Interporto Manoppello, al Forum nessuna novità e una certezza: «troppi ritardi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4053

INTERPORTO MANOPPELLO

INTERPORTO MANOPPELLO

MANOPPELLO SCALO. Grande parata di politici, presidenti, consiglieri, portaborse, ieri per il Forum sull’interporto di Manoppello Scalo. Unico grande assente nelle discussioni proprio la nuova grande struttura abruzzese.

Chi è stato al convegno svoltosi ieri pomeriggio (fino a tarda sera) nella sala verde della palazzina della società Interporto Val Pescara, presieduta da Dino Di Vincenzo, sa tutto sulle piattaforme logistiche e sui problemi viari di Marche, Lazio,Umbria e Molise. Ma poco deve aver capito su come sta messo l’Abruzzo. Per un motivo molto semplice: non se n’è parlato se non en passant tra un «è stato fatto», un «è tutto pronto» ed un immancabile «abbiamo pochi soldi, ma li troveremo».

La parola “Manoppello” è stata detta due volte nel salutare il sindaco della cittadina ospitante. Per sapere a che servirà l’interporto, a che punto sono i lavori, cosa abbiamo costruito si rimanda a qualche trafiletto della cartella stampa. Niente di più di quello che si sapeva già.

Prima di iniziare il dibattito non pochi i problemi con i microfoni e il piccolo impianto di amplificazione. Dopo numerosi tentativi, a sala gremita, si è optato per lasciar stare e parlare senza la tecnologia.

Qualcuno iniziava a dare segnali d’insofferenza ma un intervento della giornalista-moderatrice, Marina Moretti, ha riscaldato i cuori di tutti: «vorrei ricordare a tutti che ci troviamo in 960 mila mq di modernità».

Un parterre d’eccezione composto da molti politici (l’assessore regionale Alfredo Castiglione, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco di Manoppello, Gennaro Matarazzo, consigliere comunale di Pescara, Florio Corneli, il consigliere comunale di Ortona Remo Di Martino) e da altrettanti operatori economici (come l’imprenditore Enrico Marramiero) e rappresentanti delle associazioni di categoria.

Ospite d’eccezione il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, che ha concluso il Forum intitolato “Non perdere il treno. Le infrastrutture come fattore strategico di competitività e sviluppo territoriale”.

Un treno- come qualcuno ha detto più o meno tra le righe- che l’Abruzzo avrebbe già perso per la lentezza della politica rispetto all’economia. Il fatto che l’interporto, pensato ed iniziato 20 anni fa, sia ancora in costruzione, ne sarebbe la prova.

Dove è andata l’economia in 20 anni? Come è cambiata? Servirà questo interporto?

«Tutto meraviglioso», «un momento storico». Con queste parole, il presidente della società Interporto Val Pescara, nonché proprietario di una delle aziende che ha realizzato il secondo lotto dell’interporto, Dino Di Vincenzo ha aperto i lavori del forum. Meno entusiasti alcuni relatori che si sono ripetuti a vicenda un monito per il futuro:«la politica deve avere i tempi dell’economia perché si perdono 40 mld all’anno per la logistica non efficiente».

Facile a dirsi ma non a farsi, come ha sottolineato l’assessore regionale Giandonato Morra raccontando le polemiche e le disquisizioni della politica intorno alla nomina del direttore dell’aeroporto d’Abruzzo. «La politica non si metteva d’accordo», ha detto, «allora ho nominato due dirigenti che gratuitamente fanno i direttori».

«Non possiamo permettercelo», ha tuonato l’onorevole Daniele Toto (Pdl), componente della IX Commissione Trasporti, «ci vogliono risposte decisive in ogni settore». «La politica deve fare delle scelte strategiche», ha continuato l’onorevole, «bisogna ammettere che l’aeroporto d’Abruzzo con queste prospettive economiche non ha futuro.E’ tutto scritto in una indagine della Commissione parlamentare sui Trasporti votata all’unanimità». «Qui con l’interporto», ha detto, «corriamo il rischio che si faccia il marketing della logistica e non la logistica vera e propria».

I RELATORI : «NON COSTRUIRE ALTRO, MA INTEGRARE»

Molti dei relatori si sono soffermati sul sistema paese, sulle realtà locali, sulla crisi dell’economia, sui nuovi sistemi operativi pronti per essere utilizzati non prima di averci investito qualche soldo. Come si farà, o almeno si è detto, per UirNet, un sistema operativo che serve per la sicurezza e per l’efficienza della logistica. «I soldi non ci sono, ma li troveremo», ha detto l’assessore regionale Morra.

Ma soprattutto si è parlato della necessità di «mettere in rete e di integrare le grandi strutture già esistenti e di non costruirne altre», come ha sottolineato il presidente dell’interporto Marche, Roberto Pesaresi.

D’accordo anche Dino Di Vincenzo che ha affermato che «gli interporti vanno aiutati».

«Presto l’Interporto avrà un casello autostradale dedicato e l’operatività dell’interscambio con il trasporto su ferro», ha dichiarato il presidente, «tutto questo rappresenta una grande novità per l’Abruzzo. Il decollo dell’Interporto d’Abruzzo, la sinergia con gli altri interporti dell’Italia Centrale e quindi la nascita di una piattaforma del Centro Italia, contribuirà a rendere più competitiva la struttura economica non solo abruzzese, ma nazionale. Noi abbiamo lavorato per concretizzare modernità e sviluppo a servizio degli operatori economici del territorio, ora sta alla politica finalizzare questo sforzo, rispondere al bisogno della grande mobilità che la nostra economia comincia a sentire in modo pressante».

Un’altra spinta a fare presto e bene è arrivata dall’amministratore dell’azienda di trasporti Fas, Nicola D’Arcangelo, che fino al 2008 gravitava nei magazzini già realizzati all’interno dell’interporto.

«Pensavo più imminente la messa in funzione di questa struttura», ha precisato, «invece così non è stato e sono stato costretto ad andar via».

MORRA: «NESSUN GIUDICE VERRA’ A CHIEDERE DOCUMENTI»

Già prima dell’inizio del convegno nei vari capannelli di persone che attendevano di entrare si sentiva parlare di magistratura, indagini, controlli, verifiche. L’opera infatti è già da tempo sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Ma sull’argomento si è detto sicuro l’assessore Morra: «è tutto controllato ed in ordine, nessun giudice verrà mai a chiederci i documenti», ha riferito, «l’importante è che ci sia trasparenza e competenza». Proprio quelle due caratteristiche sarebbero mancate quando dal 2007 al 2010 il responsabile unico del procedimento dei lavori di ampliamento dell’interporto è stato un dirigente laureato in filosofia mentre la legge prescrive che per ricoprire quel ruolo bisogna essere un «tecnico».

Ora il responsabile unico del procedimento è un funzionario della Regione, l’ingegnere Vincenzo Battaglia. Alle 20.10 è arrivato finalmente l’attesissimo sottosegretario Bartolomeo Giachino che ha concluso i lavori del forum. In fine buffet per tutti. All’uscita, un buio pesto. Nel grande parcheggio nemmeno un lampione acceso per arrivare alla propria autovettura. Ci si arrangia con la flebile luce di un cellulare. Nel caso l’avessimo dimenticato, anche questa volta ci pensa la cartella stampa a dirci che «siamo nei 960 mila metri quadri di modernità».


Manuela Rosa 26/10/2010 11.19