Primarie Montesilvano. Marco Volpe (Pd) «per cambiare la città dei miei figli»

Alessandro Biancardi

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CANDIDATI/3. MONTESILVANO. «Ho deciso di cambiare la mia vita, per cambiare la mia città. Ho deciso prima con il cuore, poi con la mente, di candidarmi alle Primarie».

CANDIDATI/3. MONTESILVANO. «Ho deciso di cambiare la mia vita, per cambiare la mia città. Ho deciso prima con il cuore, poi con la mente, di candidarmi alle Primarie».

Marco Volpe è uno dei sei candidati alle primarie di Montesilvano. «Ho deciso di candidarmi», dice, «perchè la città in cui crescono i miei figli non mi piace: l’aria è inquinata, i servizi non funzionano, la cultura è inesistente e l’economia soffre. Montesilvano merita di più».

Cosa? «Concretezza, la serietà e l’impegno di un montesilvanese». Volpe ha 46 anni è uno dei tre candidati espressione del Pd (insieme a Forestieri e D’Annunzio).

Vivo e lavoro da sempre a Montesilvano dove ho cominciato ad esercitare la libera professione di architetto dopo essersi laureato nel 1990 con lode alla Facoltà di Pescara dove per dieci anni ha anche svolto attività didattica come Cultore della Materia e come correlatore di tesi di laurea. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti in ambito lavorativo in campo nazionale e internazionale e buona parte dei suoi progetti è stata pubblicata su importanti riviste specializzate ed esposta in occasione di mostre e di manifestazioni culturali.

Dal 2005 al 2009 è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Pescara, il più giovane presidente d’Italia. «Non ho rivestito ruoli amministrativi nella mia Città ma da sempre mi interesso della sua vita civica»: assicura. «La mia cultura cattolica-democratica e riformista ha fatto sì che il Partito Democratico fosse naturalmente la mia casa politica».

Nei giorni scorsi Volpe ha incontrato le associazioni di volontariato della città: «finora la politica locale ha scelto una strada comoda: dividere le associazioni per poter mantenere il primato ed il potere. A Montesilvano è il momento di imboccare una strada diversa: è l’ora di fare rete, costruire un vero e proprio network fra le associazioni che si occupano di politiche sociali, volontariato, integrazione sociale, assistenza. Dobbiamo costruire una rete civica».

Il Comune può fare scelte decisive, «rimodellando i servizi pubblici a misura di famiglia» ha spiegato Volpe alle associazioni, «potenziando gli asili nido, programmando servizi di doposcuola strutturati, ripensando anche gli spazi pubblici nei pressi delle scuole. I centri per gli anziani devono essere sostenuti e migliorati nell’offerta qualitativa. Non può e non deve farlo da solo: la rete civica delle associazioni dovrà mettere in relazione tutte le energie migliori presenti a Montesilvano e indicare le scelte da compiere. Io credo molto nel valore aggiunto della partecipazione attiva, nell’autorganizzazione dei servizi, nella riscoperta del mutualismo come integrazione dei servizi sociali: è qui che si possono trovare le vere alternative alla crisi di cassa degli enti locali. Tutto questo può avvenire solo se il Comune la smette di pensare solo alle buche delle strade e riscopre la sua funzione di istituzione più prossima ai cittadini».

09/01/2012 08:39