Adesso il porto di Pescara rischia la chiusura

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Adesso il porto di Pescara rischia la chiusura
PESCARA. Il porto di Pescara impantanato tra i fanghi e i sigilli della Procura antimafia aquilana vive in questi momenti le ore più drammatiche della sua storia.

Date certe non ce ne sono ma il comandante della capitaneria di Pescara Luciano Pozzolano non nasconde che la situazione è drammatica e si sta valutando anche l'ipotesi di chiudere tutto, di impedire ai pescatori di entrare ed uscire con le loro imbarcazioni, perché le condizioni dello scalo peggiorano di ora in ora.

La situazione è difficile già da diversi mesi e i lavori del dragaggio interrotti sul nascere sono solo l'ennesimo colpo mortale per uno scalo che pare abbia ormai pochi giorni di vita. Pescara rischia seriamente il pericolo di perdere l'agibilità del porto.

Perché il pericolo per le imbarcazioni che transitano è concreto e nessuno vuole che ci scappi il morto. Così la capitaneria sta monitorando ora per ora la situazione. Il maltempo previsto per le prossime ore farà il resto e il rischio blocco si fa sempre più concreto. Non sarebbe la prima volta, è già successo nei mesi scorsi. Ma a quel tempo c'erano gli incentivi per i pescatori e soprattutto segnali di speranza per il futuro. Speranza che ormai ha abbandonato tutti. Se la chiusura dovesse arrivare realmente sarebbe un dramma per gli armatori già sfiancati da mesi di proteste. «Dopo 8 mesi di lavoro del commissario arriva l'ennesima beffa», dicono i pescatori. «Per noi non è più possibile andare avanti così perchè andiamo in mare mettendo a rischio la nostra vita e lavoriamo per pagare i danni alle imbarcazioni provocati dai fondali insabbiati del porto. Come è possibile - si chiedono - che lo Stato faccia guerra allo Stato? Qui c'e' qualcosa sotto».

La città la scorsa estate ha già perso il collegamento con la Croazia, la Snav ha preferito il porto ben più sicuro di Ortona e tutto il traffico commerciale ha avuto un tracollo. La Snav a fine luglio scorso aveva annunciato che entro ottobre avrebbe voluto rassicurazioni per la prossima stagione, quella 2012. E' evidente che vista la situazione attuale è più che plausibile immaginare che anche per il prossimo anno il collegamento con la Croazia non partirà dal molo pescarese. Intanto il direttore dell'Arta Mario Amicone ha disposto nuovi esami su alcuni campioni, per la determinazione del Ddt e del naftalene, le sostanze ‘incriminate'.

Lui crede fermamente nella bontà dei risultati emersi, che contrastano con quelli della procura aquilana ma le controanalisi sono inevitabili. Le analisi saranno ripetute da laboratori dell'Agenzia diversi da quelli che hanno effettuato le precedenti e, parallelamente, dai laboratori dell'Arpa Marche di Ascoli Piceno.

Anche il commissario Guerino Testa ha sollecitato una ripetizione dei test per tentare il tutto per tutto. Si spera fortemente che i nuovi risultati smentiscano quelli della procura antimafia perché, al momento, questo è l'ultimo spiraglio, l'ultima possibilità per non andare a fondo e vedere la draga "Gino Cucco" finalmente all'opera.

16/12/2011 15:00