Antonio De Vico alla segreteria Udc? I dubbi di Scarfagna e la questione "morale"

Alessandro Biancardi

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FARINDOLA. «Come fa l’Udc a permettere la candidatura a segretario provinciale di uno che ha un tale curriculum politico Giudiziario?»


Chi scrive è Romano Scarfagna. Il candidato in questione è il sindaco di Farindola, Antonio De Vico. In una lettera diretta al segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, a Pierferdinando Casini, al presidente della provincia Di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, l’onorevole esprime perplessità. Scarfagna ne fa una questione morale: alla luce di alcuni episodi De Vico non sarebbe, per lui, la persona indicata a ricoprire il ruolo. Tra Scarfagna e De Vico non corre buon sangue da tempo immemore e forse risale agli inizi degli anni 90 quando a parti inverse fu De Vico ad impedire la candidatura a sottosegretario di Scarfagna. Ed ora proprio lui “rinfresca” la memoria ai vertici dell’Udc sui trascorsi politico giudiziari di De Vico. «Un professionista della politica», lo definisce,«sindaco di Farindola mai eletto consigliere provinciale, incarico di assessore per volontà del presidente della Provincia di Pescara Luciano D’Alfonso, presidente della Comunità Montana Vestina e sotto accusa per alcuni reati».
I reati a cui l’onorevole fa riferimento risalgono al 2008 e riguardano la richiesta di rinvio a giudizio disposto dal Pubblico Ministero Gennaro Varone nei confronti di Antonio De Vico, imputato insieme a Giancaterino Massimiliano , Ezio Marzola, Walter Colangeli, Andrea Fusaro, «perché», si legge nell’atto ufficiale, «in unione e concorso tra loro (…) ognuno con la consapevolezza del vantaggio promesso agli altri e dello scambio corruttivo in essere». Il documento del Pubblico Ministero parla di uno scambio di favori tra De Vico e gli altri imputati e la ditta Del Rosso srl. «In corrispettivo del voto favorevole del 30 settembre 2008 del Consiglio comunale di Farindola», si legge, «che sanava l’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte della società Del Rosso srl…Si facevano promettere(gli imputati ndr) e dare utilità economiche».
La pietra dello scandalo, secondo Scarfagna, sarebbe questa, insieme ad altre. «Il 26 gennaio 2012», ricorda, «si terrà il processo definito “Rifiutopoli”, Comune di Montesilvano, Comunità montana Vestina e soggetti privati (Antonio De Vico indagato)».
La sua, precisa l’onorevole, «è una battaglia coraggiosa e civile». Non si tratta di beghe locali e si rimette fiducioso alle valutazioni dei dirigenti del partito. «De Vico»,aggiunge, «usa sollecitare la collettività e la classe politica ad avere verso di lui comprensione e solidarietà. La legalità la morale e la trasparenza sono stati temi a lui tanto cari e da personaggi quali D’Alfonso, Di Matteo e Cantagallo ha preteso con autorevolezza un passo indietro; quindi in questo caso la sua autorevolezza sarà quella di dimostrare la sua innocenza davanti alla magistratura».
E l’ultima domanda è rivolta all’Udc: «come può un partito di gloriose tradizioni democratiche quale è il partito dell’Udc fare della questione morale il punto centrale del proprio impegno civile e politico e poi permettere la candidatura a segretario provinciale Udc Antonio De Vico?».
14/01/2012 11:25