Discarica Deco a Collecorvino, la lotta si sposta sui documenti

Alessandro Biancardi

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COLLECORVINO. Una discarica tra nobili vigneti e uliveti secolari? La Deco dei Di Zio ce la vedrebbe. Il Wwf, invece, ha inviato le osservazioni alla Regione sulla discarica e l’impianto di riciclaggio.

Più che una discarica un pomo della discordia che probabilmente è stato il fattore scatenante di una crisi all’interno della maggioranza che ha fatto cadere la Giunta del Comune di Collecorvino a causa della mancata approvazione del bilancio.

Già da un anno i cittadini, riuniti in un comitato, hanno inviato alla procura della Repubblica un esposto in cui molti sono i punti di contatto con l’inchiesta “Re Mida” scoppiata poco tempo fa e che ha portato all’arresto dell’assessore regionale Lanfranco Venturoni (Pdl) e dell’imprenditore Rodolfo Di Zio.

A sostegno dei «rozzi contadini», come si definiscono, rimasti a «difendere la città con le zappe ed i bastoni», è arrivato il Wwf, «totalmente contrario all’opera», che ha inviato alla Regione le proprie osservazioni.

La discarica e l’impianto sorgerebbero in un’area, contrada Caparrone, la cui vocazione è quella «agricola di grande valore».

Dei territori di pregio, di grande valore economico e paesaggistico, secondo il  Wwf, nei quali si raccolgono uve pregiate come il Montepulciano, Sangiovese, Trebbiano, Pecorino, Chardonnay e Cococciola,  circondati da olivi secolari macchie di querce e laghetti collinari.  Una località particolare perché proiettata nel futuro, rappresentazione di tradizione e innovazione, economia e paesaggio, turismo e cultura.

Secondo l’associazione la scelta di realizzare una discarica in quel punto andrebbe a cozzare con le scelte finora effettuate dalla politica e dagli imprenditori visto che il territorio da anni è interessato da “Piani di Sviluppo Rurale” (regionali, nazionali e comunitari) realizzati con ingenti investimenti finanziari sia di  natura pubblica che privata.

Ai confini dell’area interessata dall’impianto, infatti, si svolgono varie attività tra cui: allevamento di bestiame (bovini, ovini, caprini e suini, nonché pollame e conigli), alcuni dei quali tutelati con marchio Igp, orticoltura e frutticoltura con produzioni pregiate e di nicchia e principalmente l’olivicoltura e la viticoltura di qualità.

 PERCHE’ NO ALLA DISCARICA?

 Il Wwf  pur esprimendo la totale contrarietà all’impianto ha mandando alcune osservazioni agli organi competenti.

Secondo l’associazione, la Regione in sede di approvazione della Valutazione d’impatto ambientale, dovrà in primo luogo verificare se  l’impianto è conforme  alle previsioni del Piano Provinciale Rifiuti sia in termine di localizzazione che per le distanze dai nuclei, case sparse e  funzioni sensibili come la scuola di Caparrone in parte ancora utilizzata.

In secondo luogo se l’intervento, prevedendo  anche un nuovo tracciato viario, non  risulti in contrasto con il Piano regolatore generale di Collecorvino e che  pertanto si debba anche adottare la procedura per la Valutazione ambientale strategica oltre a quella d’impatto ambientale.

Dal punto di vista ambientale il Wwf ha chiesto di evidenziare tutti i laghetti anche quelli più vicini al sito ( a 200, 500, 600 e 800 metri), se sono stati opportunamente  considerati la presenza di una “faglia presunta” a 400 metri dal sito e un calanco attivo a 150 metri e se nelle tavole di analisi territoriale sono indicati i vigneti Dop e Igp, i siti archeologici presenti nella zona e le  zone vincolate.

Tra le tante osservazioni, il Wwf inserisce anche quelle sul contenimento e la riduzione dell’inquinamento acustico. Inoltre ha domandato se la localizzazione dell’impianto sia  avvenuta  attraverso delle procedure particolari (in uso da 10 anni), con le quali, attraverso la sovrapposizione delle informazioni vengono individuati i siti più idonei e meno impattanti.

In conclusione il Wwf ha chiesto una più ampia verifica della  procedura amministrativa  adottata in relazione alla Valutazione d’impatto ambientale.

 m.r.  22/10/2010 7.53