Filovia, il giorno dopo lo sgombero: «clamorosa sconfitta per la politica»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Una clamorosa sconfitta della politica»: così i cittadini contrari alla Filovia definiscono l'arrivo delle forze dell'ordine e la smobilitazione del presidio che bloccava il cantiere.

 

«Per la prima volta nella storia della città di Pescara per poter procedere nella realizzazione di un'opera pubblica è stato necessario impiegare le forze di polizia», commentano dal coordinamento No Filovia dopo essere stati costretti a spostare la loro protesta (e il gazebo) di qualche centinaio di metri)

«Per la prima volta una manifestazione spontanea, non organizzata da partiti, sindacati o associazioni nazionali aveva portato, in quest'ottobre di lotta e di orgoglio civico, migliaia di cittadini in strada a difendere il loro diritto alla partecipazione».

Così ieri è arrivato lo sgombero del presidio che da tre settimane era stato portato avanti dai manifestanti: «quel presidio rappresentava», raccontano, «la civile e democratica protesta dei cittadini di Pescara  nei confronti di un cantiere simbolo di una logica imprenditoriale sbagliata e di una volontà politica prevaricatrice, rappresenta una clamorosa sconfitta di una politica  incapace di accogliere le istanze dei cittadini che pretende di rappresentare».

I manifestanti avevano chiesto una sospensione temporanea dei lavori per permettere «un reale confronto atto a chiarire le molteplici e pericolose zone d'ombra che gravano su un progetto mai portato al vaglio del Consiglio Comunale di Pescara».

Il consigliere comunale Gianluca Fusilli (Pd) chiede invece di sapere se la filovia è in grado di assorbire, così come è stata pensata, «un numero di passeggeri sufficienti a coprire il flusso in entrata, soprattutto da Pescara nord?», «quanto costa e soprattutto chi pagherà i costi di manutenzione dell’opera e l’eventuale deficit di gestione?» e se è ipotizzabile «l’individuazione di un percorso alternativo che preservi la strada parco e nello stesso tempo l’operatività del mezzo di trasporto?»

 «Che fine faranno», chiede infine Fusilli, «i servizi pubblici di trasporto che attualmente insistono nelle zone limitrofe alla realizzanda filovia?»

Se ieri il senatore Pastore ha spiegato che la V.I.A. si farà se verrà richiesta dalle autorità di controllo Mario Sorgentone sbotta: «questa frase dimostra la scarsa competenza che egli ha in materia ambientale».
«Infatti la V.I.A». continua il rappresentante del comitato 'Strada Parco', « non è un documento a posteriori, ma deve essere fatta nella fase di progettazione preliminare, per consentire la partecipazione dei cittadini, che attraverso le consultazioni e le osservazioni ( sanciti dalla L. 152/06), possono concorrere a migliorare o a modificare le scelte progettuali». 
Fare la V.I.A. a lavori iniziati e quindi non modificabili, «significa privare la progettazione dell'apporto prezioso di chi vive sul territorio e più di altri è in grado di conoscere gli effetti che l'opera ha sul binomio uomo-ambiente», continua Sorgentone.

E anche il consigliere di Rifondazione Comunista se la prende con il senatore del Pdl: «Pastore e il suo partito hanno una strada idea di legalità. Le forze dell’ordine gli piacciono solo quando vengono mandate contro i cittadini che protestano. Solo il senso di responsabilità dei cittadini ha evitato nel corso dello sgombero che fioccassero denunce. L’istruttoria aperta dall’Autorità di Vigilanza rendeva e rende ancora più opportuna la sospensione dei lavori», continua Acerbo.

Per il consigliere di Rifondazione, inoltre, è «francamente sconcertante» che il Pdl «continui con lo scaricabarile col Pd: sono i cittadini che protestano e con loro bisogna confrontarsi. La campagna elettorale è finita.

In nessuna città italiana si è approvato e realizzato un progetto del genere senza un pronunciamento del Consiglio comunale e, in molti casi, proprio raccogliendo le indicazioni della cittadinanza il progetto è stato modificato».

19/10/2010 9.45