Goio, il commissario è un fantasma ma spaventa di più la mega discarica di Bussi

Alessandro Biancardi

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DISCARICA DI BUSSI

DISCARICA DI BUSSI

BUSSI. La politica in Abruzzo: avvelenata, anestetizzata e inerte anche di fronte agli scandali più gravi.

Il caso di Bussi è emblematico: si scopre che per un secolo le industrie chimiche della zona hanno seppellito nel terreno veleni sotto gli occhi di tutti, parte un processo lentamente con accuse gravissime tra l’altro di aver fatto bere acqua inquinata per anni ed aver taciuto.

Si direbbe: acqua passata alludendo a quella del fiume che trasporta anche i veleni…

La discarica infatti è ancora lì che avvelena acqua e fiume e nulla succede. Dopo lo scandalo ed i giorni caldi e scioccanti tutto è andato nel dimenticatoio. I veleni continuano ad avvelenare. La politica? Nulla di nulla. Interrogazioni andate a vuoto, sollecitazioni rimbalzate contro un muro di gomma ed una sola risposta: non ci sono soldi. Non solo per bonificare ma nemmeno per altre soluzioni.

Ma si è capito che la salute pubblica non è una priorità delle amministrazioni di tutti i colori se dilapidano patrimoni per poi correre ai ripari chiudendo gli ospedali. Figurarsi se si possono trovare milioni per bonificare una mega discarica (tra l’altro dovendo solo anticipare i soldi da addebitare ai responsabili).

Così dopo tre anni a Bussi è tutto come sempre. La cosa più grave tuttavia è che per questo ed altri problemi poco dopo il 2006 era stato nominato un commissario straordinario come poi se ne sono visti tanti (per il terremoto e la sanità) una figura con i soliti poteri speciali che grazie all’emergenza (allora dichiarata senza poter citare le mega discariche dei veleni) avrebbe potuto risolvere il problema dell’inquinamento dei fiumi Aterno e Pescara.

Una emergenza passata che attraverso la Protezione civile. Fu nominato tra le contestazioni un uomo venuto dal nord, Adriano Goio, ex sindaco con amicizie influenti. Ci si aspettava magari non tanto, almeno qualcosa. Pare che nemmeno quello ci sia stato. Insomma a cosa sia servito un super commissario oltre che affidare qualche progettazione, pagare laute parcelle, alcuni stipendi ecc… non si sa.

Chi controlla il commissario? Pare il governo che però è distratto. E basta vedere l’ennesimo sito internet tra i duecento disponibili sul dominio della Regione Abruzzo per capire quanta verve e dinamicità il commissario Goio ha messo nel suo incarico che segue spesso a distanza. Pare tutto fermo al 2007. L’ultima notizia risale al 2007.

L’ultimo decreto: gennaio 2009. E pensare che tutto questo era dettato dalla emergenza; emergenza stabilita per decreto prima ancora delle verità di Bussi.

 Quella del commissario per il disinquinamento dei fiumi Aterno e Pescara è solo l’ennesima pessima storia amministrativa della nostra regione ma la cosa peggiore rimane l’inerzia ed il silenzio.

Goio non è solo, intendiamoci, come nelle migliori tradizioni è affiancato da una squadra di valenti professionisti come il professor Leandro D'Alessandro, Coordinatore del Cts - preside Facoltà di Scienze della Terra dell'Università D'Annunzio di Chieti, l’immancabile Pierluigi Caputi, ex Direttore Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile - Regione Abruzzo, Altero Leone, Dirigente del Servizio Programmazione attività di Protezione Civile - Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile - Regione Abruzzo, Ettore Ricci, Dirigente del Servizio Genio Civile di L'Aquila - Teramo - Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile, Mario Russo, Dirigente del Servizio Genio Civile di Pescara - Chieti - Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile, Luigi Del Sordo, Dirigente del Servizio Difesa del Suolo - Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile - Regione Abruzzo, Angelo D'Eramo, Segretario Generale Autorità di Bacino, Roberto Pizzi, Rappresentante Dipartimento di Protezione Civile, Pietro Storniolo, Rappresentante Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

Non mancano i collaboratori che sono Stefania Bologna, Antonio Ranieri, Pierfrancesco Rotellini, Silvia Maria Concetta Signorini, Monica Cristina Triponi.

Quanto guadagnano per fare cosa e la trasparenza, quella ovviamente è un’altra cosa…

 E LA DISCARICA E’ ANCORA LI’

 Ora dopo un sonno durato anni Goio annuncia quasi sommessamente che forse entro ottobre si potrà partire con il bando per costruire la copertura della discarica. Non l’inizio dei lavori, non l’apertura del cantiere, ma l’annuncio (ipotetico) di un bando. Per fare che? Coprire la discarica ed impedire che l’acqua piovana penetrando nel terreno diluisca i veleni e finiscano nel fiume e nel mare (speriamo non nei rubinetti). Insomma quello che è successo fino ad ora da almeno gli ani ’60.

A contestare da sempre l’operato del commissario è il comitato Bussiciriguarda che riunisce una serie di associazioni ambientaliste.

«La legge dello Stato sancisce – in attesa delle bonifica», ricorda il comitato, «il dovere, per tutti, della messa in sicurezza di emergenza immediata di un sito inquinato , per impedire che il danno continui. La scoperta ufficiale è del 2007… e noi siamo ancora qui. La tecnica per una reale messa in sicurezza del territorio più popoloso d’Abruzzo esiste …ma il Commissario, con tutti i poteri extra di cui dispone, dopo 4 anni continua a ripeterci che non ci pensa proprio a usarla e che continueremo a bagnarci nei veleni…Fino a quando, per favore…? E perché i soldi mancherebbero per la discarica mentre avanzano per altri lavori discutibilissimi, di cui parleremo a parte?

E dove stanno gli amministratori della cosa pubblica,che dovrebbero difendere le ragioni e la salute del territorio? E’ patetico il tentativo di difendersi ricordando l’irresponsabilità di chi ha aperto i pozzi S.Angelo…da lui chiusi. Per quelle responsabilità c’è un processo in corso».

Il progetto che potrebbe partire vine definito capping, una specie di cappello da mettere sul terreno per renderlo impermeabile in superficie.

«Alla luce dei buoni propositi manifestati dall’Amministrazione Provinciale di Pescara tramite l’assessore Mario Lattanzio, al convegno organizzato dall’associazione Articolo 3 Liberi e Uguali, sul futuro della discarica di Bussi lo scorso 15 settembre», ricorda invece Antonella Allegrino, consigliere provinciale Idv, «è arrivato il momento che l’Ente si faccia portatore di iniziative concrete che puntino alla costituzione di un coordinamento istituzionale per richiedere e seguire più da vicino le operazioni di messa in sicurezza e bonifica e anche per reclamare la stesura di uno studio epidemiologico per accertare se i rifiuti tossici stipati illegalmente sotto il terreno di Bussi abbiano arrecato o arrechino danni alla popolazione del comprensorio. A tal fine ho chiesto che la Commissione Consiliare Permanente sull’Ambiente della Provincia di Pescara affronti l’argomento e prenda in seria considerazione la necessità di conoscere i rischi sanitari della convivenza con rifiuti di accertata tossicità da parte di una popolazione direttamente o indirettamente esposta. Tutto questo è possibile solo richiedendo a gran voce agli organi competenti uno studio epidemiologico che ad oggi nessun ente ha ancora né disposto, né effettuato, malgrado l’accertata gravità del caso».

In un’interrogazione che invece presenterà al prossimo Consiglio Provinciale, chiederà di conoscere lo stato di attuazione delle azioni programmatiche dell’Amministrazione Testa circa il disinquinamento e la rivitalizzazione del Fiume Pescara.

11/10/2010 9.23