Gabrielli da Trifuoggi per sapere dell’inchiesta sui Canadair gestiti da Spadaccini

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una visita improvvisa ed annunciata con poco preavviso quella del vice di Guido Bertolaso, l'ex prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli.*SPADACCINI:«OPERAZIONI INTERNAZIONALI NON FINALIZZATE ALL’EVASIONE»

Gabrielli, oggi numero due della Protezione civile, questa mattina ha avuto un lungo colloquio con il procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi per avere delucidazioni sull'indagine che ha colpito l'imprenditore aereo Giuseppe Spadaccini, da giovedì scorso agli arresti in carcere per una presunta maxi evasione fiscale di oltre 90 milioni di euro.

La magistratura pescarese ha posto i sigilli a moltissime delle società che sarebbero riconducibili al gruppo dell'imprenditore e che avrebbe utilizzato per costituire fondi neri all'estero e per evitare di pagare le tasse. Tra queste società che hanno subito i sequestri -ma che sono effettivamente operative e non limitate nelle loro operazioni- c'è anche la Sorem, una delle società principali di Spadaccini risultata vincitrice di un contestato appalto del 2003 che la Protezione civile gli assegnò per la gestione dei Canadair  per il servizio di spegnimento degli incendi boschivi.

Due appalti, come già ricordato ieri, molto discussi, un primo risalente al 1997, sanzionato pesantemente dalla Corte dei Conti poiché lo stesso Spadaccini, dice la Corte, non avrebbe avuto i requisiti per poter partecipare e tantomeno vincere quell’appalto ed ha così condannando la Protezione civile ad un risarcimento milionario. Nel 2003, grazie alla sollevazione di un centinaio di parlamentari che si mobilitarono, la gestione dei canadair fu affidata nuovamente alla Sorem.

Di quella vecchia questione però sembrerebbe che la procura di Pescara non si sia occupata focalizzandosi molto di più sulla gestione delle società aeree e dei soldi pubblici ricevuti per questo ed altri appalti.

Gabrielli all’uscita della procura non si è sottratto alle domande dei cronisti intercettati.

«È’ stato un incontro doveroso», ha detto l’ex prefetto de L’Aquila, «con il procuratore Trifuoggi che  personalmente stimo. Volevamo capire  i termini della questione circa l'indagine che ci riguarda perché per noi Sorem significa  19 canadair, significa campagna antincendi boschivi ed in questo momento dovrebbe esserci l'attività di manutenzione e volevamo capire i termini della questione. Abbiamo obblighi di legge su questo versante. La nostra è una preoccupazione concreta. Il procuratore ha fornito tutti gli elementi che noi auspicavamo e adesso vedremo gli sviluppi. Parleremo con il commissario Catania che è  il commissario delegato all'autorità giudiziaria. Abbiamo un unico solo interesse ed è quello che i canadair siano posti al servizio delle regioni per lo spegnimento degli incendi boschivi».

«I tempi stringono», ha aggiunto Gabrielli, «abbiamo bisogno di essere operativi».

La preoccupazione di Gabrielli, dunque, era quella di capire se vi potessero essere in pratica problemi con la gestione di quell’appalto che è comunque vitale per il Paese e, da quanto si è riuscito a comprendere, non vi dovrebbero essere effetti di nessun genere per il momento sulla operatività dei canadair.

Ora Gabrielli potrà approfondire gli aspetti tecnici con il commissario giudiziale che è stato nominato dalla procura e che dovrà occuparsi della gestione amministrativa delle società poste sotto sequestro.

26/10/2010 14.12

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SPADACCINI:«OPERAZIONI INTERNAZIONALI NON FINALIZZATE ALL’EVASIONE»

PESCARA. Operazioni lecite che non avevano lo scopo di evadere il fisco. E’ quanto ha detto ieri nell’interrogatorio di garanzia Giuseppe Spadaccini, l’imprenditore aeronautico arrestato la scorsa settimana per una presunta maxi evasione internazionale.

In carcere a Pescara, dopo un piccolo giallo della mattina a causa del trasferimento dal penitenziario romano non ancora avvenuto, l’interrogatorio si è tenuto nel pomeriggio e si è protratto per quasi due ore. In base a quanto spiegato dal suo difensore, Sabatino Ciprietti, Spadaccini «si professa innocente ed è tranquillo di non aver fatto nulla di particolare».

«Ha ricostruito - ha proseguito il legale - le vicende societarie che lo riguardano dal 1997 in poi, ha dato una ragione specifica a tutto e ha chiarito una serie di fatti. Ha spiegato - ha detto sempre il legale - le ragioni per cui vengono fatte certe operazioni, le ha motivate». Quanto alle società che avrebbe messo in piedi in Italia e all'estero ha spiegato che si tratta di società che mirano «a fare utile ma non è detto che mirino all'evasione fiscale».

Le intercettazioni sono state oggetto di specificazione «e non vanno a incidere più di tanto nella questione». E’ probabile che vi siano anche intenti diversi dalla evasione sta di fatto però che alla Guardia di finanza non risultano pagate le tasse sui guadagni delle società estero-vestite. Ciprietti ha detto che ora si attendono gli interrogatori degli altri indagati che dovrebbero tenersi domani. Spadaccini non ha presentato memorie ma ha avanzato istanza per la scarcerazione.

«Il mio assistito, che da' lavoro a quasi mille persone - ha concluso il difensore- ha tutta la voglia e l'interesse di mandare avanti la società per salvaguardare questi posti di lavoro, ma teme che questa empasse possa creare dei problemi».

26/10/2010 9.01