I 59 viaggi del deputato D’Ambrosio ed i favolosi pranzi a spese dell’Ato

Alessandro Biancardi

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I 59 viaggi del deputato D’Ambrosio ed i favolosi pranzi a spese dell’Ato
PESCARA. Oltre 10 mila euro di pranzi in tre anni, 2.300 euro di multe (superamento dei limiti di velocità e divieti di sosta), ma anche viaggi a Roma e pedaggio dell’autostrada: l’ex presidente Giorgio D’Ambrosio pagava le sue spese con i soldi dell’Ato.*TUTTI GLI INDAGATI

E’ questa, tra le altre, l’accusa che la Procura di Pescara muove nei confronti dell’attuale sindaco di Pianella nell’ambito della maxi indagine che vede in totale 16 indagati per peculato, corruzione, abuso.

Forse la diaria da deputato non era sufficiente a Giorgio D’Ambrosio che cercava di ‘arrotondare’ le spese del suo lavoro romano con i soldi dell’ente d’ambito pescarese, da lui guidato. La Procura sostiene infatti che l’ex parlamentare, in carica dal settembre 2006 fino ad aprile 2008, per i suoi spostamenti di lavoro a Roma utilizzava la Lancia Thesys dell’Ato (di cui era presidente) e pagava l’autostrada con il telepass dell’azienda acquedottistica. Il pm Valentina D’Agostino, che per questo lo ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di peculato (utilizzo beni Ato per finalità estranee a quelle istituzionali dell’Ente d’Ambito), attraverso l’indagine portata avanti dalla Digos di Pescara ha contato almeno 59 viaggi «a Roma ed in altre località» a bordo della vettura aziendale: 18 nel 2006, 40 nel 2007 e appena uno nel 2008.

In 20 di questi viaggi (5 del 2006 e 15 del 2007) era presente in auto anche Vincenzo Di Giamberardino, dipendente Ato e uomo di fiducia dell’ex presidente D’Ambrosio (assessore a Pianella), indagato per peculato in concorso. Sempre Di Giamberardino deve rispondere anche del reato di truffa perché «con artifici e raggiri» avrebbe fatto risultare «fittiziamente» la propria presenza in ufficio anche quando in realtà era fuori sede con D’Ambrosio a Roma. Per questo si sarebbe procurato «un ingiusto profitto corrispondente alle retribuzioni giornaliere per attività lavorativa non prestata, cagionando un danno ingiusto all’ente». Questa operazione, ricostruisce la Procura, sarebbe stata ripetuta 22 volte (4 nel 2006 e 18 nel 2007). Di truffa è accusato anche D’Ambrosio che avrebbe sottoscritto i moduli presentati da Di Giamberardino in 10 occasioni diverse. E due volte nei viaggia a Roma a spese dell’Ato ci sarebbe stato anche un altro dipendente Ato, Fabio Ferrante (4 ottobre 2006 e 7 febbraio 2007). Anche per lui le accusa sono quelle di peculato  (per aver utilizzato l’auto aziendale) e truffa (perché avrebbe fatto in modo di risultare presente in ufficio pur essendo nella capitale con D’Ambrosio).

LE SPESE DI RAPPRESENTANZA: CON L’ATO SI MANGIA

D’Ambrosio e il dirigente Nino Pagano sono accusati anche di peculato continuato in concorso per aver utilizzato soldi dell’ente per ‘’spese di rappresentanza’’ che, dice la Procura di Pescara, «in realtà erano destinate a cene e altre occasioni conviviali, estranee ai fini istituzionali dell’Ato».

Così D’Ambrosio preparava la nota spese e Pagano rimborsava l’ex presidente. Per l’accusa il dirigente concorreva nel reato perché «ometteva di attivare i doverosi controlli sulle spese ed i prelievi effettuati da D’Ambrosio con la carta» non solo per le cene ma anche per i viaggia a Roma, i pedaggi e le multe.

Come sono stati spesi i soldi dell’Ato? Nel dettaglio si scoprono cene consistenti (in totale oltre 10 mila euro), tavolate numerose e soprattutto i migliori ristoranti di pesce di Pescara. Insomma l’ex presidente non badava a spese.

Il 15 marzo del 2004 sono stati rimborsati 360 euro per il pagamento di un pranzo a cinque sindaci della Val di Fino al ristorante ‘Il club dei buongustai’ di Pianella (comune dove D’Ambrosio è sindaco). Nello stesso giorno, però, è stato rimborsato anche un altro pranzo, sempre allo stesso ristorante, per 10 persone e un terzo con 5 coperti al ristorante ‘La vongola’ di Pescara. Il 31 marzo il dirigente rimborsa 890 euro per il pagamento di un pranzo, al termine di un convegno, presso il ristorante Marechiaro di Pescara. Il 7 febbraio 2005 altri 608,30 euro per ‘pranzo offerto dal presidente’ agli organi di rappresentanza ed ai consulenti dell’ente presso lo stabilimento Blu Marine in occasione delle feste natalizie. Un mese dopo altri 447 euro per una cena offerta ai consiglieri, ai sindaci e alcuni esponenti del sindacato presso il ristorante ‘la Vongola’ di Pescara «a seguito di un incontro del cda protrattosi sino a tarda sera».

L’8 febbraio nuova puntata a La Vongola da 809,50 euro per ‘pranzo di rappresentanza con assessore Lavori Pubblici e presidenti Ato in occasione della costituzione Area’. Il 26 maggio 2006 350 euro di rimborso per una cena con i presidenti dell’autorità d’Ambito, ancora al ristorante Marechiaro di Pescara.

ARRIVA LA CARTA DI CREDITO

A metà 2006, però, basta rimborsi e D’Ambrosio può contare addirittura su una carta di pagamento e prelievo internazionale ricaricabile per spese di rappresentanza. Ma anche qui la Procura è certa: i soldi sono stati spesi per occasioni «estranee ai fini istituzionali dell’ente». Il pagamento è più semplice e diretto (immediato senza necessità di compilare note spese per i rimborsi).

Anche in questo caso la Procura ha stilato una lista precisa di cene: nel mese di luglio 2006, a distanza di pochi giorni ce ne sono state ben due: la prima 3 coperti da Carlo Ferraioli (276 euro) e la seconda a Pianella al Poggio del Sole con l’ex assessore regionale alla Sanità Mazzocca e il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma da 300 euro.

Ad agosto 2006 ancora pesce da Ferraioli, 3 coperti e un totale di 275 euro. A novembre 16 coperti con ‘presidenti Ato’ a Marechiaro: 785 euro. Un mese dopo ‘cena di fine anno’ da 251 euro da Duilio a Pescara e due giorni dopo 23 coperti, ancora una volta a Poggio del Sole a Pianella: 690 euro.  A febbraio 2007 nuova cena a Marechiaro per un totale di 410 euro e poi altri 234 a marzo per una ‘cena dello staff sovrintendenza beni archeologici’ al club dei Bongustai a Pianella, 425 euro da Marechiaro (9 coperti) ad aprile, e 150 euro a maggio al ristorante La Vongola.  Ad aprile nuova capatina al Poggio del Sole e pasto da 300 euro, mentre a luglio si sperimenta Apollo, a Pescara: 450 euro. La lista ricostruita dalla Procura di Pescara si chiude con i 921 euro del 29 ottobre 2007 alla Vongola di Pescara (non è chiaro quanti invitati ci fossero)  e i 480 euro del 22 novembre 2007 alla Fattoria Fernando.

Alessandra Lotti  03/01/2012 14:13

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TUTTI GLI INDAGATI

 Giorgio D’Ambrosio

Vincenzo Di Giamberardino

Fabio Ferrante

Fabrizio Bernardini

Luigi Panzone

Roberto Angelucci

Francesco Di Pasquale

Franco Feliciani

Pasquale Cordoma

Gabriele Pasqualone

Silvia Robusto

Nino Pagano

Alessandro Antonacci

Sergio Franci

Ercole Cauti

Pierluigi Caputi