Consigliere di Pescara denuncia i manifestanti di Terzigno per aver bruciato il tricolore

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Arriva dritto dritto da Pescara una denuncia per vilipendio alla bandiera italiana.

Il caso è quello dello scorso 21 ottobre quando alcuni manifestanti del comune di Terzigno, in provincia di Napoli, inscenarono la originale protesta per gridare il loro no alla gestione dei rifiuti in provincia e all’apertura di un’altra discarica. A firmare ed inviare la denuncia è stato Armando Foschi, consigliere Comunale Pdl di Pescara.

Foschi contesta il gesto insieme al fatto che al pennone del Comune, invece del tricolore abbassato a mezz'asta, è stato esposto un drappo viola, tra gli applausi della folla presente. Il 23 ottobre il gesto si sarebbe ripetuto sempre a Terzigno il tutto ovviamente è avvenuto sotto gli occhi di molte telecamere ed hanno fatto il giro dei tg.

«Il tricolore», scrive Foschi, «è la bandiera della Repubblica, come lo definisce la stessa Carta Costituzionale (art. 12 Cost.) nella sezione dei principi fondamentali, cioè l'emblema e il simbolo dello Stato Repubblicano nella sua unità e come attuale forma di governo. Ne discende la necessità di ritenere sussistenti anche per i suoi simboli quelle stesse esigenze di prestigio e rispetto che sono dovuti allo Stato, e che giustificano la sanzione penale, costituendo nel contempo un limite al diritto di libera manifestazione di pensiero. La norma incriminatrice contenuta nell'art. 292 c.p. punisce chiunque vilipenda la bandiera nazionale o altri emblemi dello Stato».

Alla procura di Napoli Fosci chiede di individuare i manifestanti che si sarebbero resi responsabili del reato e di procedere alla contestazione delle violazioni.

23/10/2010 14.44