Revisori dei Conti bocciano la delibera sui parcheggi. Acerbo: «ostruzionismo ad oltranza»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Revisori dei Conti bocciano la delibera sui parcheggi. Acerbo: «ostruzionismo ad oltranza»
PESCARA. «Un parere non richiesto, non previsto dalla legge e privo di competenza». Armando Foschi, vice capogruppo del Pdl, contro i revisori dei Conti che hanno bocciato la delibera sulla patrimonializzazione di Pescara Parcheggi.

Per i revisori Mario Del Vecchio e Roberto Tagliente (il collega Giovanni Carlo Trinetti era assente) evidenziano «alcuni potenziali elementi di criticità che renderebbero consigliabile un maggior approfondimento dell’intera problematica». I due contestano la stima fatta dei beni da conferire fatta «mediante applicazione di un coefficiente al costo presumibile dell’opera». Ma il criterio, sostengono Del Vecchio e Trinetti, «non pare idoneo alla valorizzazione propria dell’area». Ma Armando Foschi non nasconde il fastidio per la bocciatura arrivata e sostiene che il parere, mai richiesto, suoni come una nota stanata «a fronte di anni di silenzi dinanzi alla montagna di debiti fuori bilancio contratti dalla precedente amministrazione e lasciati in eredità al nostro governo cittadino».

Oggi nel corso del Consiglio comunale si chiederà proprio l’intervento dei membri del Collegio perchè la volontà della maggioranza è di fare «piena luce» sul caso. Secondo Foschi, dunque, non sarebbe corretto dire che i revisori abbiano bocciato il Piano Industriale di Pescara Parcheggi «perché non lo hanno esaminato, e comunque non avrebbe potuto bocciare il documento perché il parere del Collegio non è richiesto né previsto. Dunque in questa sede i nostri revisori hanno espresso un parere non richiesto e non obbligatorio per la normativa vigente, e in maniera errata fanno riferimento al comma 18 dell’articolo 4 della legge 148 del 2011 sul Patto di stabilità, che lascerebbe intravedere una funzione, un ruolo di controllo dei revisori sulle società partecipate. In realtà così non è», insiste il vice capogruppo del Pdl: «la legge citata dice infatti che il Collegio dei revisori ha l’obbligo di controllare e verificare il corretto sviluppo del servizio rispetto al contratto di servizio stesso, in altre parole il Collegio ha competenza solo nel controllare la corretta applicazione del contratto di servizio. Ma non è il ‘caso’ della delibera di Pescara Parcheggi in cui non si parla del contratto di servizio, ma di un’operazione societaria di patrimonializzazione e dell’approvazione del Piano Industriale della società stessa che il socio Comune deve o meno approvare, e in tale materia il Collegio dei Revisori non ha alcuna competenza».

Al massimo il Collegio, sostiene sempre Foschi, potrebbe entrare in gioco «in una fase successiva» per controllare quali riflessi l’operazione di patrimonializzazione produrrà sui documenti di bilancio dell’Ente, «ma oggi il Collegio non può sindacare su un’operazione decisa dall’amministrazione».

Pare «ancora più assurda» alla maggioranza quella parte del parere espresso in cui il Collegio entra nel merito di aspetti che non riguardano neanche l’aspetto contabile, come quando sostiene che ‘bisognerebbe applicare alla società Pescara Parcheggi le norme urbanistiche vigenti sui permessi a costruire’ quando si andranno a realizzare i posti auto interrati. «Una nota irrilevante quanto scontata», sostiene Foschi, «visto che Pescara Parcheggi, come ogni altro soggetto giuridico, deve attenersi alle regole vigenti in ogni settore, compreso quello urbanistico».

Il Collegio ricorda anche che occorrerebbe prevedere la nomina di un revisore per la valutazione finale dei beni da cedere, previsione già compresa nella delibera stessa, oltre che nella normativa e che l’assessore Antonelli aveva già annunciato in conferenza stampa. «A questo punto – ha aggiunto il vicecapogruppo Foschi – sarà interessante lunedì chiedere l’intervento in aula dei membri del Collegio dei Revisori e ascoltare direttamente dalla loro voce le ragioni che hanno determinato un intervento tanto appassionato quanto insolito proprio perché non previsto dalla normativa su una delibera che non riguarda le sue competenze, e magari lo stesso Collegio ci spiegherà le ragioni dei precedenti anni di silenzio quando identiche operazioni sono state condotte, con le stesse modalità, dalla precedente amministrazione di centrosinistra, come nel caso del conferimento di aree alla società Attiva Spa».

I consiglieri del Pd Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli attaccano Foschi e lo accusano di «intimorire e minacciare» i revisori e si dicono certi della bontà del lavoro di chi ha confezionato il parere. «Francamente non riusciamo a capire», insistono, «su quali testi normativi si sia formato il consigliere Foschi ma certamente domani in Consiglio comunale presteremo molta, ma molta attenzione alle sue parole e ricettivi verso le nuove frontiere del diritto che al momento ci sfuggono».

19/12/2011 08:44

RIFONDAZIONE: «OSTRUZIONISMO A OLTRANZA IN CONSIGLIO»

«Ci sono occasioni in cui l’ostruzionismo è un dovere», annuncia intanto il consigliere comunale di Rifondazione Maurizio Acerbo. «E’ quello che mi toccherà fare, oggi, in Consiglio Comunale contro la folle delibera di alienazione di Piazza 1° Maggio e Madonnina.  Realizzare parcheggi sotto Piazza Primo Maggio è piuttosto discutibile visto che si tratta di attrattori di traffico automobilistico in una zona che andrebbe decongestionata (tengo a precisare che la maggioranza non intende realizzare parcheggi per residenti). Ma cedere la proprietà di Piazza Primo Maggio e della Madonnina a una srl a mio parere è pura follia».

Per Acerbo il rischio è la  privatizzazione della piazza. «Infatti la normativa vigente prevede che a breve le società pubbliche dovranno cedere almeno il 40% delle quote», spiega Acerbo. «Assai probabile che con i governi in circolazione si imponga una ulteriore quota di privatizzazione. Infatti considerata l’egemonia liberista bipartisan è possibile che con la scusa della crisi si arrivi tra poco a nuove norme che imporranno la privatizzazione totale o comunque maggioritaria.  E’ vero che la delibera riserva al Comune di Pescara “il diritto di prelazione sui beni di cui sopra nel caso in cui la Società intendesse  procedere all’alienazione degli stessi”, ma cosa accade se la stessa società viene privatizzata? A quel punto avremo la definitiva privatizzazione di una delle piazze principali della città, roba che non è passata per la mente neanche a Ronald Reagan e Margaret Thatcher! Ve l’immaginate Piazza 1° Maggio e la “Madonnina” privatizzate?»

19/12/2011 16:09