Primarie Montesilvano. Per D’Annunzio nessun libro dei sogni: «solo promesse che potrò mantenere»

Alessandro Biancardi

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PRIMARIE/4. MONTESILVANO. Nino D’Annunzio, ex consigliere comunale e provinciale, ex Ds e fondatore del movimento Ri-costruttori, è il terzo uomo del Pd che si candida alle primarie di domenica prossima.

PRIMARIE/4. MONTESILVANO. Nino D’Annunzio, ex consigliere comunale e provinciale, ex Ds e fondatore del movimento Ri-costruttori, è il terzo uomo del Pd che si candida alle primarie di domenica prossima.


Lo slogan scelto è «Montesilvano riparte» perché, spiega, «la città è ferma da troppo tempo». L’impegno è quello di voler trasformare Montesilvano in una città “normale”. D’Annunzio assicura che non presenterà «un “libro dei sogni”, perchè tanti te ne hanno presentato ed altrettanti sono rimasti nel cassetto, ed anche io sono consapevole che non è più tempo di sogni né di promettere quello che si sa di non poter mantenere».
«Certo non mi sfugge», ammette, «l’importanza né mi manca la capacità di immaginare e di programmare un rilancio alla grande per la nostra città come pedonalizzazione della Riviera e la sua trasformazione in un grande parco urbano, il “Parco del mare”, il recupero della ex-colonia e la sua trasformazione in una “Cittadella della Gioventù”, la ri-scoperta della ex-cava o della ex-fornace, a pochi passi dal centro abitato e pure in completo abbandono, e il loro recupero in una “Città dei servizi” e in un “Cantiere delle nuove professioni”, l’abbandono della politica della eccessiva cementificazione della città per marciare verso la riqualificazione delle periferie, la scelta delle energie rinnovabili, lo sviluppo di un sistema locale di Trasporto Pubblico, il risanamento del Fiume saline, ed altro». Tutti temi che, assicura D’Annunzio, «mi hanno già visto protagonista nella città e su cui ho anche cercato di indicare la via da seguire e le risorse da utilizzare per la loro realizzazione. E mi dedicherò, con la squadra che meglio potrà collaborarvi, a creare le condizioni affinchè da progetti possano quanto prima diventare realtà».
«Io ho la sensazione», va avanti D’Annunzio, «che è di ricostruzione di un tessuto sociale e civile “normale” quello di cui la nostra città ha bisogno adesso. Un compito non facile, lo so. Amministrare una città complessa che ormai marcia verso i 60.000 abitanti ereditando una situazione così pesante come quella in cui ci troviamo non è un gioco da ragazzi, né si può improvvisare. Ci vuole un sindaco vero, che abbia le idee chiare e la necessaria esperienza per agire da subito, con l’urgenza di cui c’è bisogno. Sono contento di vedere che anche altri un pò più giovani ma meno esperti aspirano ad assumere lo stesso impegno. Chissà se come te sono consapevoli di quello che li attende».
10/01/2012 12:19