Dragaggio porto: Arta rifarà analisi. Si cercano altri 20 mln della Protezione Civile

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2842

Dragaggio porto: Arta rifarà analisi. Si cercano altri 20 mln della Protezione Civile
PESCARA. Fino a ieri il direttore dell’Arta Mario Amicone aveva ribadito la certezza delle proprie analisi ma oggi chiede la verifica dei risultati non coincidenti con quelli in possesso dell’Autorità Giudiziaria.

Dopo le discordanze emerse tra gli esiti delle analisi dei sedimenti del porto di Pescara eseguite dall’Arta Abruzzo e quelli delle analisi commissionate dall’Autorità Giudiziaria, il direttore generale Mario Amicone ha disposto l’immediata ripetizione degli esami su alcuni campioni, per la determinazione del Ddt e del naftalene.
Le analisi saranno ripetute da laboratori dell’Agenzia diversi da quelli che hanno effettuato le precedenti e, parallelamente, dai laboratori dell’Arpa Marche di Ascoli Piceno.
La Direzione Arta ha contestualmente richiesto ad Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) l’esecuzione di ‘controanalisi’ sui campioni prelevati e custoditi dall’Arta e, se opportuno, di nuove analisi su ulteriori campioni da prelevare in situ.

Anche il commissario straordinario del dragaggio Guerino Testa ha stabilito delle tappe precise per i prossimi giorni e punta fortemente sul dissequestro della draga "Gino Cucco" e riprendere in tempi rapidi tutte le procedure necessarie per uno smaltimento dei fanghi alternativo a quello in mare. Oggi Testa ha incontrato a Roma l'avvocato Giacomo Aiello, consigliere giuridico della Protezione civile. Alla riunione hanno partecipato anche il vice sindaco di Pescara Berardino Fiorilli, il comandante della Capitaneria di porto Luciano Pozzolano e i tecnici che stanno seguendo il dragaggio. Anche Testa si è detto favorevole alla ripetizione delle analisi e per quanto riguarda la destinazione del materiale da prelevare nel porto si pensa ad un sito a terra ma per seguire questa procedura sono necessari ulteriori fondi e il rappresentante della Protezione civile ha assicurato che si attiverà per lo sblocco di circa venti milioni di euro che già si pensava di destinare al dragaggio del porto di Pescara. Si è parlato anche del rischio di esondazione del fiume Pescara e del pericolo quotidiano, dal punto di vista della sicurezza, che gli operatori affrontano muovendosi nelle acque del porto, considerato lo stato di emergenza.

«Riteniamo che si debba fare chiarezza subito - commenta invece Riccardo Padovano, presidente provinciale del Sib/Confcommercio – al fine di poter riavviare al più presto i lavori che sono indispensabili sia per ripristinare la navigabilità del fiume che per garantire la sicurezza della vita umana in mare. Inoltre, la vicenda interessa anche la categoria degli stabilimenti balneari in quanto la sedimentazione del materiale nel letto del fiume, favorita dalla presenza della diga foranea, potrebbe comportare risvolti negativi legati alla balneazione».

«Che qualcuno abbia sbagliato è sin troppo chiaro», commenta invece il capogruppo consiliare di Pescara Futura Amedeo Volpe. «Quello che però dovremmo, tutti, dicasi tutti, perseguire – senza polemiche ma con profonda convinzione- è la strada che porta ad una soluzione immediata del problema. Occorre allora una risposta forte e decisa da parte di tutti. Invitiamo il sindaco a farsi promotore di una manifestazione, magari se necessario nella Capitale, affinchè sia chiaro che è l’economia di una intera città ad essere bloccata e che va trovata una soluzione immediata al fine di non acuire una crisi che è già nei fatti».

15/12/2011 17:39