IL PERSONAGGIO

Giuseppe Spadaccini ed il segreto per il successo: politica, appalti, presunta evasione

Alessandro Biancardi

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SOREM CANADAIR

SOREM CANADAIR

 ABRUZZO. A guardare da lontano la storia dell’imprenditore Giuseppe Spadaccini arrestato per maxievasione internazionale si capisce bene quali siano le carte giuste da giocarsi nel nostro Paese per avere successo negli affari.

Amico dei poteri forti che contano, nessuna distinzione nella politica tra destra e sinistra, appalti pubblici anche se chiacchierati, gli intermediari giusti e probabilmente molto altro.

Teatino, 53 anni, è da molto tempo intimo amico del deputato di Forza Italia, Sabatino Aracu (non indagato nell'inchiesta “Flying Money”) con il quale ha diviso per un periodo gli affari e le società ed al quale avrebbe consigliato e spiegato i vantaggi di un’isola come Madeira. Qui in un bell’appartamento di Funchal Spadaccini ed Aracu per qualche anno si dividevano le spese di gestione di alcune società, oltre ad appartamenti sulla Costa azzurra.

Amicizie che contano che hanno fatto la differenza e che hanno fatto crescere le aziende di Spadaccini con il vento in poppa fino al 2008 quando si vociferò persino di un suo ingresso nella Cai che doveva rilevare l’Alitalia, operazione coordinata dal presidente Berlusconi.

Una delle partite più importanti e contestate quella del salvataggio della compagnia aerea nazionale che addirittura avrebbe potuto includere ben due abruzzesi, tutti e due importanti imprenditori del settore aeronautico, Spadaccini e Toto, con una storia molto simile, con la stessa contiguità con la politica e qualche problema giudiziario.

E a guardare da lontano la storia di Spadaccini sono moltissime le avvisaglie e le incongruenze, i misteri o le forzature mai chiarite per inchieste mai nate o finite senza un nulla di fatto. Un tempismo che non c’è stato ha permesso di bloccare la presunta associazione a delinquere con un consistente ritardo.

IN PRINCIPIO FURONO I CANADAIR: LA STORIA DI UN APPALTO INFUOCATO

Come i più grandi imprenditori anche Spadaccini ha vinto molti appalti pubblici per milioni di euro. Il primo di cui si ha traccia risale al 1996 quando la Air Columbia srl fu incaricata dalla Regione Abruzzo di eseguire fotografie aeree del territorio abruzzese (progetto di rilevamento ambientale).

La vera svolta arriva con il mega appalto da 327 milioni per la gestione dei Canadair della protezione civile di cui abbiamo già parlato nel dettaglio mesi fa.

Il 15 dicembre 1997, il Dipartimento di protezione civile (Franco Barberi) aggiudica mediante trattativa privata il servizio alla Sorem (di Spadaccini, società principe ed oggetto dei recenti sequestri): quest'ultima era stata l'unica società che aveva manifestato la volontà di partecipare alla gara ai patti e alle condizioni indicate, avendo presentato un'apposita offerta pervenuta nove minuti oltre l'orario previsto dal bando.

Molte notizie furono riprese poi in diverse interrogazioni parlamentari dell’epoca che contestavano in maniera chiara la legittimità dell’appalto per molti motivi (come per esempio che la trattativa privata non può essere “privata” di altri concorrenti…).

Il 22 gennaio 1998 la partita fu chiusa e furono consegnati alla Sorem i sei Canadair di proprietà della Protezione civile.

Tra le altre cose in molti avevano contestato «l'assoluta incapacità tecnica della Sorem ad assumere l'incarico» ed il subappalto che la Sorem aveva affidato alla Leat srl per la manutenzione dei Canadair CL-415, ma quest’ultima società non aveva ottenuto dal Registro aeronautico italiano il certificato di idoneità tecnica per effettuare tale delicata procedura.

In un’altra interrogazione parlamentare (Giorgio Bornacin, 24 aprile 1998) dell’epoca si ricordava anche che l'ingegner Giuseppe Spadaccini, era nipote di un importante uomo politico della Democrazia Cristiana, originario di Gissi, vale a dire l'ex presidente della Regione Abruzzo Felice Spadaccini, paesano e vicinissimo al più noto, "zio" Remo Gaspari, ed era anche molto vicino al capo dipartimento della Protezione civile e curatore di tutti gli atti della gara d'appalto, Andrea Todisco.

Nel 1995 la Sorem dichiarava zero dipendenti, una produzione annua di 220 milioni di lire, cioé cinquanta volte inferiore al prezzo annuo del servizio aggiudicatosi, ed un capitale sociale di 99 milioni e 500.000 lire; e nel suo statuto prevedeva "servizi aerei, voli pubblicitari, voli per riprese fotografiche, fotogrammetriche, cinematografiche e televisive, per rilevamento, per spargimento di sostanza (antigrandine), riprese aeree prospettiche, cinematografiche e televisive, fotografie planimetriche", attività che avevano poco a che fare con l’oggetto dell’appalto.

Stranezze difficilmente spiegabili, ormai lontane nel tempo, che non hanno creato problemi agli amici di sempre di Spadaccini come Gianni Letta, Sabatino Aracu, Fabrizio Cicchitto.

Eppure nel 2002, la Corte dei Conti verificò i contratti e stabilì che l’azienda dell'abruzzese non aveva i requisiti per partecipare alla prima gara.

Venne chiesto alla Protezione Civile un risarcimento di ben 21 miliardi di vecchie lire per il danno causato all'erario dato che in un periodo, per garantire il servizio, sarebbero stati pagati aerei extra alla Forestale, impegnando piloti Alitalia.

Così Bertolaso, allora direttore della Protezione civile, sembrava aver abbandonato l’idea di rinnovare il contratto alla Sorem alla scadenza del 2003.

Un «appalto strano», lo definirono in molti politici di sinistra, ma anche lo stesso Bertolaso.

A difesa di Spadaccini scesero in campo 130 parlamentari di Forza Italia e di An, primo firmatario Fabrizio Cicchitto, con una lettera indirizza a Silvio Berlusconi per denunciare «intenzioni discriminatorie nei confronti della Sorem». Un evento forse unico: parlamentari scesi in campo per “la libera concorrenza” e contro gli intenti discriminatori nei confronti di un imprenditore che secondo la Corte dei Conti non doveva ricevere l’appalto.

Ecco la vera potenza di fuoco dell’imprenditore abruzzese che aveva saputo fare lobbing e farsi apprezzare per le sue grandi doti imprenditoriali, non ultima quella di costituire fondi neri per milioni di euro e sottrarre al fisco circa 90 milioni.

Spadaccini è da molto tempo vicino a Cicchitto (ex P2 come Berlusconi), Pdl della corrente molto vicina ad Aracu, quest’ultimo entrava in quegli anni nel culmine del suo mandato di coordinatore del partito in Abruzzo.

Tra le pieghe della storia si ritrova anche una corposa sponsorizzazione al giornale “L’Avanti”, notoriamente schierato a destra, per circa 3 milioni di euro operata da una società minore di Spadaccini: una cifra imponente per un giornale che vende poche copie. Sarà per questo che ai più quella pubblicità è sfuggita e nessuno la ricorda. Una propensione al marketing che è cresciuta negli anni per lanciare la sua compagnia Itali Airlines anche grazie ai finanziamenti pubblici.

Sta di fatto che il corposo appalto per lo spegnimento degli incendi per i nove anni successivi (2005-2014) se lo aggiudicò Giuseppe Spadaccini (40mln annui).

Con buona pace anche di Carlo Toto che aveva partecipato al “derby” anche se il patron di AirOne fece ricorso al Tar e nel 2006 il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Toto e la vicenda si è conclusa a favore di Spadaccini.

UN MEMORIALE DIMENTICATO: DALLO YACHT ALL’ASSALTO ALLA DILIGENZA

Agosto 2009, fa caldo, molto caldo, e la politica viene arroventata da notizie rilanciate da un memoriale di fuoco che scuote i politici del centrodestra nazionale che si apprestano ad andare in vacanza.

E’ il memoriale pubblicato in anteprima da L’Espresso della ex moglie di Aracu che collaborava da mesi con la procura di Pescara che indagava su Sanitopoli. Da Del Turco si è così passati al centrodestra del governatore Pace attraverso le mezze confessioni di Vincenzo Maria Angelini, patron di Villa Pini.

Ma è il memoriale il fulcro di tutto in quel momento che racconta presunte tangenti, cariche parlamentari comprate e agevolazioni negli appalti e poi c’è l’Aracu che opera occultamente in diverse società che avrebbero avuto commesse pubbliche. Dichiarazioni subito contestate, smentite, «non ci sono prove», tuona tutto il gotha del Pdl vicino a Cicchitto che risulta anche indagato in quel momento (ne uscirà qualche mese dopo). Tangenti, tante tangenti ed una cricca presunta che ruotava intorno al coordinatore dell’epoca del Pdl.

Nel memoriale vi sono alcuni interessanti passi che oggi possono essere letti con nuove consapevolezze e riguardano Spadaccini.

Si parlava nel memoriale già pubblicato di versamenti di Aracu a Cicchitto e di somme per sostenere la candidatura di Filippo Piccone intorno all’ordine di 500mila euro.

Nel memoriale si parla degli appartamenti comprati nel residence “Smeralda Village” di Porto Rotondo, lo stesso dove aveva decine di appartamenti Spadaccini, sequestrati contestualmente agli arresti. La signora Maria Maurizio, ex moglie di Aracu, riferì alla procura di regali di Angelini, i famosi Rolex comprati alla gioielleria Cazzaniga di Pescara, per una serie di personaggi politici dell’epoca e le loro consorti tra i quali spiccano la signora Domenici (moglie di Vito, assessore regionale) e la signora Paolini (moglie di Enrico allora vice presidente della Regione con Del Turco) .

La signora Maurizio parlò poi delle conoscenze importanti del marito come Giancarlo Masciarelli e delle vacanzesplendide in Sardegna a Porto Cervo tra il 2003 ed il 2004 dove c’erano tutti Aracu, Angelini, Masciarelli, Spadaccini.

«Mio marito», ricorda la signora, «provocò l’incontro di Masciarelli con Spadaccini, viveva in Sardegna e partecipava agli incontri con Angelini».

E ritorna nuovamente Cicchitto che secondo la signora Maurizio prendeva soldi da Aracu e che si sarebbe recato persino insieme al gruppo di abruzzesi in una vacanza in Sardegna. In quel contesto Cicchitto avrebbe assicurato il posto ad Aracu come coordinatore. E poi c’erano le cene con Berlusconi.

Nei verbali di Sanitopoli si trovano altri particolari in cui la signora Maurizio ricorda che in Sardegna si andava tutti in aereo, gentilmente offerto da Spadaccini e che spesso si stava in barca insieme (Aracu e Spadaccini erano amici da molto tempo) e Maurizio ricorda anche distintamente la presenza di Enrico Paolini con famiglia, lo stesso che oggi è amministratore delle principali società di Spadaccini ed è stato nella giunta Del Turco assessore al turismo e vicepresidente.

Qualche mese fa Paolini, già amministratore unico di Air Columbia, è entrato nei consigli di amministrazione di due società: la Sorem (antincendio) e la San (manutenzioni), per ricoprire la carica di consigliere delegato alle relazioni istituzionali. Sono le due società che hanno subito i sequestri e che per la recente indagine della procura sarebbero state utilizzate per la maxi evasione internazionale da 90 milioni di euro.

Paolini ha avuto un ruolo importante nella vicenda Sanitopoli avendo in parte collaborato con la procura di Pescara che raccoglieva prove per inchiodare il suo presidente Ottaviano Del Turco. E fu proprio in una recente conferenza stampa (per presentare i corsi di una società di Spadaccini) che Paolini lanciò stoccate contro Del Turco.

Ultima curiosità incredibile è che dopo il clamore suscitato dal memoriale tutti annunciarono querele, da Cicchitto in giù, e si sperticarono in comunicati stampa e richieste di rettifiche.

Tutti infuriati diedero mandato ai loro avvocati per procedere a chiedere i danni alla signora Maurizio, compreso lo stesso Paolini tirato in causa allora per il regalo di Angelini alla compagna e che smentì categoricamente la circostanza.

Una valanga di raccomandate era atteso all’indirizzo della ex signora Aracu ma a distanza di oltre 14 mesi se n’è vista soltanto una e non è firmata da un politico.

Che fine hanno fatto le altre? L'avvocato Ugo Di Silvestre, difensore di Paolini, conferma che la querela c'è stata ed il procedimento avviato.

Stessa sorte anche per il settimanale L’Espresso che non avrebbe ricevuto alcun tipo di atto giudiziario relativo alla vicenda del memoriale ma si parla di una archiviazione.

Stesse minacce cadute nel vuoto si sono registrate anche per l’altro memoriale che si ricordi delle presunte ruberie della politica abruzzese: il memoriale di Masciarelli consegnato al suo difensore Carlo Taormina. In una famosa intervista a Radio Radicale non solo conferma in buona sostanza il memoriale della ex moglie di Aracu ma svela ulteriori importanti particolari di presunte maxi tangenti del Pdl abruzzese. Non le dichiarazioni di una donna ferita ma questa volta le parole di un senatore da anni all’interno del partito.

QUOTE AZZURRO CIELO, AZZURRO LIBERTA’

Ultimo particolare che è rimasto impigliato tra le carte dell’inchiesta è il ruolo di Aracu nella società Bytols, al centro dell’inchiesta.

La Bytols di Spadaccini nel 2004 vende 50mila euro delle proprie quote di Itali Airlines al deputato di Forza Italia Sabatino Aracu (coordinatore).

La notizia era presente nell’articolo del settembre 2008 di Primo Di Nicola su L’Espresso che citava le carte dell’inchiesta, la stessa che ha portato all’arresto di Spadaccini più 12. Perché l’imprenditore aeronautico cedette le quote della compagnia aerea che operava sullo scalo pescarese e perché Aracu si decise a comprarle? Come vennero pagate le azioni dal deputato azzurro e perché appena due anni dopo cessò improvvisamente l’interesse per gli aerei e decise di ritirarsi dall’affare?

Alessandro Biancardi 25/10/2010 9.37