Ciattè d'Oro, dopo le polemiche la minoranza diserta la cerimonia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Assente per motivi lavorativi il dirigente della Mobile Nicola Zupo bersaglio di polemiche targate Pd.

Sono stati consegnati ieri mattina i tre Ciatté d’Oro e i tre Delfini d’Oro, dal sindaco Albore Mascia.

Il primo è stato assegnato all’artista Carmela Remigio, già vincitrice del concorso ‘Luciano Pavarotti International Voice Competition’ di Philadelphia. Soprano lirico di grandi capacità interpretative e tecniche, è divenuta una delle maggiori cantanti del repertorio mozartiano. Ciatté d’Oro all’ingegner Carlo Pace, sindaco di Pescara per nove anni, per aver «affrontato con determinazione, ragionevolezza ed intelligente preveggenza i problemi che si ponevano all’attenzione del suo Ufficio, nella visione esclusiva del bene della città e di ogni singolo suo cittadino».

L’ex sindaco Pace ha voluto ricordare alcuni dei suoi collaboratori oggi scomparsi «come il Capo di Gabinetto Achille D’Alessandri e l’architetto Sabatino Di Giovanni, con i quali abbiamo portato avanti un governo etico in cui l’interesse pubblico non era frutto della somma degli interessi privati, ma rappresentavano esclusivamente l’interesse dei cittadini».

Terzo Ciatté d’Oro all’artista Giò di Tonno per «la straordinaria capacità interpretativa che infonde in una splendida voce, fanno vivere di magnifica passione i personaggi che, attraverso la sua arte, regalano emozioni indimenticabili a tutti coloro i quali, in Italia e in Europa, ascoltano le sue esecuzioni».

Delfino d’Oro all’ex prefetto Paolo Orrei per «la stima e la riconoscenza della città di Pescara per i numerosi interventi risolutori attuati, ma anche la simpatia per la generosa disponibilità sempre dimostrata». Secondo Delfino d’Oro a Nicola Zupo, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Pescara. Alla vigilia della premiazione non sono mancate polemiche e attestati di stima e solidarietà.

Il premio è arrivato per aver «saputo legare indissolubilmente la sua presenza in terra d’Abruzzo alle indagini più importanti e significative. In virtù di tali doti e di grandi capacità relazionali e di comunicazione, è assurto ai ruoli più impegnativi, divenendo un preziosissimo elemento, irrinunciabile, per la Magistratura pescarese e abruzzese». Zupo, non potendo essere presente al ritiro della benemerenza, ha inviato un proprio messaggio di ringraziamento.

Infine, ultimo Delfino d’Oro a Filippo Antonio De Cecco «erede di una secolare capacità industriale, nel rigoroso rispetto delle regole della tradizione familiare e di una oculata responsabilità imprenditoriale, ha saputo guidare e accompagnare la crescita e la evoluzione di un’azienda leader, che ha avuto, per lunghi anni, il suo punto di riferimento industriale e umano nella città di Pescara».

«Ringrazio tutti i presenti – ha concluso il sindaco Albore Mascia -, non dimenticherò mai gli occhi lucidi di coloro che oggi hanno ritirato la benemerenza, pescaresi e non, che hanno dimostrato la propria appartenenza e il legame forte, indissolubile, con il nostro territorio».

Mascia ha contestato le assenze dai banchi della minoranza, «un’assenza grave perché quella parte politica comunque rappresenta una parte della città»

Il sindaco ha criticato anche «le polemiche strumentali di una parte della stampa, non tutta, ma solo una parte, che ha forse tentato di offuscare una grande giornata di festa, senza però riuscirci». 11/10/10 11.20