Interporto di Manoppello, la "filosofia" è: avanti tutta tra denunce, conflitti d’interesse e misteri

Alessandro Biancardi

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DI VINCENZO, TESTA, RENZI

DI VINCENZO, TESTA, RENZI

MANOPPELLO. Si alzano decisamente i toni intorno al costruendo (ormai da vent’anni) Interporto Val Pescara di Manoppello Scalo.

 

I proclami tranquillizzanti dei politici spesso coprono il sottobosco di conflitti d’interessi, incarichi e denunce che ruotano intorno all’opera da sempre al centro di attenzioni da parte anche delle procure . Seppur a rilento, continuano i lavori nel mega cantiere dell’interporto. La promessa dell’assessore regionale, Giandonato Morra è: «consegna prevista per luglio 2011». Ma secondo il nuovo crono programma la struttura verrà terminata a fine 2010.

Il progetto servirà a gestire l’interscambio di merci trasportate su tir e treni nell’area metropolitana Chieti-Pescara.

Si tratta di un’area di 110 ettari che, a regime, avrà una dotazione di quasi 86 mila mq tra uffici (5 mila mq) e magazzini, oltre ai servizi per le persone, per i mezzi, per la viabilità, per i parcheggi e per le aree verdi, e dovrebbe dare occupazione a 370 persone nella fase realizzativa e oltre 450 nella fase operativa, tra diretti e indotto.

Per ora, il tutto è ancora solo sulla carta.

E’ stata realizzata solo una prima parte che comprende la palazzina sede della società Interporto Val Pescara, alcune strade per muoversi all’interno della struttura, i binari per i treni ed alcuni capannoni (già attivi ed in uso a Fas Trasporti). Mentre il secondo lotto (85mln di euro) è in costruzione.

Per la progettazione e l'esecuzione dei lavori dell'interporto della Val Pescara era stata aperta una gara pubblica ma non arrivò alcuna offerta. 
Così i lavori sono stati affidati alle ditte promotrici, ovvero Dino Di Vincenzo Spa e la Toto Spa. L’imprenditore Dino Di Vincenzo in questa storia, oltre al ruolo di costruttore, gioca quello di presidente della società Interporto Val Pescara che bandisce le gare d’appalto per l’interporto.

Nessuno ha battuto ciglio. Avanti tutta.

 QUEL “TECNICO” LAUREATO IN FILOSOFIA

Ma c’è un fatto che potrebbe rappresentare una battuta d’arresto casomai uno dei tanti “controllori” dovesse porsi qualche domanda.

Sulla stretta relazione tra filosofia e interporto non è mai trapelato nulla di ufficiale, ma esiste un’accesa corrispondenza interna agli uffici regionali conclusasi con un silenzio da parte dei dirigenti. Qualcuno potrebbe dire: “e che c’azzecca” la filosofia con il cantiere?

Eppure qualcosa c’entra. Infatti solo oggi si viene a scoprire che l’ex Responsabile unico del procedimento (incaricato dal 2007 al 2010), ovvero il dirigente regionale Franco Costantini è laureato in filosofia.

Il Rup (responsabile unico del procedimento) secondo le norme in vigore dovrebbe essere «un tecnico in possesso di titolo di studio adeguato alla natura dell’intervento da realizzare, abilitato all'esercizio della professione» (art.7, comma 4 del D.P.R. 554/1999). Esistono delle deroghe? Certo.

«Qualora il responsabile del servizio- si legge nella determinazione n.10 del 2001 dell’Authority- cui attiene il lavoro da realizzare sia un soggetto che non abbia i requisiti previsti dall’art. 7, comma 4, del regolamento, vale a dire non sia un tecnico, ma ad esempio un amministrativo, sarà possibile comunque che quest’ultimo ricopra l’incarico proprio in virtù di un’eccezione alla regola prevista dal legislatore per consentire di dare comunque luogo a procedure di affidamento di lavori pubblici».

E forte di questa notazione, la Giunta regionale nel 2007 (quel giorno presieduta da Enrico Paolini) aveva deciso di nominare come Rup un laureato in filosofia che da un giorno all’altro si è ritrovato immerso in “verifiche di fattibilità tecnica ed economica dell’opera” e in “sicurezza sul cantiere”. Tanto per dirne alcune.

Costantini, dipendente regionale con diversi incarichi dirigenziali all’attivo (ufficio stampa, bura, agricoltura turismo), era stato incaricato nel giugno 2007 con una delibera di Giunta (la n° 590 del 20 giugno 2007). Documento di nomina che non risulta negli archivi del Bura on line (con una ricerca per numero e per parole chiave).

Nella delibera, la Giunta nominava Franco Costantini come «dirigente pro-tempore del Servizio “Infrastrutture di Trasporto Nodali ed Intermodali” e responsabile unico del procedimento concernente il progetto di finanza relativo al completamento dell’interporto Val Pescara». Che la Giunta conoscesse bene il curriculum del dirigente lo si evince da una precisazione scritta sul documento: «quantunque il dirigente non sia un tecnico, potrà avvalersi dell’assistenza e del supporto tecnico amministrativo della Ryna Industry spa e Europrogetti&Finanza spa».

Tra le motivazioni addotte alla nomina, la giunta ha richiamato una determinazione dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici.

«Il ruolo del responsabile del procedimento», si legge nella determinazione n.10 del 23 febbraio 2001, «all’interno dell’iter realizzativo dell’opera pubblica è piuttosto quello del project manager e, quindi quello di fornire impulso al processo anche avvalendosi di uno staff di supporto. La capacità che si richiede al soggetto è organizzativa e propositiva in misura molto maggiore di quanto non sia la capacità meramente tecnica».

Ma precisa:«tuttavia la logica conduce a ritenere che a fronte della realizzazione di opere particolarmente complesse, sarà opportuno che l’incarico di responsabile del procedimento venga affidato a soggetti in possesso di titolo di studio (…) commisurato alla tipologia degli interventi da effettuare».

E qui si parla del secondo lotto dell’interporto. Tradotto: 85 milioni di euro che fanno diventare quello del Rup- cui spetta una percentuale sulla cifra totale dei lavori- un ruolo ambitissimo seppur gravato di molte responsabilità. Costantini, arrivato a quell’incarico dopo l’ingegnere Edoardo Bagagli, è stato Rup fino a pochi mesi fa quando è stato trasferito in altro settore e quindi sostituito dall’ingegnere Vincenzo Battaglia, finora figura di supporto al Rup. Anche su questo caso nessuno (o quasi) ha presentato obiezioni. Nessuno ha dubbi o solleva questioni sulla validità degli atti e delle determine fin qui sottoscritte da Costantini.

 Intanto, Luciano di Biase, ex capo dell'area tecnica del Comune di Pescara, è il nuovo dirigente ad interim della direzione Trasporti, infrastrutture e mobilità.

Anche qui, avanti tutta.

INTERPORTO DI MANOPPELLO

 INTERSCAMBIO DI DENUNCE

Ancora troppo presto per l’interscambio di merci, ma non per quello delle denunce che fioccano come neve d’inverno. Il cittadino, Daniel Iezzi, proprietario di alcuni terreni da espropriare per realizzare l’opera ha denunciato la Regione per omissione d’atti d’ufficio. Per tutta risposta la Regione, tramite la propria Avvocatura, ha denunciato Iezzi per oltraggio. Allegata alla denuncia c’è un estratto della fitta corrispondenza tra Iezzi e la Regione nella quale il cittadino avrebbe bollato come «subdolo» il comportamento dei dirigenti. Due questioni aperte che la Procura dovrà chiarire sentendo i diretti interessati.

 E AVANTI TUTTA ANCHE CON LE PROMESSE…

A fronte dei ritardi, dell’incuria e dei misteri, che avevamo raccontato esattamente un anno fa, ci sono i proclami sulla cospicua offerta di posti di lavoro che questa «opera strategica» comporterà.

Ben 500, è stato annunciato a maggio scorso nell’ultimo (per adesso anche l’unico) convegno con la cittadinanza dal direttore dell’interporto, Mosè Renzi.

«Renzi», ha ricordato il consigliere d’opposizione di Manoppello, Roberto Di Renzo, «disse che a settembre  iniziava un primo modulo con 100 addetti a gennaio un secondo modulo con 300 addetti e in primavera a pieno regime con un totale di 500 addetti questo lo ribadì anche giorni seguenti l'amministrazione Comunale con un comunicato stampa. Ad oggi vogliamo sapere se effettivamente i 100 addetti sono in servizio presso l'interporto e quanti di Manoppello?».

Intanto il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa (Pdl), in visita all’interporto con i consiglieri di maggioranza ed opposizione, ha promesso che per «l’importanza strategica dell’opera» farà da tramite con la Provincia di Chieti e la Regione «affinché nei prossimi giorni ci sia un incontro con Di Vincenzo e Renzi per delineare insieme un piano d’azione per il decollo dell’infrastruttura».

Insomma, avanti tutta.

 Manuela Rosa  12/10/2010 9.07