiede. Il tutto a prescindere dal Comune che ha rilasciato la licenza al tassista.

Il vicesindaco e assessore al traffico, Berardino Fiorilli, sta dunque valutando la possibilità di ritirare la proposta di delibera per effettuare gli approfondimenti del caso, in attesa di un’ulteriore pronuncia della Cassazione: la sentenza in questione infatti, nonostante la giovane età, ha già dato adito a decise reazioni.

Una valutazione che però non sembra lasciare scampo alla scelta da fare anche perché se non fosse ritirata la proposta ci si troverebbe di fronte all’approvazione di un regolamento contrario alle norme e alla giurisprudenza, insomma un vero e proprio mostro giuridico.

Solo qualche giorno fa è scoppiata l'ultima polemica in quanto i tassisti teatini si sentirebbero discriminati rispetto ai colleghi pescaresi. L'allarme lo ha lanciato Confartigianato che starebbe pensando anche a rivolgersi ad un legale per valutare la possibilità di inoltrare una richiesta danni.

06/11/2010 9.36