Prostituzione cinese, quattro case d'appuntamenti scoperte in Abruzzo. Un arresto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Operazione di polizia giudiziaria volta al contrasto della criminalità cinese dedita allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.* TESTI UNIVERSITARI FOTOCOPIATI, NEI GUAI COPISTERIA DI CHIETI SCALO
 

Nelle prime ore della mattinata di ieri la squadra Mobile di Pescara, con la collaborazione dei colleghi di Prato, ha dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Pescara, nei confronti Janrui Wang, nato a Zhejiang (Cina) nel 1962 e domiciliato a Albettone, provincia di Vicenza.

L'arresto è arrivato a seguito di un ulteriore esecuzione di una analoga misura cautelare effettuata lo scorso 28 settembre nei confronti di Ting Wang, nata a Zhejiang (Cina) nel 1988 e domiciliata anche lei a Albettone.

In quell’occasione lo straniero tratto in arresto ieri era riuscito a fuggire rifugiandosi a Prato, località presso la quale è stato trovato 24 ore fa.

Le indagini, avviate d’iniziativa dal personale dipendente con il monitoraggio delle inserzioni erotiche pubblicate su alcuni quotidiani locali, ha consentito di accertare che in una delle inserzioni, in particolare, si parlava di una donna orientale, giovane disponibile ad ogni tipo di prestazione. Dopo gli iniziali riscontri, l’attività investigativa è proseguita con le intercettazioni telefoniche di alcune utenze cellulari affiancate da servizi di pedinamento che, di volta in volta, hanno permesso di riscontrare la realizzazione delle condotte illecite, anche grazie al racconto di alcuni clienti che usufruivano delle “prestazioni” delle prostitute.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati gestivano, con un’organizzazione di stampo “imprenditoriale”, quattro case di prostituzione di cui una al centro di Pescara, due nei comuni limitrofi di San Giovanni Teatino e Vasto ed una nella Provincia di Verona; quest’ultima chiusa da personale dell’Arma dei Carabinieri che ha condotto una analoga attività investigativa, e che disponevano di numerose ragazze, tutte fatte entrare in Italia clandestinamente. Le donne venivano spostate sul territorio con frequenza a seconda delle esigenze e delle richieste della clientela.

Le numerose telefonate dei clienti erano smistate da un vero e proprio “call center”, un numero di cellulare pubblicato sulle inserzioni giornalistiche da parte di Janrui Wang, a cui rispondevano sempre Ting Wang, che si trovava, come detto, nel comune di Albettone.

Nell’ambito della medesima attività investigativa risultano indagati anche altri due cittadini cinesi W.W., e L.X.

Il loro compito era quello di tenere i contatti con le agenzie immobiliari per il reperimento di nuovi appartamenti, di rifornire di viveri e profilattici le prostitute e di raccogliere settimanalmente i soldi incassati (quasi interamente inviati in Cina).

04/11/2010 15.13

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TESTI UNIVERSITARI FOTOCOPIATI, NEI GUAI COPISTERIA DI CHIETI SCALO

CHIETI. Tempi duri per chi continua a fotocopiare libri di testo, ma anche per chi li acquista.

 I finanzieri della Compagnia di Chieti hanno posto sotto sequestro presso una copisteria di Chieti Scalo 2 computer e libri di testo universitari illecitamente duplicati e memorizzati su supporti digitali, in violazione di legge.

L’attività della Guardia di Finanza ha visto migliorata ed accentuata la già proficua collaborazione con l’associazione Italiana Diritti Reprografia Opere di ingegno il cui rappresentante nazionale per l’Abruzzo è costantemente in contatto con le Fiamme Gialle teatine. I militari operanti, prima di accedere nei locali della copisteria hanno fermato all’esterno alcuni studenti in possesso di testi universitari già riprodotti e successivamente hanno sorpreso il responsabile intento alla stampa dei libri di testo richiesti dagli studenti. La particolarità del sistema di frode si focalizza esclusivamente nel lanciare la stampa da un pc delle opere librarie già memorizzate, anzicchè procedere alla fotocopiatura delle stesse, sistema sicuramente più lento ed articolato.

Il responsabile della copisteria è stato denunciato e segnalato al questore il quale potrebbe disporre anche la sospensione dell’esercizio o dell’attività per un periodo non inferiore a quindici giorni e non superiore a tre mesi.

E’ prevista una sanzione amministrativa anche a carico degli studenti trovati in possesso dei testi che ammonta a circa 103 euro. Dall’inizio dell’anno, con l’attuale attività, sono stati sequestrati 6 opere libraie illecitamente riprodotte, 6 pc, 1 hard disk, e 7 supporti digitali (chiavette di memoria).

 04/11/2010 15.14