Filovia, nulla di fatto al Tavolo tecnico. Le due fazioni ancora distanti

Alessandro Biancardi

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MICHELE RUSSO

MICHELE RUSSO

PESCARA. Forse bastano solo due parole per descrivere bene gli ultimi sviluppi sul caso filovia: ostinazione e ipocrisia.

 

Ostinazione perché non c’è nulla che possa smuovere il centrodestra, Gtm, Comune, Regione dall’andare avanti in questo progetto nonostante il Comitato del no denunci da mesi le mille incognite e sventoli di continuo domande alle quali nessuno ha ancora risposto. Nemmeno l’apertura di una indagine dell’Autority per gli appalti pubblici, nemmeno atti vandalici, nemmeno la possibilità di poter offrire tutte le carte e cancellare ogni dubbio di irregolarità nella procedura con alcuni interessi privati.

Ipocrisia perché si organizza un tavolo (quello di ieri) ma lo si rende inefficace ed inutile, si dà disponibilità e poi si passa alle denunce, la Gtm a parole si dice aperta ma poi non dice nulla alla ditta che denuncia gli oppositori. Inutile dire che la poca chiarezza domina. Ieri il secondo incontro del tavolo tecnico messo su in tutta fretta a lavori iniziati per far luce e spiegare.

Come tutte le faccende pescaresi anche questa si sta avvitando su se stessa e genera fanatici dall’una e dall’altra parte facendo perdere di vista però i punti fondamentali.

Le controversie e le opposizioni non sono generate da chi “vuole la filovia” e chi “non la vuole” ma tra chi vuole andare a tutti i costi avanti e chi chiede ancora spiegazioni su dubbi che ancora esistono. Ci sono dubbi nel merito del progetto (pare vecchio), sulle modalità (palificazione invasiva, senza valutazione di impatto ambientale), sulle spese (il 60% delle spese è per i pali elettrici che coprono però una piccolissima parte del percorso), sulla effettiva utilità (una filovia di 7 chilometri snellisce il traffico? Un solo lotto finanziato è sufficiente o si rischia di creare una incompiuta per l’ostinazione di qualcuno?).

Non c’è certezza che tutti e cinque i lotti vengano finanziati che prevedono una filovia da Silvi a Francavilla, quella sì sarebbe un’opera utile. Ci sono poi i misteri e le note dolenti che non rasserenano il clima ed incutono timori e dubbi nelle persone: il caso incredibile del conflitto di interessi del superdirigente Bellefronte Taraborrelli sul quale il sindaco di Pescara ha fatto calare il silenzio, o quello della persona che vedrebbe forse sfumare gli investimenti sulla pubblicità se l’opera non dovesse farsi: Michele Russo, presidente della Gtm, curatore delle campagne elettorali di molti politici tra cui anche Chiodi che lo ha nominato nella poltrona più alta dell’azienda pubblica (anche se Russo pensa che sia una azienda privata). Russo con la sua ditta si è aggiudicato l’appalto per pubblicizzare il Filò, pubblicità che in parte è già partita (per esempio esiste un sito internet) con scarsissimi effetti.

«Il tavolo tecnico si è rivelato per quello che voleva essere: un alibi, per poter sostenere che si è cercato il confronto e la partecipazione dei cittadini», ha spiegato Mario Sorgentone il principale oppositore all’opera, «ma che senso ha ricercare il confronto se si premette da parte della GTM e dell'assessore Fiorilli che "però tutto è già deciso e non si può modificare niente"? Una presa in giro, e non altro».

Ed infatti l’assessore Fiorilli: «l’amministrazione comunale di Pescara ribadisce la propria apertura nei confronti dei cittadini che chiedono di poter approfondire il progetto della futura filovia, fermo restando però che al momento, come ha ribadito il Presidente della Gtm Michele Russo, non esistono atti concreti che possano giustificare il blocco dei lavori sull’ex tracciato ferroviario. Anche la nota indirizzata dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici, che di fatto ha comunicato alla Gtm di aver aperto un’istruttoria in seguito all’esposto di un residente, non è un atto amministrativo o giudiziario di blocco del cantiere».

Erano presenti i capigruppo di maggioranza e minoranza, il presidente della Commissione Lavori pubblici Armando Foschi, il presidente della Gtm Michele Russo accompagnato dal vicepresidente Giacomo Marinucci e dall’ingegner Fabiani, i rappresentanti della Balfour Beatty, l’impresa responsabile del cantiere, e i rappresentanti del Comitato anti-filovia guidati da Mario Sorgentone. In apertura del Tavolo i Comitati e il Pd hanno presentato due distinte richieste di sospensione dei lavori sulla base della nota con la quale l’Autorità di Vigilanza ha comunicato l’avvio di un’istruttoria sul contratto della filovia.

«Il fatto che il ministro Matteoli abbia promesso finanziamenti per la prosecuzione della filovia, rende ancora più importante ed urgente la certezza che non vi siano illegittimità nell'appalto in corso», ha spiegato ancora Sorgentone dell’associazione strada parco, «la sospensione immediata dei lavori è quindi la soluzione più trasparente ma anche la più opportuna per evitare ulteriori responsabilità alla stazione appaltante».

«Ieri pomeriggio abbiamo avuto la conferma che il “tavolo tecnico”, istituito  tardivamente e solo su pressione dei cittadini in presidio permanente, è una farsa», è i lparere di Loredana Di Paola del coordinamento No Filovia,«dopo l'apertura dell'istruttoria dell'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ci saremmo aspettati che il presidente Russo arrivasse al tavolo con un parere legale  che tenesse in debito conto la valenza del procedimento avviato. Non lo ha fatto,   mostrando  superficialità e mancanza di rispetto nei nostri confronti. A questo punto prendiamo atto che non c'è nessuna volontà politica di dialogare né di chiarire alla cittadinanza i tanti punti oscuri di questo appalto.   Continueremo a difendere l'interesse comune nelle forme che riterremo più opportune».

IL PROFILO TECNICO: LA GUIDA LIBERA

Oltre le chiacchiere del tavolo ieri si è tenuto un’audizione del professor Giovanni Damiani (Arta) in commissione consiliare “grandi infrastrutture”, presieduta da Adele Caroli.

Si è fatta chiarezza su alcuni punti tecnici come il problema della valutazione dell’impatto ambientale. Sotto il profilo puramente e squisitamente tecnico, nel momento in cui si dichiara che la filovia non è un mezzo a guida vincolata, non è necessaria la Via (Valutazione di impatto ambientale), è stato detto. Tuttavia a stabilire la guida vincolata del mezzo non è stata una relazione tecnica o uno studio, bensì una ‘dichiarazione’ della ditta proponente. La valutazione della Commissione regionale competente ha infatti escluso, così come Gtm e Balfour Betty, la guida vincolata della filovia (i binari) che di vincolato ha esclusivamente l’alimentazione.

«La guida libera purtroppo, come sappiamo», ha detto Caroli, «rischia di aprire un ulteriore contenzioso, relativo al finanziamento: il progetto è infatti stato finanziato con fondi relativi a mezzi pubblici con guida vincolata. Il contrario dunque di ciò che la Regione e la stazione appaltante dichiarano». Giovanni Damiani ha inoltre chiarito che, in quanto mezzo a guida libera, non è necessaria la Via ma, come prevede lo statuto ambientale unico, nei casi dubbi è necessaria la Sia, e cioè uno studio di impatto ambientale. In questo caso la ditta proponente, prima di procedere alla gara, avrebbe dovuto trasmettere il progetto e la Sia alla Regione.

La Commissione Via, ricevuta ed esaminata la documentazione pervenuta, avrebbe dovuto decidere se approvare o meno il progetto preliminare.

Il comitato NO Filovia ha invece prodotto un parere legale per chiedere e sostenere la sospensione dei lavori. Al tavolo erano presenti anche Camillo D’Angelo, ex vicesindaco della giunta D’Alfonso e l’assessore regionale Carlo Masci. Non sono mancati i momenti di tensione. Allo stato dei fatti dal punto di vista della chiarezza, della trasparenza e delle risposte ai cittadini non è stato fatto un solo passo avanti.

14/10/2010 9.00 (Foto e video: Michele Raho)