Cordoma ritira le dimissioni ma i ribelli avvertono: «il sindaco stia attento»

Alessandro Biancardi

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Cordoma ritira le dimissioni ma i ribelli avvertono: «il sindaco stia attento»
MONTESILVANO. Le dimissioni sono state ritirate questa mattina dal sindaco Pasquale Cordoma.*LE REAZIONI: «COME SI E' RICOMPATTATA LA MAGGIORANZA?»

Dopo venti giorni di riflessione questa mattina ha detto ufficialmente che continuerà a guidare il suo governo. Prime avvisaglie già ieri sera a seguito di un incontro tra i quattro ribelli del Pdl Adriano Tocco, Stefania Di Nicola, Paolo Cilli e il presidente del consiglio Vittorio Catone con il senatore Fabrizio Di Stefano e Lorenzo Sospiri. Un incontro che avrebbe soddisfatto solo parzialmente le parti che forse speravano in qualche avvicinamento in più.

A fine riunione i quattro sono stati chiari e appaiono ancora oggi intenzionati ad andare avanti per la loro strada. Hanno ammesso di sentirsi «liberi di esprimere il nostro pensiero, sia di approvazione che di dissenso, sempre in base al bene dei cittadini».

Soddisfatto a metà per la trattativa conclusa anche il primo cittadino che però ammette: «probabilmente di più non si poteva fare. La riunione del Pdl non è andata come volevo, non è stato ricucito completamente lo strappo ma forse non era nemmeno possibile farlo. In questi giorni di discussioni si sono alterati dei rapporti umani e ora bisognerà ricucirli. Il mio partito ha fatto tutto quello che si poteva fare».

Alla revoca aveva già pensato da qualche giorno «ma ho preferito aspettare l'ultimo momento utile», ha raccontato stamattina, «non per motivi di scaramanzia ma perchè volevo che si concretizzasse qualche ulteriore passaggio. Devo dire che qualcosa si è mosso. La volontà oggi è quella di andare avanti nella consapevolezza che l'arrivo di un commissario avrebbe fatto male alla città. Questa era l'unica scelta possibile».

E a dare fiducia c'è anche la 'consolazione' che lo strappo con i 4 ribelli non è stato dovuto «a problemi politici ma a questioni di carattere personale. Non volevano fare quello che hanno fatto».

E il passaggio del vicepresidente del consiglio Vittorio Catone dal Pdl a Fli, è un problema? «Fli», commenta il sindaco, «non è certo una forza d'opposizione. E' interna alla maggioranza e si dovrà dialogare».

Così il governo cittadino ora deve ripartire per l'ennesima volta: «la giunta resta quella», ha detto Cordoma, «i miei assessori stanno lavorando bene e devo dire che questa crisi ha rafforzato anche la mia maggioranza. Bisogna lavorare sodo».

Paure di nuove crisi che possono ripresentarsi? «Le crisi sono sempre dietro l'angolo», risponde il primo cittadino. «Sono tranquillo anche perchè ho visto il senso di responsabilità della minoranza che ha percepito che l'arrivo del commissario sarebbe stato un danno».

Ma quanto durerà questo nuovo governo? «Secondo me arriverò fino alla fine naturale del mandato (maggio 2011, ndr)», ammette Cordoma. «Non lo dico perchè sono un inguaribile ottimista ma perchè ci credo realmente».

Sullo sfondo però restano le dichiarazioni dei 4 dissidenti che anche dopo aver rimesso a posto i cocci non risparmiano toni polemici e frecciate. «In questi intensi giorni», raccontano, «non abbiamo chiesto nulla, né assessorati, né poltrone (benché ci fossero state offerte). Abbiamo solo chiesto la ricostituzione della maggioranza votata dai cittadini nelle elezioni del Giugno 2007, ma su questo il sindaco non ha fatto nessun passo indietro. Gli incontri avuti con i senatori Di Stefano e Piccone, coordinatori regionali, ci hanno rassicurato, il PdL ha capito i nostri problemi e le nostre difficoltà all’interno di questa maggioranza che di centrodestra ha ormai ben poco».

La loro sarà quindi «una posizione autonoma nei confronti di questa Amministrazione, dalla quale ci preme evidenziare il nostro distinguo».

LA LETTERA DI CORDOMA

 «Oggi - si legge nel testo inviato al segretario generale e al presidente del Consiglio comunale - il quadro politico si è sedimentato, pur lasciando qualche strascico, ma consegnandomi la comune volontà a portare a termine il mandato della maggioranza e di alcuni che hanno votato contro la delibera sugli equilibri di bilancio».

A far cambiare idea al primo cittadino sarebbero stati «il senso di responsabilità verso i cittadini e verso la città, il desiderio di portare a termine un grande lavoro, la volontà di non lasciare ancora una volta la città al commissariamento, le tante attestazioni di stima e gli inviti ad andare avanti, l'affetto di tanti cittadini, la spinta di una maggioranza mai come ora unita e coesa attorno a me». «Ritengo giusto - va avanti - proseguire un cammino non facile iniziato nel giugno 2007 e che, portato a termine, restituirà ai cittadini una Montesilvano migliore e più vivibile. Il mio è un gesto d'amore verso la città, nella speranza - conclude - che ormai appartenga al passato ciò che ha segnato il consiglio comunale del 28 settembre».

Alessandra Lotti 19/10/10 11.40

I RIBELLI: «CORDOMA STIA ATTENTO»

E dopo il comunicato ufficiale inviato prima delle dimissioni i 'ribelli' tornano nuovamente a parlare. E non per distendere il clima. Il consigliere comunale Stefania Di Nicola (Pdl), intervenendo in merito al ritiro delle dimissioni di Pasquale Cordoma, e facendosi portavoce degli altri che hanno messo la maggioranza ko nel voto sul bilancio ha chiarito che «il sindaco ogni volta dovrà vedere se ci sono i numeri» perché «non è detto che avrà sempre la maggioranza» ed ha aggiunto che il loro appoggio ci sarà soltanto «per quanto riguarda i punti del programma».

«Con lui - ha aggiunto - non si è mai riusciti ad avere una relazione serena, spesso sono state portate avanti azioni che non abbiamo condiviso», ma, al contrario di quanto scritto stamani da Cordoma, ci sarebbero problemi non soltanto umani, quanto piuttosto politici dato che «la maggioranza già vacillava».

«Se non ti siedi ad un tavolo a discutere con la tua maggioranza - incalza Di Nicola - non puoi poi parlare di tradimento o di 'pugnalata alle spalle'. E' indecoroso, inoltre, parlare male sulla stampa e proprio per questo noi, in questi giorni, abbiamo evitato di farlo».

19/10/10 19.44

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LE REAZIONI: «COME SI E' RICOMPATTATA LA MAGGIORANZA?»

Dopo la notizia delle dimissioni ritirate del sindaco arrivano i primi commenti. Vittorio Gervasi ex assessore alla cultura del Comune di Montesilvano si chiede su cosa si sia ricompattata la maggioranza: «forse un nuovo programma di governo? Forse nuovi progetti per il rilancio della città ? Al momento non sembra, allora è lecito domandarsi cosa tenga in piedi ancora questa maggioranza ? Un dato è certo, la cadrega è salva, la città no. I cittadini oggi ne possono prendere atto».

Per Massimiliano Pavone, ex presidente del Consiglio nell'era Cantagallo nessuna sorpresa: «si aggiunge ridicolo al ridicolo», scrive sul suo blog. «Ho sostenuto che sarebbe finita così fin dal primo momento come possono testimoniare numerosi amici. Perchè l'arroganza a destra è proporzionale al numero degli indagati».

Anche per il consigliere provinciale dell'Idv, Attilio Di Mattia «era tutto prevedibile» e il ritorno in sella del sindaco «è per me una scommessa vinta, perché avevo intuito fin dal primo momento questo epilogo della crisi di governo. Invece di lasciare il tavolo, rilancio: scommetto che il Cordoma bis non vedrà il ritorno della primavera. L'amministrazione di Montesilvano è da tempo un malato terminale, ma probabilmente solo a febbraio qualcuno staccherà definitivamente la spina: il motivo è che il centro destra vuole prepararsi alle elezioni controllando il budget dell'amministrazione, e limitare il periodo di gestione ordinaria che porterebbe il ommissariamento». Questi 20 giorni di 'melina' secondo Di Mattia, «sono stati utili a spartirsi la torta pro campagna elettorale. In sintesi, anche con il ritiro delle dimissioni Cordoma sta giocando il bluff: una scelta obbligata per quest'amministrazione che non ha mai tra le mani carte vincenti».

«La notizia del ritiro delle dimissioni di Cordoma non ci coglie di sorpresa in quanto chiara era parsa, nei giorni scorsi, l'intenzione di dar vita all'ennesima puntata di quel vero e proprio "teatrino" che è diventata la politica montesilvanese», commenta Luigi Beccia, segretario del Pd di Montesilvano. 

«L'azione del sindaco, pur legittima dal punto di vista formale, nega l'esistenza di una crisi ben più profonda del voto negativo all'equilibrio di bilancio e implica l'accettazione di uno status di "sindaco dimezzato", sotto scacco di coloro che la stampa ha definito "ribelli" e di chiunque altro decida di alzare le richieste in virtù del proprio voto decisivo per la sopravvivenza dell'amministrazione». Il Partito Democratico si dice convinto che «a causa di spaccature profonde e di una generalizzata inefficienza e scarsità di risultati, presto si ripresenterà un'altra crisi. Resta solo da capire quando questo accadrà. Nel frattempo rimaniamo impegnati nella costruzione di una nuova e vincente coalizione e restiamo vigili per capire  se e quali accordi di basso livello ci siano sotto il tappeto di questa nuova pace nel centrodestra». 

«Lillo Cordoma a seguito del ritiro delle dimissioni oggi entra di diritto nella cinquina dei candidati all'oscar come attore non protagonista», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Cristian Odoardi. «Magari nel futuro riuscirà ad essere anche protagonista, al momento si odono solo sospiri.....»

19/10/10 15.30