Urbanistica Pescara, aperta una inchiesta sul progetto Fater

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' stata aperta una inchiesta dalla procura di Pescara a seguito di un un esposto (inviato anche alla Corte dei Conti) firmato da 15 consiglieri di minoranza del Comune di Pescara.

I consiglieri Di Pietrantonio, Alessandrini, D’Angelo, Corneli, Di Iacovo, Del Vecchio, Blasioli, Diodati, Fusilli, Calducci, Marchigiani, Sulpizio, Di Nisio, De Camillis e Acerbo avevano chiesto alcune settimane fa alla magistratura ordinaria e a quella contabile di chiarire la regolarità del Programma integrato di via Misticoni – via Italica in variante al Prg della Fater- Angelini Immobiliare spa.

La notizia nuova è che l'inchiesta si sarebbe aperta e la sta seguendo il pm pescarese Barbara Del Bono.

Per la minoranza quello che sarebbe scaturito dal Programma Integrato sarebbe «un modesto ed ingiusto ristoro economico per il Comune di Pescara», un «possibile danno patrimoniale ed il possibile abuso che il Consiglio comunale ha compiuto nella sua superficiale e poco attenta valutazione».

Le obiezioni della opposizione sono concentrate solo ed esclusivamente sulla «modesta entità» della monetizzazione rispetto al premio di volumetria concesso.

Il Programma Integrato prevede alcune particolari condizioni che producono vicendevoli scambi tra privato (l'Angelini immobiliare) e il pubblico (il Comune).

Il primo avrebbe ottenuto il cambio di destinazione d’uso di 9000 metri quadrati da direzionale a residenziale; l'altezza massima degli edifici è passata da 25 metri a 42.60 metri; è stata concessa la demolizione e la ricostruzione con una diversa sagoma, sono state concesse aree libere esterne e parcheggi scoperti non permeabili.

In favore del Comune di Pescara c'è una provvista finanziaria prevista pari a 783.000 euro.

«I lavori del Consiglio comunale riguardanti la proposta di delibera», si legge nell'esposto, «sono stati particolarmente animati per diverse problematiche e, soprattutto, per la volontà espressa dalla maggioranza, attraverso un emendamento a firma di alcuni consiglieri di centrodestra, di voler concedere un incremento di volumetria del 15% delle SUL e quantificato in 1491 mq il cui corrispettivo economico in favore del Comune veniva determinato in 191.316 euro pari a 128,31 euro al metro quadro. L’iniziale ipotesi, istruita dagli Uffici comunali e discussa in sede di Commissione Comunale Urbanistica», contesta ancora la minoranza, «secondo la quale il bonus del 15% risultasse dovuto in virtù di un vecchio permesso di costruire, permesso che risultava però essere scaduto, veniva confutata anche ad opera del Consulente giuridico del Comune, Fabrizio Rulli».

La minoranza non riesce a capire in pratica «per quale ragione l’attuale amministrazione, non avendo alcun vincolo rispetto al precedente possibile bonus del 15%, conceda un incremento di volumetria a destinazione direzionale dopo che ne ha autorizzato il cambio d’uso per altri 9000». La valutazione dell’aumento di superficie di edilizia direzionale è stata fortemente contrastata, dai consiglieri di opposizione, poiché ritenuta «largamente sottostimata» rispetto ai valori di mercato attualmente praticati.

«L’incidenza del costo del terreno», si legge ancora nell'esposto, «è una evidente forzatura in quanto per la superficie edificatoria aggiuntiva non dovrebbe assolutamente essere utilizzato il valore dell’area che risulta già acquisito al soggetto attuatore e, quindi, incapace di produrre spese ulteriori da scaricare sul Comune nel caso di concessioni suppletive e non dovute».

I consiglieri comunali che hanno votato l’atto deliberativo, denunciano dalla minoranza, «hanno sacrificato gli interessi generali del Comune di Pescara esponendolo ad un danno economico di diverse decine di migliaia di euro».


03/11/10 9.31