Masciarelli il "Conte" chiede di patteggiare 3 anni per Sanitopoli e Fira

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6140

GIANCARLO MASCIARELLI

GIANCARLO MASCIARELLI

SANITOPOLI. ABRUZZO. Giustizia a saldo. Questa mattina nell’udienza preliminare sulla Sanitopoli abruzzese l’avvocato Giuliano Milia ha chiesto per il suo assistito il patteggiamento con pena cumulativa anche per l’altro procedimento, quello sulla Fira.* LA LETTERA. DEL TURCO:«LA VERITA’ CHE MI SCAGIONA E’ SCOLPITA NEGLI ATTI DI INDAGINE»

L’indagato che chiede l’applicazione della pena senza processo attraverso il patteggiamento è quello che Angelini aveva soprannominato “il Conte di Cavour” e che per la procura di Pescara è stato l’anello di congiunzione tra giunta di centrodestra e quella di centrosinistra: Giancarlo Masciarelli.

Il suo difensore con una mossa ben studiata che forse ha spiazzato i colleghi ha chiesto 3 anni e 4 mesi di pena complessiva che comprenderebbe anche l’altro procedimento non connesso sulla Fira (l’inchiesta “Bomba” scattata nel 2006). Una pena che non sarà eseguita per i benefici di legge previsti, in sostanza una pena che di fatto eviterebbe matematicamente il carcere a Masciarelli e gli permetterebbe di chiudere definitivamente ed in maniera veloce i due grandi procedimenti a suo carico.

Masciarelli anche per la procura di Pescara era considerato l’artefice delle cartolarizzazioni e colui che riusciva a dialogare con le banche, «un piccolo genio» lo aveva definito il suo ex avvocato Carlo Taormina riferendosi alle sue doti di mediatore, consulente e grande propensione per la finanza applicata.

Sembrerebbe che anche il pool di magistrati (Trifuoggi, Bellelli, Di Florio) abbia dato parere positivo al patteggiamento che ora dovrà essere valutato dal giudice.

Con molta probabilità, a meno di grossi colpi di scena, dunque Masciarelli potrebbe uscire di scena con un colpo di teatro dal quale ha tantissimo da guadagnare.

Si pongono però alcuni problemi. Il primo è: come si concilia il patteggiamento che è in sostanza una ammissione di colpa (chi è innocente di solito non patteggia) con l’innocenza che predicano gli altri indagati?

Ma una reazione a catena potrebbe innescare un curioso effetto. Nella mente di qualche altro avvocato sta iniziando a serpeggiare la possibilità di chiedere anche per altri indagati il patteggiamento potendosi basare su nuovi dati di fatto: se a Masciarelli hanno dato 3 anni e quattro mesi allora un indagato minore potrebbe uscire anche con una pena di un anno o meno.

Valutazioni che sarà il gup a fare nella sua sentenza che non è prevista per oggi. Dal punto di vista giudiziario invece rimane un mistero sull’eventuale prosieguo della inchiesta sulla Fira che si vedrà privato del principale imputato. Nelle scorse settimane si era registrata la mancata richiesta di costituzione di parte civile della Regione Abruzzo mentre solo pochi giorni fa i presidente Chiodi aveva promesso che si sarebbe fatto tutto il possibile per recuperare i danni anche da Masciarelli che risulta ufficialmente nullatenente.

Con l’eventuale patteggiamento che cosa succederà da questo punto di vista?

AVVOCATO DEL TURCO:«TRIBUNALE DI PESCARA E’ INCOMPETENTE»

Dopo diverse udienze di assenza è tornato a Pescara l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, per assistere all’arringa del suo difensore, Giandomenico Caiazza.

Davanti al giudice per l’udienza preliminare l’avvocato ha ribadito «la manifesta incompetenza territoriale di Pescara perchè non c'è un solo atto che legittimi la competenza di Pescara. I reati più gravi, le concussioni, sono pretesamente avvenute a Collelongo o a Chieti (per quanto riguarda Camillo Cesarone) ma mai una volta sola a Pescara», ha spiegato il legale a margine dell'udienza.

A questo proposito Caiazza ha spiegato che «l'associazione per delinquere si realizza, secondo la stessa contestazione, in un primo atto adottato dalla giunta regionale a L'Aquila a dicembre 2005. Quindi, da qualunque parte andiamo a vedere gli atti, Pescara non c'entra assolutamente nulla. Le dazioni delle somme (per noi mai avvenute) secondo quello che dice Angelini sono avvenute ovunque tranne che a Pescara». Sono state anche «trattate a lungo», ha riferito Caiazza, «le posizioni di tutte le case di cura e ripercorso tutti gli atti della prima giunta che la Procura ritiene di spoliazione del denaro pubblico, della sanità pubblica, per evidenziare che essi erano sistematicamente concordati con le case di cura, non solo con questa o con quella, ed è una prospettazione per noi importante sotto il profilo della credibilità' dei soggetti che rivolgono accuse».

La questione di competenza era già stata avanzata altre volte ed il gup, Angelo Zaccagnini, ha già deciso di decidere alla fine dell’udienza preliminare e lo farà come previsto con la sentenza finale che stabilirà questo aspetto, i patteggiamenti eventuali, i non luogo a procedere ed i rinvii a giudizio.

INCIDENTE PROBATORIO PER VERIFICARE TRAGITTO CHIETI-COLLELONGO

Un altro aspetto è saltato fuori questa mattina nella arringa del difensore di Del Turco e riguarda i tempi di percorrenza tra Chieti-Brecciarola e Collelongo. La questione diventa importante poiché nelle dichiarazioni di Angelini suffragate dalle ricevute dei Telepass il tempo di percorrenza sarebbe eccessivamente basso.

Secondo quanto raccontato dal grande accusatore le presunte tangenti all'ex governatore venivano portate a domicilio a Collelongo. Si ricorderà l'aneddoto delle mele che, sempre secondo quanto riferisce Angelini, Del Turco metteva nella busta dopo il "prelevamento" delle mazzette, per non insospettire l'autista dell'imprenditore. Ma per l'ex governatore questa storia «se l'è inventata completamente» l'ex patron di Villa Pini.

Ora si chiede di procedere con un incidente probatorio sui tempi di percorrenza, valevole come prova in sede di processo.

DEL TURCO:«ABBIAMO DIMOSTRATO INCONSISTENZA DELL’ACCUSA»

«Abbiamo rappresentato al giudice che i documenti, le ricevute del telepass che Angelini depositò per provare che effettivamente era andato a Collelongo», ha spiegato ancora Caiazza, «indicano tempi di percorrenza (andata e ritorno) assolutamente incompatibili con quelli reali che abbiamo sperimentato che sono logici. Abbiamo dunque chiesto al giudice, ove ritenesse insufficienti le nostre valutazioni, di disporre un esperimento giudiziale per accertare la compatibilità di questi tempi».

NON LUOGO A PROCEDERE CHIESTO PER ARACU E QUARTA

Non luogo a procedere è la richiesta fatta dal legale del parlamentare del Pdl Sabatino Aracu nell'udienza dinanzi al Gup nell'ambito dell'inchiesta sulla Sanitopoli abruzzese, costata l'arresto, nel luglio 2008, all'allora governatore Ottaviano Del Turco. L'avvocato di Aracu, Claudia Cori, si è soffermata in particolare sulla non utilizzabilità delle registrazioni telefoniche della ex moglie in quanto prive dell'autorizzazione della Camera. Nel fascicolo processuale a corredo delle sue dichiarazioni la ex moglie di Aracu, Maria Maurizio, aveva anche prodotto alcune registrazioni “casalinghe”.

Sabatino Aracu era stato accusato da Vincenzo Angelini di avergli chiesto delle tangenti nell'ambito della sanità abruzzese.

Aracu è accusato di associazione per delinquere finalizzata a condizionare e deviare le attività amministrative della Regione Abruzzo, truffa aggravata, concussione, concussione in concorso e peculato.

La procura aveva chiesto al gip l’arresto ma quest’ultimo lo ha negato soltanto perché non sussisteva la possibilità di reiterazione del reato e perché molti reati (quelli societari) attenevano a reati di altra indole.

Per l'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della regione, Lamberto Quarta, il legale, l'avvocato Giuliano Milia, ha chiesto il proscioglimento dalle accuse.

Le controdeduzioni degli avvocati dovranno essere valutati dal gup che si pronuncerà alla fine delle udienze.

a.b.  25/10/2010 15.24

 

 

TUTTO SULL'INCHIESTA SANITOPOLI

TUTTI GLI INDAGATI
TUTTI I CAPI DI IMPUTAZIONE
LE ACCUSE A DEL TURCO
L'AIUTO DI PINO MAURO PER ARRIVARE AL PROCURATORE AMICARELLI
 MASCIARELLI CONTE DI CAVOUR, ERA LUI IL VERO ASSESSORE ALLA SANITA'
TUTTI I PAGAMENTI DI ANGELINI 
ANGELINI:«HO SEMPRE PAGATO A DESTRA E A SINISTRA»
VILLA PINI, «SOLDI SPARITI TRA VIAGGI E AUTO DI LUSSO»  VILLA PINI TUTTE LE IRREGOLARITA' DEI RICOVERI
PAOLINI: «DELIBERE AGGIUSTATE». SULLA DEUTSCHE BANK:«NON C'ERA URGENZA»
CARTOLARIZZAZIONE/1
CARTOLARIZZAZIONE/2
LA SPARIZIONE DEL VERBALE DAL WEB
IL VERBALE SPARITO, ANGELINI:«LO USAVANO PER RICATTARMI»
LA PROCURA:«ECCO PERCHE' ANGELINI E' ATTENDIBILE» 
LA BELLA VITA DI ZELLI: VIAGGI IN LIMOUSINE E ROLEX DA 90 MILA EURO
 ANGELINI:"HO SEMPRE PAGATO A DESTRA E SINISTRA"

TUTTI GLI INDAGATI
PRIMA CARTOLARIZZAZIONE: IL METODO PER LUCRARE SOLDI PUBBLICI
BOSCHETTI: QUANDO L'INCOERENZA DIVENTA UN PROBLEMA

GLI ALTRI ARTICOLI SULLO SCANDALO DELLA SANITA'

 

[pagebreak]

DEL TURCO:«LA VERITA’ CHE MI SCAGIONA E’ SCOLPITA NEGLI ATTI DI INDAGINE»

A metà mattinata nell’attesa di notizie dall’interno dell’aula blindata il figlio di Del Turco, Guido, ha distribuito ai giornalisti 4 fogli scritti dal padre nei quali ripercorre la sua verità e condensa la tesi difensiva annunciando sia la riproposizione dell’incompetenza territoriale sia l’esperimento giudiziale per verificare la veridicità dei telepass.

Del Turco punta nuovamente sul famoso rapporto dei Nas il quale parlerebbe di «una storia di rigore, di risanamento finanziario e di ritorno alla legalità».

«Finalmente», scrive ancora Del Turco, «si è detta la verità in questa aula e la verità vera».

 25/10/2010 14.49