Arrestati Giuseppe Spadaccini, il notaio D'Ambrosio ed ex manager Delverde, Valenti, per maxievasione

Alessandro Biancardi

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Arrestati Giuseppe Spadaccini, il notaio D'Ambrosio ed ex manager Delverde, Valenti, per maxievasione

Giuseppe Spadaccini

PESCARA. Una maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Pescara. * IL RUOLO DELLE SOCIETA’ ESTERE  * LO SCHEMA CON TUTTE LE SOCIETA'     * I SEQUESTRI PREVENTIVI

Nell’ambito della operazione denominata “Flying money” i finanzieri hanno arrestato 13 persone, sequestrato immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti, per quasi 12 milioni di euro.  Tra gli arrestati, l’imprenditore abruzzese Giuseppe Spadaccini, ritenuto dalle Fiamme Gialle il promotore di tutta l’operazione illecita, consistente sostanzialmente nella creazione all’estero di false compagini societarie.

Tutte le società fittiziamente create sono ubicate in Portogallo nella isola di Madeira ed avevano una serie di contatti con società abruzzesi tutte legate al mondo del trasporto aereo. Tre cittadini residenti proprio in Madeira sono stati colpiti da mandato di arresto europeo in corso di esecuzione attraverso l’Interpol e con il supporto di Eurojust. Ricercato invece un cittadino canadese. Il complessivo giro di fatture per operazioni inesistenti è stimato intorno ai trenta milioni di euro.

Arresti in carcere per 5 persone, tutti stranieri del Portogallo , uno canadese ed un italiano. Gli altri 8 sono ai domiciliari. Al momento le operazioni coordinate dal comandante provinciale di Pescara della guardia di finanza, Maurizio Pasquale Favia, sono ancora in corso e costanti sono i contatti con la polizia portoghese per eseguire le ordinanze di custodia cautelare nel paese straniero.

I fatti si riferiscono ad un arco di tempo molto ampio che va dal 1999 al 2008. E’ una inchiesta che dura da alcuni anni e di cui si erano occupati anche giornali nazionali alcuni anni fa. Spadaccini è un imprenditore conosciutissimo in Abruzzo e fuori, noto come “l’altro Toto”, proprio perchè come il collega più famoso ha fatto fortuna nel campo aeronautico. Spadaccini ha avuto nel corso degli anni importanti commesse che riguardano la protezione civile e la gestione dei Canadair.   

Maggiori dettagli in tarda mattinata.

21/10/2010 10.17

GLI ARRESTATI

LEONARDO VALENTI Gli arrestati, oltre a Giuseppe Spadaccini, che ha 53 anni ed e' nato a Chieti, sono: Francesco Valentini, di 44 anni, nato a Monfalcone (Go); Dina Rodrigues, portoghese, di 35 anni; Maria Tereza Trindade Correira, di 37 anni, nata in Sud Africa; Roger Boutin, canadese, di 62 anni; Arcangela Savino, nata a Sammichele di Bari di 44 anni; Leonardo Valenti (nella foto a destra), di 52 anni, nato a Cortemaggiore (Pc), ex amministratore delegato della Delverde; Angela Fabrizio, di Pescara di 42 anni; Massimo D'Ambrosio, di 59 anni, nato a Roma, notaio di Pescara; Giacomo Obletter, di 53 anni, nato a Chieti, commercialista già indagato nell’inchiesta Fira; Gianfranco Bucci, di Castel di Sangro, di 42 anni; Dante Silvi, di Penne, di 60 anni; Giordano Senesi, di 65 anni di La Spezia.

A disporre gli arresti e' stato il gip Guido Campli su richiesta dei pm Mirvana Di Serio e Nicola Trifuoggi.

 21/10/2010 12.43

VASI COMUNICANTI E SOCIETA’ NELLA ZONA FRANCA DI MADEIRA

Una serie di società come vasi comunicanti tra l'Italia e la zona franca di Madeira in Portogallo, operazioni inventate allo scopo di creare una incredibile provvista di fondi neri che poi servivano per investimenti mobiliari ed immobiliari.

Un complicato meccanismo amministrativo e finanziario allo scopo di evadere il fisco, orchestrato -secondo gli inquirenti- dall'imprenditore pescarese Giuseppe Spadaccini, PALAITALIritenuto il vertice di una associazione a delinquere che coinvolge nomi illustri come il notaio Massimo D'Ambrosio che secondo la procura di Pescara era parte integrante del sodalizio e attraverso i suoi atti notarili si sarebbe reso responsabile di riciclaggio.

Altro nome illustre è il commercialista di Chieti, Giacomo Obletter, un professionista molto noto in città, presidente di circoli e associazioni culturali, già indagato nell'inchiesta sui fondi Docup della Fira nel 2006 e nell'inchiesta sulla presunta frode ai danni degli ex soci del pastificio Delverde, una inchiesta che scoperchiò il tentativo, coordinato da Giancarlo Masciarelli, di ricomprare il pastificio di Fara dopo averlo spinto verso il fallimento.

Quello della Delverde è un nome che ritorna anche nel curriculum di un altro personaggio arrestato oggi, Leonardo Valenti, che del pastificio è stato amministratore delegato fino a qualche mese fa, quando lo ha consegnato agli argentini della Molinos. Valenti è titolare di uno studio commercialista molto avviato a due passi dal quartier generale della finanza.

D’Ambrosio, Obletter e Valentini sono tutti agli arresti domiciliari ma secondo la procura avrebbero svolto un ruolo fondamentale all'interno dell'associazione a delinquere attraverso la loro prestazione professionale.

Lo scopo del complesso meccanismo era quello sottrarre al fisco italiano i profitti delle attività imprenditoriali.

 

 

INDAGINI PARTITE NEL 2007

Le indagini sono partite nel 2007 ad opera del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Pescara che ha individuato l'esistenza di un'associazione a delinquere attraverso il cosiddetto metodo della “estero vestizione” delle società.

Una parola che sostanzialmente indica quella attività per occultare i redditi delle società che hanno solo formalmente sede all'estero ma che in realtà dovrebbero pagare le tasse allo Stato italiano poiché la loro attività prevalente e il loro centro direzionale è nel nostro paese.

In questo caso il quartier generale è stato individuato nel PalaItaly a San Giovanni Teatino a due passi dall’aeroporto.

giuseppe spadacciniSecondo gli inquirenti, infatti, basare le società nell'isola a 1000 km dalla costa portoghese era solo un escamotage, peraltro non riuscito, per sottrarsi al fisco e creare fondi neri. In totale sono una ventina le società del giro tutte riconducibili a Spadaccini con ben tre livelli di operatività il cui principale terminava con società con sede in paradisi fiscali.

Il meccanismo fraudolento -è stato accertato- andava avanti dal 1999 ed ha consentito un'evasione fiscale complessiva di oltre 90 milioni di euro mentre tra la montagna di carte sequestrate anche nell'isola portoghese sono state scoperte fatture false per un importo almeno di 30 milioni di euro.

Oggi le 13 ordinanze di custodia cautelare di cui cinque in carcere e otto ai domiciliari. Tre portoghesi sono tuttavia ancora ricercati dalla locale polizia.

Oltre le misure cautelari personali sono scattati anche i sequestri su moltissimi beni immobili tra cui 43 appartamenti, uno yacht, quote societarie, diversi conti correnti bancari per un valore complessivo di quasi 12 milioni di euro che potrebbero essere utili per pagare il conto in sospeso con lo Stato a processo terminato. I finanzieri hanno inoltre rilevato violazioni alla normativa sul lavoro legate all'esercizio e l'utilizzo senza prescritte autorizzazioni ministeriali di attività di somministrazione di prestazioni di lavoro in Italia.

TUTTO PARTE DA ALCUNE VERIFICHE FISCALI

La maxi inchiesta sarebbe partita da “innocenti” verifiche avviate nel 2006 sul gruppo Spadaccini.

In particolare la finanza scandagliò i conti e le attività amministrative della Sorem srl, concessionaria del maxi appalto per lo spegnimento degli incendi boschivi sul territorio nazionale, attraverso l'utilizzo della flotta dei Canadair di proprietà della Protezione civile italiana e risultata essere la reale cassaforte del gruppo.

Altra società centrale secondo gli inquirenti è la San srl, società addetta alla manutenzione aeronautica collegata pertanto alla Sorem. C'è poi la più famosa Air Columbia Srl (presidente è l'ex assessore regionale al Turismo e vicepresidente della Giunta Del Turco, Enrico Paolini), società che organizza corsi di specializzazione per il rilascio di brevetti aeronautici a piloti e tecnici manutentori anche in partnership con la Lufthansa. Infine i controlli del 2006 hanno interessato anche la compagnia aerea Itali Airlines.

Nell'ambito di tali verifiche vennero individuati numerosi rapporti economici e finanziari sospetti intrattenuti da queste imprese con alcune società che avevano tutte sede a Madeira. I sospetti degli inquirenti sono aumentati quando hanno calcolato la somma dello spostamento di liquidità per milioni di euro all'estero che permetteva così alle società italiane di poter produrre elevati costi, basso reddito e niente tasse.

Alla fine dei controlli fiscali è, stato, dunque incardinato il procedimento penale che è sfociato oggi negli arresti ed i sequestri ed ha richiesto rogatorie internazionali, intercettazioni telefoniche e perquisizioni in tutto il territorio nazionale.

Tutte le società interessate sono circa una ventina ed erano tutte intestate a persone diverse da Spadaccini che però secondo gli inquirenti è il reale proprietario. Il tutto avveniva attraverso la preziosa consulenza giuridica dell'avvocato Francesco Valentini e di Leonardo Valenti.

IL DOCUMENTO CARDINE

Ma come è stato possibile scoprire che i formali titolari delle società non erano altro che prestanome?

Fondamentale è stato ritrovare un documento molto importante, un contratto attraverso il quale i due professionisti (Valentini e Valenti) stipulavano un accordo (detenuto all'estero ed occultato) con Spadaccini con il quale quest'ultimo conferiva mandato alla “Francesco Valentini&Savino Associados Lda” di Madeira a costituire ed acquisire fiduciariamente il 100% delle quote di ben individuate società con domicilio nella stessa isola, indicando nel frattempo quale unico beneficiario finale lo stesso Spadaccini. Sarebbe questa la prova fondamentale e cardine sul quale si poggia gran parte del procedimento penale che dimostra in maniera inequivocabile per la procura come il vero dominus sia proprio l’imprenditore aeronautico.

Su questa base, le intercettazioni, gli appostamenti ed i sequestri di documentazione hanno fatto il resto.

Una intera stanza è stata riempita con le carte giunte dal Portogallo ed hanno impegnato 10 reparti del corpo e 110 finanzieri per anni consentendo di dipanare questa intricata matassa di società, otto delle quali basate all'estero in un elegante palazzo dove sino a poco tempo fa avevano sede anche alcune società del deputato di Forza Italia Sabatino Aracu (estraneo a questa indagine).

Aracu e Spadaccini per qualche anno si sono divisi anche la segretaria e l’appartamento a Madeira, oltre che qualche affare attraverso la società Bytols. Nel 2006 però nel momento in cui bisognava aumentare il capitale della società Aracu decise di lasciare.

Alessandro Biancardi 21/10/10 13.10

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IL RUOLO DELLE SOCIETA’ ESTERE

Le società estere, schermate a loro volta da altrettante società interposte per evitare di risalire al reale socio, sono risultate essere la Aircrew, la Volotam e la Valoris, tutte utilizzate secondo gli inquirenti per la sola fatturazione fittizia come l'impiego di personale pilota e tecnico in forma interinale, nonché prestazioni di servizi di consulenza aeronautica inesistenti.

Altro esempio eclatante del meccanismo riguardava proprio quest'ultima società, Valoris, riconducibile sia a Spadaccini che ad Andrea Golfera, pilota di Canadair deceduto in un'operazione antincendio nel luglio 2007. La società fatturava a Sorem fittizie consulenze aeronautiche per la sperimentazione di un aeromobile russo (il Beriev), legata a sua volta ad un contratto con la Protezione civile mai rinnovato. Il tutto consentiva aggiustamenti contabili amministrativi anche volti a coprire le indagini delle autorità aeronautiche intraprese a seguito dell'incidente mortale che coinvolse Golfera.

PETILLANT. Questa società era riutilizzata per la gestione immobiliare dei beni acquistati con i fondi neri con il fine di mascherare al fisco l'ingente patrimonio di 43 immobili, tra cui un noto villaggio turistico di Porto Rotondo.

BYTOLS. Questa società invece era utilizzata per la fittizia compravendita di aerei Canadair e di aerei di linea al fine di aumentare il loro valore, aerei che venivano ceduti anche nella stessa giornata grazie alle connivenze del notaio Massimo D’Ambrosio, ad un prezzo raddoppiato alla società Sorem e Itali Airlines.

ASSOBROKER. Veniva utilizzata come apparente società di intermediazione assicurativa per la riassicurazione dei velivoli della Sorem e della Itali Airlines e, fino al 2005, anche dei Canadair. Attraverso queste operazioni le società di Spadaccini si potevano così assicurare ingenti provviste all'estero.

LA VOGLIA. Questa società era utilizzata per la gestione della imbarcazione “La voglia of shark”, uno yacht di 21 m battente bandiera di Gibilterra, sequestrato a Fiumicino, attraverso la società dello stesso paese, La Voglia Ltd.

CEFANIK. Questa società è stata costituita per acquisire le quote delle altre compagini portoghesi e quindi garantire un'ulteriore schermatura al proprietario reale. Nel 2008 questa società nei suoi conti correnti esteri disponeva di almeno 12 milioni di euro.

a.b 21/10/10 14.00

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I SEQUESTRI PREVENTIVI

Il giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, accogliendo la richiesta dei pm Mirvana Di Serio e Nicola Trifuoggi, con una separata ordinanza datata 11 ottobre 2010, ha disposto l'applicazione della misura cautelare reale del sequestro preventivo di beni mobili, immobili, di conti bancari e anche di quote societarie all'estero. I sequestri sono finalizzati alla confisca obbligatoria per equivalente il che significa che lo Stato potrà rifarsi a processo concluso attraverso la vendita di questi beni.

Nello specifico gli immobili sequestrati hanno un valore di poco inferiore ai 7 milioni di euro e sono 5 appartamenti a Pescara, 2 a Milano, 2 a Roma 32 ad Olbia e 2 a Gissi.

Altri 250.000 euro corrispondono ai diritti d'uso su beni immobiliari relativi ad una autorimessa a Milano e al posto barca a Fiumicino.

I titoli societari sequestrati, invece, ammontano a 3.700.000 riguardano la Sorem, la San, la Air Columbia.

Sequestrati anche alcuni conti correnti bancari attivi per un valore massimo di 408.000 euro.

Altri 500.000 euro sono il valore dello yacht di 21 metri sequestrato questa mattina al porto di Fiumicino.

Spadaccini è presidente di Aeroservices Group, a cui fanno capo diverse società del trasporto aereo e che, sul suo sito internet, si presenta come "una delle più importanti holding dell'industria aeronautica europea". Ha basi a Ciampino (Roma) e Pescara e in altre 9 città italiane. Il gruppo è composto da quattro società: Sorem, Itali Airlines, SAN e Air Columbia. La Sorem - creata nel 1959 e acquisita da Spadaccini nel 1992, si occupa di antincendio, tutela ambientale, pattugliamento marittimo, controllo del territorio.

Gestisce una flotta di 19 Canadair CL415, proprietà del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, ed è proprietaria di 8 Canadair CL215 utilizzati per contratti di supporto a terzi.

La compagnia Itali Airlines offre voli di linea, voli charter per destinazioni a medio raggio, voli executive e cargo. La SAN, società di manutenzione aerea, con hangar negli scali di Roma-Ciampino, Lamezia Terme, Brindisi, Olbia e Forlì.

Infine, Air Columbia che nel 2008 siglò un accordo di cooperazione nel campo della formazione di tecnici manutentori con Lufthansa Technical Training, iniziativa sostenuta anche dalla Regione Abruzzo.

a.b. 21/10/2010 14.05