Arresto Spadaccini, piloti senza previdenza e società in Irlanda, Lussemburgo, Panama

Alessandro Biancardi

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giuseppe spadaccini

giuseppe spadaccini

PESCARA. Prove schiaccianti, documenti chiave, intercettazioni inequivocabili. Sono queste le basi solide, secondo la procura, sulla quale si poggia la maxi inchiesta denominata “Flying Money”, coordinata dal pm Mirvana Di Serio.* IL RUOLO DELLE SOCIETA’ ESTERE  * LO SCHEMA CON TUTTE LE SOCIETA'     * I SEQUESTRI PREVENTIVI

L'associazione a delinquere -che al suo vertice avrebbe l'imprenditore aereo, Giuseppe Spadaccini- avrebbe fatto “prendere il volo” ad oltre 90 milioni di euro in circa 10 anni. Intanto, ieri il titolare della Sorem e della Itali Airlines, da due giorni in carcere a Roma, è stato trasferito alla casa circondariale di Pescara, mentre il suo avvocato, Sabatino Ciprietti, in meno di ventiquattr'ore ha già proposto il riesame sulla misura cautelare personale.

Il difensore ha preferito bruciare i tempi riservandosi di motivare il suo ricorso in un secondo momento, magari dopo gli interrogatori di garanzia, che a questo punto si terranno non prima di lunedì mattina.

Ciprietti, difensore di Spadaccini da anni, dice di non aver avuto ancora il tempo di approfondire la lettura dell'ordinanza di oltre 350 pagine e che il suo obiettivo principale è quello di tirare fuori dal carcere il più presto possibile il suo assistito.

Sta di fatto che tra le principali accuse della procura di Pescara c’è quella di aver intestato falsamente a prestanomi una serie di società, scatole vuote, utili soltanto a frapporre passaggi ulteriori per agevolare l'evasione fiscale ed accumulare fondi neri all'estero da poter reinvestire ulteriormente.

Proprio questa accusa sarebbe stata certificata con il ritrovamento di un contratto tra Spadaccini e lo studio presieduto da Valentini, avvocato esperto nella gestione di società, nel quale si conveniva che lo stesso studio avrebbe acquisito fiduciariamente al 100% le quote di alcune società con domicilio nell'isola portoghese di Madeira. Un ruolo fondamentale secondo il giudice avrebbero avuto anche le prestazioni professionali dell'ex manager della Delverde, Leonardo Valenti, esperto in materia fiscale, attraverso lo studio L&M Associati.

In altre parole l'operazione serviva per celare il reale proprietario delle società, tentativo non riuscito proprio per il ritrovamento del contratto che era tra l'altro ben nascosto in una delle sedi delle società portoghesi e che la Finanza è riuscita a trovare durante le perquisizioni del gennaio 2008.

LA CHIAVE DI VOLTA NEGLI ESTRATTI CONTO

Fondamentali inoltre sono risultati anche gli estratti conto di tutte le società del gruppo che descrivono la storia contabile di questi anni, dare e avere, versamenti fatti e ricevuti attraverso i quali è stato possibile tracciare con estrema precisione tutta l'attività di ogni singola società.

Ogni bonifico giustificato da una fattura e da una prestazione, qualche volta inventata, che corrispondevano specularmente, dall'altra parte, ad una spesa per un servizio magari fittizio.

A far quadrare ulteriormente il cerchio sono intervenute nell'ultimo periodo le intercettazioni telefoniche autorizzate dal giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, che avrebbero in qualche modo contribuito ad inguaiare i principali indagati, provando in maniera inconfutabile, secondo il gip, che il raggiro e gli artifizi per evadere il fisco continuavano.

Il gip nella sua ordinanza è quanto mai netto nell'affermare che l'inchiesta si basa su molteplici «indici di prova piena e diretta, soprattutto di natura documentale», i documenti più preziosi sono stati quelli reperiti nelle sedi di Madeira, confermati in buona parte anche dall'ascolto di alcuni preziosi testimoni.

Il giudice afferma anche che la probabilità che gli indagati possano continuare a commettere reati della stessa specie è altissima, anzi dice c’è la «quasi certezza».

IL DOCUMENTO GENESI

Tra le prove giudicate fondamentali dell'inchiesta vi sarebbe anche un manoscritto, forse più una bozza o uno schema, dello stesso Spadaccini, con il quale si illustrava il programma criminoso e la costituzione delle varie società estere alle quali venivano assegnati compiti illeciti ben definiti, anche stabilendo, a priori, quelli che dovevano essere i rapporti con le società italiane del costituendo gruppo Spadaccini.

Una sorta di documento-genesi dal quale sarebbe partito tutto e trovato nella disponibilità dello stesso Spadaccini.

Un documento importante che inchioderebbe alle sue responsabilità l'imprenditore aereo ed i suoi più stretti collaboratori che la magistratura ha individuato nell'avvocato Francesco Valentini, nell'ex manager e consulente Leonardo Valenti, e in Dina Maria Rodrigues.

A questo che sarebbe il nucleo iniziale e centrale dell'associazione a delinquere si sono poi aggiunti gli altri collaboratori come Angela Fabrizio, Arcangela Savino, Maria Tereza Correira Trindade, Gianfranco Bucci, Luca Orsini, Voltino De Leonardis, Ugo Cavolsa, Roger Boutin, Giordano Senesi, Dante Silvi, Giacomo Obletter, Massimo D’Ambrosio «i quali, ben consapevoli di quelli che erano gli scopi illeciti perseguiti dall'associazione, in modo pericolosamente professionale, si adoperavano per la loro concreta realizzazione, anche concorrendo nella commissioni per i reati fine agli stessi contestati».

PILOTI SENZA PREVIDENZA

Tra i diversi escamotage per evitare di pagare tasse c'era anche quello che il gruppo aveva escogitato per non pagare la previdenza sociale ai piloti che operavano sugli aerei del gruppo.

«Gli indagati, sempre violando la prescritta normativa», scrive ancora il gip, «conseguivano anche notevoli risparmi in materia previdenziale ammontanti a € 3.500.000. Gli stessi, infatti, impiegavano nella società Sorem (sugli aeromobili Canadair impegnati in attività di spegnimento di incendi boschivi per conto della Protezione civile italiana) e nella società Itali Airlines il personale apparentemente contrattualizzato con la società appositamente costituita Aircrew S.A. (facente capo sempre a Giuseppe spadaccini) che, quindi, non veniva assunto dalle predette società italiane. In tal modo le società italiane non pagavano i prescritti contributi previdenziali ed assistenziali al pari della società Aircrew che non possedeva stabile organizzazione in Italia e che non era iscritta nell'apposito albo delle agenzie autorizzate a somministrare il lavoro in Italia tenuto dal Ministero del Lavoro».

«10 ANNI DI RUBERIE», GLI ULTIMI DUE SONO STATI DECISIVI

Leggendo la ponderosa ordinanza di custodia cautelare si capisce chiaramente che gli arresti sono scattati per il fatto che l'intera associazione a delinquere, da una parte, continuava a fare quello che aveva fatto per 10 anni, dall'altra, lo faceva con l'aggravante di sapere dell'indagine in corso e di aver messo in piedi artifizi per far credere falsamente che invece il sistema era cambiato e che quindi i protagonisti si erano ravveduti.

Verso la fine del gennaio 2008 scattano le perquisizioni della finanza, nel decreto di perquisizione c'è già moltissimo di quello che si saprà solo due anni dopo, gli indagati dunque sanno, hanno paura, cercano di riorganizzarsi, e così Giuseppe Spadaccini il giorno dopo decide di dimettersi da presidente del consiglio di amministrazione della Sorem. Ma è una mossa simulata, una operazione di facciata, fumo negli occhi degli inquirenti che però contemporaneamente ascoltano il gruppo e riescono a capire quale possa essere la mossa successiva. Il voler perseverare a tutti i costi ha determinato la misura della sanzione maggiore proprio perchè il giudice ha ritenuto che solo così si sarebbe interrotto il sodalizio criminale.

Dunque le date da tenere bene a mente sono il 24 gennaio 2008, giorno delle perquisizioni, 25 gennaio 2008 giorno delle dimissioni di Spadaccini.

Il 2 febbraio 2008 però il notaio Massimo D’Ambrosio al telefono con Spadaccini lo informa che i documenti che lo interessavano erano in suo possesso, che il contenuto di tali atti non era stato fatto vedere a nessuno e che comunque, della questione se ne occupava un suo dipendente, una persona fidata.

Ma il notaio tanto famoso a Pescara sarebbe rimasto all'opera, per la procura, fino agli ultimi giorni ed a testimoniarlo sono sempre le telefonate come quella del 3 novembre 2009 nella quale D’Ambrosio dice a Spadaccini che al suo ritorno dagli Stati Uniti dovrà vedere una e-mail con la quale gli ha mandato l'estratto conto attuale e lo invita a vedere come si deve fare per il resto.

Il notaio sta parlando delle società Volo Italia, Volo Europa, Bytols e Petillant. Un errore grave tanto che Spadaccini lo interrompe bruscamente e lo invita a non parlare al telefono e ad approfondire l'argomento di persona.

Attraverso alcuni appostamenti e pedinamenti si è poi scoperto che Spadaccini ha continuato ad avere tra il 2009 e 2010 ancora contatti con i suoi collaboratori in Portogallo, nonostante la consapevolezza che a suo carico erano in corso indagini di polizia giudiziaria. Sono stati accertati viaggi tra il 29 luglio ed il 1 agosto 2009 per compiere operazioni in una banca di Madeira e dopo aver incontrato un tale Joseph, con quest'ultimo Spadaccini aveva parlato di bilanci di una società non ancora identificata.

Altri viaggi si sono tenuti tra i giorni 19 e 21 novembre 2009, in questa occasione Spadaccini si è incontrato con Arcangela Savino ed era accompagnato da Giuseppe Gargiulo, suo consulente fiscale personale oltre che da Luca Orsini.

Sempre grazie alle intercettazioni telefoniche gli inquirenti hanno scoperto che l’imprenditore ha continuato a tenere contatti con l'isola portoghese nell'ultimo periodo, e nello specifico con Paolo Melin, collaboratore di Francesco Valentini, nonché dipendente dell'istituto bancario Banif di Madeira, luogo in cui Spadaccini tiene i conti correnti personali e delle società estero-vestite a lui riconducibili.

Altri contatti sono stati certificati con Catia Fernandes, collaboratrice sempre di Valentini che si occupa delle movimentazioni finanziarie relative alla gestione della imbarcazione “La voglia of Shark”.

SOCIETA’ NON IDENTIFICATE E PARADISI FISCALI

Spuntano poi società canadesi che farebbero parte del giro ed altre in Irlanda, come quella denominata Mustfly, seguita dal consulente fiscale Giuseppe Gargiulo e da un certo Emanuel. Attraverso questa società sarebbero stati movimentati fondi su un deposito a Montecarlo dove opera Emanuel ma poi anche a Dublino e in Lussemburgo, Panama, Isole Vergini, Polinesia.

Nell'agosto del 2009 però Spadaccini interrompere completamente i rapporti con il misterioso personaggio attraverso un SMS molto chiaro “… non parlare di questi argomenti al cell…”.

Quelle che il giudice chiama attività delittuose sono poi continuate anche attraverso l'opera di Leonardo Valenti e di Gianfranco Bucci titolari di altre società nell'isola portoghese come la Melampo S.A., Stipa Holding S.A. e la Stelikos.

Il pericolo di reiterazione dei reati è evidenziato dal giudice anche dal fatto che il 5 gennaio 2010 è stata segnalata l'ennesima operazione sospetta da parte della società Bytols S.A. .

Nella relazione tecnica del perito si evidenzia il versamento di circa 1 milione di euro effettuato dal conto della società ad un altro conto acceso presso la banca Bonif di Madeira da parte dell'attuale procuratore legale rappresentante, Massimiliano Mattioli. Tale operazione, però, per gli inquirenti sarebbe priva di giustificazione economica e sarebbe il chiaro segnale che il meccanismo ideato da Spadaccini e degli altri collaboratori continuerebbe ad operare nonostante l'apparenza e la modifica degli amministratori della società del gruppo.

Alessandro Biancardi 23/10/2010 9.23