Il Comune sfratta gli abusivi: ancora case assegnate agli aventi diritto

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Il Comune sfratta gli abusivi: ancora case assegnate agli aventi diritto
PESCARA. E’ un fiume in piena, una ola senza fine o semplicemente un controllo che andava fatto da anni e che ha come epilogo i fatti degli ultimi giorni.

Terza ondata di sfratti degli abusivi dalle case popolari di Pescara stamane, ma questa volta nel quartiere Villa del Fuoco: quattro gli alloggi liberati, tre in via Lago di Capestrano e uno in via Nora.

Tutti e quattro sono stati subito riassegnati, anche se dall’alloggio di via Nora gli occupanti hanno portato via, evidentemente nei giorni scorsi, le porte e la caldaia che l’Ater sta già provvedendo a sostituire per consentire l’ingresso della nuova famiglia, legittima assegnataria dell’appartamento.

Nessuno ha opposto resistenza e ancora una volta ha funzionato alla perfezione il dispositivo di sicurezza messo in piedi dal Comune di Pescara, con l’ausilio e il supporto irrinunciabile di tutte le Forze dell’Ordine, ma anche dei Vigili del Fuoco e della Asl, presente sul posto con autoambulanze e medici generici, pediatri e ginecologi per essere pronti a fronteggiare ogni genere di esigenza.

Insomma dopo le proteste avviate dal quartiere di Fontanelle, esasperazione dovuta agli attentati incendiari e intimidatori ai danni della associazione insieme per Fontanelle, una reazione c’è stata e va nella direzione della vera legalità, quella che si tocca con mano e che restituisce a chi ha diritto quello che non aveva a causa di una violenza.

 Dopo la fiaccolata di Fontanelle organizzata dall’associazione Codici sono seguiti gli arresti e poi gli sfratti. Si tratta di case popolari occupate in molti casi abusivamente molti anni fa e che nessuna istituzione ha reclamato fino ad oggi.

«A questo punto», hanno detto il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, e l’assessore alla Politica della Casa, Isabella Del Trecco, «sono ben dodici gli appartamenti liberati dagli abusivi in meno di dieci giorni ed evidentemente l’invito che rivolgiamo a tutti coloro che sanno di essere in una situazione di illegittimità è di riconsegnare spontaneamente gli alloggi».

La Regione ha erogato le somme necessarie per fronteggiare le spese legate agli sfratti (6mila euro per ogni singolo intervento).

Questa mattina alle 7 in punto c’erano 25 agenti della Polizia municipale coordinati dal maggiore Mancinelli, dal maggiore Paolo Costantini e dal colonnello Mario Fioretti, con altri 20 agenti tra Polizia di Stato, Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato.

Il primo appartamento si trova in via Lago di Capestrano, al numero civico 3, un appartamento di 80,25 metri quadrati posto al primo piano e occupato da un nucleo familiare di sei persone, ossia due anziani, 3 adulti, figli dei due coniugi, e un minore. Il ‘caso’ specifico ha richiesto l’intervento degli assistenti sociali del Comune per garantire l’opportuna assistenza dell’anziano, risultato affetto da sindrome di Alzheimer. L’appartamento è subito stato riassegnato a una famiglia composta da un’anziana con il figlio, la nuora e una figlia. Il secondo appartamento sgomberato si trova in via Lago di Capestrano, al civico numero 13, occupato da quattro persone, ossia moglie, marito e due bambini, un alloggio situato al secondo piano, 75 metri quadrati complessivi; al loro posto è subentrata una famiglia con moglie, marito e due bambini. Il terzo appartamento è ancora in via Lago di Capestrano, al civico 15, dove è stata trovata non la famiglia prevista, ma due rumeni, moglie e marito, nei cui confronti è stato emesso un foglio di via e che domani ripartiranno in pullman per Messina, dove hanno la residenza. L’alloggio 75 metri quadrati, si trova al quarto piano, ed è stato riassegnato a una mamma con due bambini. Infine il quarto appartamento liberato si trova in via Nora, al numero civico 14, piano terra: 57 metri quadrati, che era stato occupato da moglie, marito e due bambini, i quali già nei giorni scorsi, ricevute evidentemente le avvisaglie di un imminente provvedimento di sfratto, avevano portato via porte e caldaia dall’alloggio. Ora l’appartamento è già stato riassegnato a una signora che vive sola, mentre l’Ater sta ripristinando la caldaia e le condizioni di vivibilità.

 15/12/2011 17:20