Evasione Tarsu e Ici, spediti i primi 5 mila questionari

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono già partiti i primi 5mila questionari rivolti ai contribuenti di Pescara per i quali l’Ufficio tributi del Comune ha riscontrato anomalie nei pagamenti Ici e Tarsu.

 

Nei documenti si chiede agli utenti di dare riscontro circa la titolarità delle bollette e gli avvenuti regolari pagamenti, questionari che dovranno essere rispediti al Comune entro 30 giorni per non incorrere nella sanzione di 258 euro. Complessivamente sono 18mila i questionari che partiranno dal Comune. Intanto ieri mattina sono invece state stampate le 8mila cartelle, di cui 2mila inerenti la Tarsu e 6mila l’Ici, che entro pochi giorni verranno inviate ad altrettanti evasori totali già accertati, ossia utenti domestici o commerciali che non hanno mai pagato la tassa sui rifiuti o l’imposta sugli immobili. «Complessivamente», ha spiegato l'assessore ai Tributi Massimo Filippello, «dalle 8mila cartelle abbiamo previsto un introito pari a 1milione 100mila euro; altri 3milioni 300 mila euro potrebbero giungere dall’esito dei questionari».

Il Comune un anno fa ha riscontrato nel settore tributi ben 48mila anomalie sulla Banca dati dell’Ici e 25mila sulla Tarsu.

Il questionario dovrà essere riconsegnato al Comune entro 30 giorni via fax, per posta ordinaria, posta elettronica certificata o al Protocollo comunale; se il contribuente non dovesse rispondere scatterà la sanzione pecuniaria pari a 258 euro e il Comune si riserverà anche la possibilità di incaricare i propri accertatori di effettuare i controlli.

Stanno già arrivando le prime risposte: la maggior parte degli utenti, per evitare le file agli sportelli dell’ufficio Tributi stanno inviando la pratica via mail, utilizzando la posta elettronica certificata o via fax, posta ordinaria con raccomandata ricevuta di ritorno.

19/10/2010 10.13