Dragaggio porto Pescara, nuove analisi sui fanghi e cassa integrazione per i pescatori

Alessandro Biancardi

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Dragaggio porto Pescara, nuove analisi sui fanghi e cassa integrazione per i pescatori
L’AQUILA. Le analisi saranno ripetute ancora una volta. I dubbi di Mascia: «il ruolo centrale di Pescara non piace a qualcuno».


Si muove su sei punti l'intesa che nel pomeriggio è stata raggiunta per far fronte alla grave crisi che investe il porto di Pescara di fatto paralizzato per il mancato avvio del dragaggio dei fanghi dopo il sequestro imposto dalla Procura di L’Aquila per «impedire l'immersione di sedimenti portuali contaminati da Ddt, cioè pesticidi pericolosi». «Il nostro intervento», ha spiegato nei giorni scorsi il procuratore capo Alfredo Rossini, «è servito ad evitare un danno all'ecosistema marino ed è finalizzato, altresì, ad impedire che venga consumato il reato di traffico illecito di rifiuti». Dopo la ripetizione delle analisi da parte dell’Arta (che differivano da quelle dei tecnici della distrettuale antimafia) adesso si scopre che i fanghi verranno analizzati ancora una volta.
All’incontro hanno partecipato tra gli altri il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il commissario del Porto di Pescara, Guerino Testa, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, i rappresentanti dell'Associazione armatori Pescara, la Camera di commercio di Pescara e il Forum economia e sviluppo.
Il presidente Chiodi ha confermato tutta la sua disponibilità ad assumere «tutte le iniziative necessarie e indispensabili per avviare le operazioni di dragaggio» e per «avviare le procedure burocratiche legate all'erogazione degli ammortizzatori in deroga alle imprese della marineria colpite dall'emergenza».
Si è deciso così, come si legge nel verbale finale, che il presidente Chiodi avvierà un contatto con l'Ispra per l'effettuazione nel più breve tempo possibile delle analisi dei fanghi dragati dalla darsena commerciale; s'impegnerà all'erogazione della Cassa integrazione in deroga agli imbarcati; avvierà un contatto con il direttore dell'Inps di Pescara per accertarsi delle reali condizioni e difficoltà tecniche che non permettono allo stato di erogare la Cig al personale di marineria di Pescara; s'impegnerà direttamente, dopo la dichiarazione di evento straordinario, di notificare all'Unione europea le procedure in deroga per il sostegno finanziario alle imprese.
La ripetizione delle analisi aiuteranno a capire in modo definitivo se i fanghi della darsena possono o meno essere sversati in mare, una diversa opzione che determinerà un diverso costo delle procedure. In ogni caso la Regione stessa accelererà le procedure per l’individuazione di un sito di conferimento a terra per una ulteriore fase di dragaggio, che dovrebbe essere l’ex discarica di Pianella, e per le procedure di competenza regionale del Piano regolatore.
A chiusura dell'accordo, infine, la Camera di Commercio di Pescara ha sollecitato un incontro l'Abi regionale al fine «di esplorare possibilità di sospendere temporalmente le condizioni in essere dei prestiti erogati alle imprese nel settore della pesca interessate dall'emergenza». Quest'ultimo impegno è stato assunto alla luce della protesta di alcuni armatori che non potendo lavorare per questioni di sicurezza legate al mancato dragaggio del Porto, rischiano il fallimento per i prestiti e mutui contratti.
MASCIA: «IL NOSTRO PORTO NON PIACE A QUALCUNO»
«Siamo uniti e solidali con la marineria in una battaglia che innanzitutto punta a salvare il nostro porto e a difendere la stessa città», ha commentato il sindaco Luigi Albore Mascia, «non vogliamo farne una questione di campanile, ma le ultime paradossali e grottesche vicende che stanno interessando il nostro territorio ci inducono inevitabilmente a pensare che il ruolo sempre più centrale svolto da Pescara non piaccia a qualcuno».

09/01/2012 18:43