Il Pd grida allo scandalo per l’incompatibilità di Taraborrelli. Mascia tace

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Spunta una determina dirigenziale dell’area tecnica del Comune, guidata da Bellafronte Taraborrelli, che liquida una parcella di 71.434,50 euro all’ingegnere… Taraborrelli per il progetto del collettore rivierasco.

La determina ha fatto saltare sulla sedia gli esponenti cittadini del Pd che si erano già occupati della vicenda, con un’interrogazione,  denunciando una situazione di «incompatibilità» del dirigente dell’area tecnica Taraborrelli. Un dirigente, voluto fortemente dalla maggioranza di centrodestra come consulente esterno, che, nonostante l’incarico, svolge la libera professione di ingegnere. Un superdirigente super impegnato negli anni poiché moltissime amministrazioni (di diversi colori) lo hanno chiamato per consulenze e prestazioni professionali.

Taraborrelli è da sempre il  direttore dei lavori della filovia per conto della società regionale Sir.  Nei mesi scorsi, le Fiamme Gialle, nell’ambito di una operazione nazionale, hanno chiesto tutta al Comune la documentazione (in particolare autorizzazioni) sui dirigenti comunali che svolgono un doppio lavoro.

Il Partito Democratico ha presentato più di una interrogazione sulle incompatibilità che si sarebbero evidenziate in capo a liberi professionisti chiamati a svolgere funzioni dirigenziali all’interno della struttura comunale. «Quest’ultima determina, in cui il dirigente paga sé stesso», si legge nel comunicato del Pd, «non fa altro che confermare come nel Comune di Pescara abbondino le incompatibilità e che queste sembrano non turbare minimamente il Sindaco Mascia».

«Le interrogazioni riguardanti l’ex dirigente comunale Marco Pasqualini e l’attuale dirigente Taraborrelli», ha continuato il Pd, «sono state derubricate dal sindaco Mascia come capziose e sterili e per nulla confliggenti con le attività dei predetti liberi professionisti chiamati a dirigere importanti settori di questo Comune».

Ma qualcuno della maggioranza si sarebbe espresso in maniera diversa. «L’assessore al personale, Marcello Antonelli», ha ricordato il Pd, «in occasione del saluto all’ingegner Pasqualini che lasciava il posto di dirigente comunale per tornare a svolgere la libera professione esordiva con queste parole: “ovviamente la libera professione e’ incompatibile con il ruolo di dirigente al Comune di Pescara”». Un’affermazione che torna d’attualità quando, come in questo caso, ci si trova di fronte ad una determina del dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune che predispone un atto di liquidazione di una sua fattura emessa da egli stesso come libero professionista.

Non è chiaro perché l’atto, nonostante abbia l’intestazione di quel settore, guidato da quel dirigente, venga poi sottoposto alla firma di altro dirigente, quello del settore della Mobilità, Fabrizio Trisi.

Ma c’è di più.

Il Taraborrelli dirigente scrive nella determina che è meglio che il Comune paghi la parcella per «evitare un contenzioso» con il Taraborrelli libero professionista così da limitare le «spese a carico del bilancio dell’ente».

«Non sappiamo sulla base di quali valutazioni», incalza l’opposizione cittadina, «Trisi fondi il suo convincimento sulla legittimità delle spettanze avanzate dal professionista/dirigente Taraborelli e quindi sulla necessità di evitare un eventuale contenzioso ma, allo stato l’unica certezza insita nell’atto è che molto probabilmente l’unica cosa che si vuole scansare è una ulteriore incompatibilità che potrebbe insorgere qual’ora quel professionista/dirigente instaurasse un contenzioso con il Comune».

Il Pd si chiede perché il professionista Taraborrelli non abbia sollevato prima le eventuali giuste rivendicazioni di cui oggi chiede conto.

 «LE ALTRE INCOMPATIBILITA’»

Quello di Taraborrelli è solo uno dei casi sollevati dal Pd sull’incompatibilità tra incarico pubblico e libera professione. «Solo a titolo di esempio», scrivono, «vogliamo ricordare le incompatibilità di Pasqualini, rimossa per sua tardiva ma sempre apprezzabile scelta e quella del neo dirigente ing. D’Aurelio. Per non parlare poi di quel macigno di incompatibilità in capo all’avvocato Grossi chiamato a L’Aquila a svolgere le funzioni di Difensore civico regionale ed a Pescara incaricato dal sindaco Mascia di un incarico dirigenziale, senza retribuzione, con competenze di coordinamento politico della sua segreteria. Quel Difensore civico regionale/dirigente che nei giorni scorsi ha convocato e presieduto la Commissione dei Saggi per il conferimento delle benemerenze della Città di Pescara che tanto hanno fatto parlare».

Il sindaco Mascia tace.

 m.r.  14/10/2010 11.55