Inchiesta Ato. La procura: «Giorgio D’Ambrosio pagò per avere la laurea»

Alessandro Biancardi

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Inchiesta Ato. La procura: «Giorgio D’Ambrosio pagò per avere la laurea»
PESCARA. Passaggio di denaro tra il sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio e il docente universitario Luigi Panzone proprio nel giorno di un esame superato brillantemente con il massimo dei voti: i due sono indagati per corruzione in concorso.

Anche gli studi universitari del primo cittadino ed ex presidente Ato sono finiti nella maxi inchiesta della procura di Pescara sul ‘partito dell’acqua’. L’indagine conta 16 indagati per peculato, corruzione, abuso ed è nata da alcuni esposti presentati dalla associazione Codici che da anni denuncia le irregolarità nella gestione dell’acqua di Aca e Ato. Nel mirino degli inquirenti sono finiti delibere ‘aggiustate’, incarichi e consulenze professionali affidati direttamente, ma anche viaggi e pranzi ‘privati’ pagati con i soldi dell’Ente d’Ambito. Ma non è finita: un altro capitolo riguarda, infatti, anche il percorso di studi universitari dell’ex presidente Ato.

A marzo 2011 Giorgio D’Ambrosio si è laureato in Scienze Manageriali con una tesi in Economia e Management, ‘Il finanziamento degli Enti Locali – Profili tradizionali e innovativi’. La Procura di Pescara ne mette in dubbio, però, la regolarità di quel percorso e punta l’attenzione sul rapporto molto stretto tra l’amministratore pubblico e Luigi Panzone, professore associato di tecnica bancaria presso la Facoltà di Scienze Manageriali alla D’Annunzio. Un rapporto non comune tra docente e studente.

Per gli inquirenti il professore, indagato per corruzione continuata in concorso (con D’Ambrosio, appunto) avrebbe violato i doveri «di imparzialità, buon andamento e trasparenza connessi al pubblico ufficio ricoperto». Panzone, dice sempre la Procura di Pescara, avrebbe ricevuto dal sindaco di Pianella («privato corruttore»), «numerosi titoli di credito, al fine di agevolare D’Ambrosio nel superamento degli esami universitari e, successivamente, nel conseguimento della laurea specialistica in Economia e Management, presso la medesima facoltà».

Secondo la ricostruzione fatta dal pm Valentina D’Agostino, a seguito delle indagine della Digos, il docente «dichiarato protestato e più volte segnalato presso la centrale rischi della Banca d’Italia non poteva accedere personalmente al sistema creditizio». Per questo avrebbe ottenuto da D’Ambrosio il rilascio di assegni bancari, emessi da conti correnti a lui intestati nel periodo che va dal 14 novembre del 2007 al 30 settembre 2010 per un importo complessivo di 63.700 euro.

L’importo sarebbe stato parzialmente rimborsato da Panzone che avrebbe restituito al sindaco di Pianella 33.350 euro. I titoli venivano, poi, portati all’incasso da Panzone presso terzi (spesso, dice il magistrato, si trattava di società finanziarie).

A fronte di queste «dazioni» D’Ambrosio avrebbe ricevuto una contropartita: «Panzone», è questa l’ipotesi accusatoria, «agevolava D’Ambrosio facendogli superare con il massimo dei voti alcuni esami sostenuti con la commissione dal lui presieduta».

E la procura ne ha contati almeno tre: uno sostenuto il 19 gennaio 2007, un secondo a giugno del 2007 e un terzo il 12 giugno 2009.

Ma proprio su quest’ultimo la Procura si è soffermato più a lungo. Il 12 giugno 2009, infatti, D’Ambrosio ha superato a pieni voti l’esame di ‘Innovazione finanziaria e Mercato di credito’. Una bella prova che gli è valsa la votazione di 30/30. Ma nella stessa data, ricostruisce l’accusa, il sindaco avrebbe emesso un assegno da 11.500 euro. Sempre il docente avrebbe messo a disposizione di D’Ambrosio un giovane assistente universitario che lo aiutava nella preparazione degli esami e negli adempimenti burocratici relativi alla attività universitaria.

Alessandra Lotti  04/01/2012 10:31