Donna morta in ospedale, autopsia: «insufficienza respiratoria»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il decesso della donna pescarese morta nei giorni scorsi nell'ospedale di Popoli «non è da attribuire all'intervento chirurgico al quale si era sottoposta nei mesi scorsi a Termoli».

OSPEDALE SAN TIMOTEOPESCARA. Il decesso della donna pescarese morta nei giorni scorsi nell'ospedale di Popoli «non è da attribuire all'intervento chirurgico al quale si era sottoposta nei mesi scorsi a Termoli».

 

A respingere fermamente le ipotesi apparse nei giorni scorsi sulla stampa sono il direttore della Uoc di Chirurgia  Generale di Termoli Michele Malerba e la sua equipe che hanno operato l'estate scorsa la donna.

Dopo la morte, avvenuta lunedì scorso, sono stati i parenti della degente a chiedere di fare accertamenti e verificare le cause del decesso, raccontando che la signora si era sottoposta ad un intervento per la riduzione del peso. La Procura di Pescara ha aperto una indagine, coordinata dal pm Barbara del Bono, e oggi è atteso il risultato dell'autopsia. Ma Malerba oggi è convinto: «è assolutamente sbagliato voler ricondurre la causa della morte all’intervento chirurgico avvenuto quattro mesi prima (a giugno 2010) presso la UOC di Chirurgia del P.O. di Termoli ed eseguito a regola d’arte e nel completo rispetto delle Linee Guida Scientifiche Nazionali ed Internazionali».

Il medico spiega che la paziente è stata sottoposta ad intervento chirurgico per una forma di gravissima obesità patologica (super-superobesità), «e non per “motivi estetici o per tenersi in linea”», come avrebbero scritto alcuni giornali. «La stessa», racconta sempre Malerba, «è stata dimessa in buone condizioni cliniche, con la consegna alla dimissione di tutte le prescrizioni dietetiche e farmacologiche ed i controlli cui attenersi».

Da fonti ufficiose post riscontro autoptico, secondo il direttore della Uoc di Termoli, il decesso della signora sarebbe da ricondurre ad una grave forma di polmonite acuta «che non può avere nessuna correlazione con l’intervento chirurgico eseguito nel mese di giugno 2010».

Secondo il professionista «il voler trovare a tutti i costi un nesso fra la morte della signora e l’intervento chirurgico si è rivelato un tentativo plateale, esasperato nonchè strumentale, che ha determinato solo panico e danno nei lettori».

«Ci sconforta e ci amareggia», prosegue Malerba, «che gli organi di stampa continuino a considerare l’obesità patologica grave un problema puramente estetico ritenendo l’intervento chirurgico solo un mezzo per dimagrire, vanificando tutto il nostro impegno e la campagna di sensibilizzazione che come Centro di Chirurgia Bariatrica portiamo avanti da alcuni anni, nel cercare di divulgare, cosi come riportato nel mondo scientifico, che tale patologia è una malattia devastante e che la chirurgia rappresenta l’unico rimedio efficace per risolvere oltre l’obesità anche le comorbidità (diabete mellito, iperlipemia, ipertensione arteriosa, insufficienza respiratoria)che accompagnano tale malattia». L' Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’obesità grave, l’epidemia del XXI secolo, e l’Italia detiene il triste primato in Europa per obesità. Si stima che oggi gli obesi in Italia siano l’11,25%, con punte del 20% in Meridione. L’obesità comporta mortalità prematura, morbilità e svantaggio sociale, determinando una riduzione di circa 15 anni dell’aspettativa di vita e determina morte improvvisa. La mortalità per obesità è tre volte superiore a quella per tumori, dato questo che deve far riflettere e preoccupare e non far considerare l’obesità solo e puramente un problema estetico.

Presso il P.O. di Termoli è attivo da vari anni un Centro di Chirurgia Bariatrica, riconosciuto dalla Società Italiana di Chirurgia Bariatrica e Malattie Metaboliche(SICOB) che effettua interventi chirurgici per la cura dell’obesità curando pazienti provenienti da varie regioni d’Italia, con risultati eccellenti e mortalità uguale a zero in oltre 200 interventi effettuati.

22/10/2010 15.02

AUTOPSIA: «INSUFFICIENZA RESPIRATORIA» 

Insufficienza cardiorespiratoria: e' questa la causa della morte secondo quanto accertato dall'autopsia, eseguita dall'anatomopatologo Cristian D'Ovidio, il quale si e' preso comunque 60 giorni di tempo per studiare i prelievi effettuati durante l'esame autoptico.

Dovra' anche esaminare le diverse cartelle clinciche relative alla donna, che e' stata oggetta di piu' ricoveri. Dall'esame sulla salma (al quale hanno partecipato diversi periti) sarebbe emersa la presenza di diversi aspetti patologici sfociati poi nell'insufficienza cardiorespiratoria che ha provocato il decesso.

23/10/10 7.40