Inchiesta Urbanistica, per Di Biase «una società per mascherare le pubblicità-tangenti»

Alessandro Biancardi

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LICIO DI BIASE

LICIO DI BIASE

PESCARA. Fatture per pubblicità su giornali (i suoi) ma anche per vendita di libri: in totale quasi 35 mila euro nel mirino della Squadra mobile di Pescara che ha ricostruito i vari passaggi in chiaro di denaro.
 

L’inchiesta è quella del 2007 che iniziò prima di quella che portò all’arresto del sindaco D’Alfonso (denominata Housework) e della quale fino ad oggi non se ne conoscevano i particolari che PrimaDaNoi.it -tra l’indifferenza generale della politica- sta pubblicando giorno dopo giorno.

Tra le somme versate dagli imprenditori del mattone tracciate e rintracciate dagli inquirenti vi sono quelle erogate al consigliere Licio Di Biase, oggi presidente del Consiglio di Pescara, giunta di centrodestra. Oggi dopo la chiusura delle indagini si è già tenuta la prima udienza preliminare subito rinviata a febbraio 2011 per un difetto di notifica.

Così dalle carte emerge che il consigliere comunale Licio Di Biase, «a fronte del proprio interessamento in commissione urbanistica riceveva da vari imprenditori versamenti di denaro».

In più circostanze le dazioni venivano «celate» come “sponsorizzazioni” alla società Sceep Service s.a.s., con sede a Pescara. Lo stesso Di Biase non ha mai fatto mistero delle “sponsorizzazioni” degli imprenditori, tutte fatturate dalla società “Sceep”.

Questa, dicono gli investigatori, è una società creata e gestita dal consigliere comunale «per la gestione delle proprie pubblicazioni» e da lui utilizzata «per mascherare le tangenti ricevute da vari imprenditori locali in cambio del suo interessamento politico», si legge nel rapporto della Squadra Mobile.

Sempre secondo quanto raccolto dagli inquirenti Di Biase avrebbe tranquillizzato i propri interlocutori, timorosi delle dazioni corruttive: «la prossima volta mi puoi dare anche un contributo più tranquillo, facciamo una fattura della società (si riferisce alla Sceep) oppure sul conto corrente del partito non ci sta problema».

Semplici fatture per pubblicità, dice il diretto interessato. Pagamenti «in corrispettivo del compimento di atti contrari ai doveri di ufficio», dice chi indaga. E negli anni 2003-2004-2005-2006 sono stati tanti gli sponsor sui quali ha potuto beneficiare Di Biase.

Insomma la pubblicità come mezzo per ottenere benefici e farli ottenere agli imprenditori che altrimenti non si sarebbero potuti ottenere.

Gli imprenditori Aldo Primavera e Ermanio Cetrullo avrebbero più volte corrisposto somme di denaro, «in parte mascherate in “sponsorizzazioni” e/o prestazioni» fornite dalla società Sceep Service del consigliere dell'Udc. La fattura numero 11 del 22 agosto 2006 parla di 1.200 € versati da Primavera con assegno. Alla fattura 22 del 16 novembre corrisponde la somma di 1500 €, soldi versati sempre da Primavera tramite assegno. Il 21 dicembre la polizia segnala un nuovo versamento, questa volta in contanti, di 2 mila €. Nell’occasione l'imprenditore sulla propria agenda scrisse due annotazioni, una in alto a destra con la scritta ”Ristorante 4 vele a centrale con Licio Di Biase” ed uno in basso al centro con la scritta “riunione Licio Di Biase al ristorante “4 vele”.

A maggio 2006 altri due contributi: il primo di 1500 € e il secondo di 2000 €, pagati sempre a Di Biase da Primavera Aldo. «Nell’occasione», si legge nel rapporto degli agenti della Mobile, «per mascherare le dazioni corruttive gli assegni venivano consegnati dal Primavera Aldo al Cetrullo Ermanio il quale provvedeva alla monetizzazione dei medesimi assegni consegnando il denaro al Licio Di Biase stesso».

Sempre nel rapporto si legge che «altre somme di denaro, non meglio quantificate», sono state «ricevute sicuramente dall’anno 2006, che Licio Di Biase stesso ammetteva di aver ricevuto “in nero”».

LAMANTE

Stessi pagamenti «mascherati da pubblicità» secondo gli inquirenti erano stati fatti dalla società Lamante. Anche in questo caso la polizia ricostruisce tutti i versamenti e le relative fatture.

Nel 2003 ci sono la fattura numero 18 del 16 Dicembre e la numero 20 del 27 Dicembre 2003. Per entrambe l'importo totale è di 720€ con la dicitura “inserzione pubblicitaria sul mensile Terzo millennio. Entrambe vengono emessa alla società Lamante s.a.s. di Di Lisio Elodia.

Tre le fatture del 2004: la numero 18 del 7 Luglio 2004 dell’importo totale di 2.400 € (dicitura “inserzione pubblicitaria sul mensile Catellamare Luglio, ottobre, dicembre 2004 e febbraio 2005), la numero 19 del 10 ottobre 2004 dell’importo totale di € 600 (dicitura “inserzione pubblicitaria sul mensile Terzo millennio – Novembre 2004), e la numero 24 del 3 Novembre 2004 dell’importo totale di € 600 (con la dicitura “inserzione pubblicitaria sul mensile Terzo millennio).

Nel 2005 le fatture per pubblicità fatturata alla Lamante sono 2: la numero 33 di maggio dell’importo totale di € 600 e la numero 53 del 31 ottobre 2005 dell’importo totale di € 600. Nel 2006 altre 2: la numero 6 del 21 Luglio dell’importo totale di € 1.800 e la numero 14 del 30 ottobre dell’importo complessivo di 4.800 €. Quest'ultima fattura è stata emessa dalla “Scep Services” in favore della ditta “Lamante s.a.s. di Di Lisio Elodia e c.” per “sponsorizzazione pubblicazione I giorni della Pescara, spazio 12x5 cm nella 4^ di copertina con 200 copie della pubblicazione in omaggio”

Ma di versamenti «mascherati con fatturazioni della società Sceep Service sas» la polizia ne trova anche altri e precisamente: 965 euro nell'ottobre del 2003 per la fornitura di 40 copie del libro 'L’era della Balena' e la fornitura di 30 copie del libro 'Pescara – Castellammare, immagini ed emozioni', altri 900 euro qualche mese più tardi per una nuova “fornitura n. 30 copie del libro 'Pescara – Castellammare, immagini ed emozioni 2^ edizione'.

A maggio 2004 nuova fornitura di libri: 33 copie per un importo totale di 1.000 euro.

Un anno dopo Di Biase vende 70 copie del libro Dietro la Chiesa a 1.050 euro.

A luglio altra fattura per inserzione pubblicitaria sul periodico Castellamare: 1.200 euro in totale e ad ottobre si replica con altri 1.200 euro.

Ma per l’approvazione dell’accordo di programma proposto dalla D’Andrea & D’Andrea s.r.l., ricostruisce la polizia, «Di Biase Licio si sarebbe fatto versare somme di denaro mascherandole con fatturazioni della società Sceep Service sas». In totale si contano 7 fatture. 450 euro il 1° dicembre 2003, 450 euro a marzo, altri 450 il 3 maggio e altri 450 il 29 maggio. A luglio 2005 nuova fattura per 720 euro mentre a giugno 2006 una fattura dell’importo totale di € 2.120. Infine 1.200 Euro a febbraio del 2007. Nelle altre dazioni che sarebbero state corrisposte la Squadra mobile annota anche somme di denaro, in parte mascherate in “sponsorizzazioni” alla società L’Oasi, società individuale di proprietà di Nicola Ferrara e/o per «acquisiti di beni al consigliere Ferrara Nicola in corrispettivo degli atti di favoritismo ottenuti».

C'è poi il versamento di 1.800 € (fattura nr. 8 del 25 marzo 2005) con la causale “utilizzo sala riunioni di lavoro + buffet”, rilasciata dall’ Associazione Sportiva, Ricreativa e Sociale L’Oasi in favore della Primavera Aldo & c. s.n.c.. pagata dal Primavera Aldo con assegno bancario.

Arrivano altri soldi: 1.800 €, (fattura nr. 13 del 5 Aprile 2006) con la causale “utilizzo sala riunioni di lavoro + buffet”, rilasciata dall’ Associazione Sportiva, Ricreativa e Sociale L’Oasi in favore della Primavera Aldo & c. s.n.c.. Pagata dal Primavera Aldo con assegno bancario del medesimo importo.

Ci sono anche 6.000 €, (fattura nr. 21 del 22 settembre 2006), incassati dalla Associazione Sportiva e Ricreativa L’Oasi dalla società di costruzioni di Primavera Aldo, con la dicitura “contributo acquisto vettura per attività sociali a favore di anziani e disabili e famiglie disagiate” - importo di 3.000 € - dicitura “utilizzo sala cena sociale” importo 3.000€.

Una fattura parla invece di materiale edile per un costo totale di circa € 2546,43, acquistati presso la società Globo s.r.l e pagata dal Primavera Aldo, «e trasportata presso l’abitazione del Ferrara Nicola il quale la riceveva e sottoscriveva anche i fogli di viaggio per ricevuta merce».

Alessandra Lotti 02/11/2010 15.36