Buoni per i libri di testo, completata la procedura a Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stata quasi completata la proceduta per la consegna alle famiglie dei buoni in denaro per l’acquisto dei libri di testo.

 

 

Sono 700 gli studenti delle scuole medie e superiori che hanno diritto all’assegnazione gratuita per ragioni di reddito, procedura iniziata martedì scorso 5 ottobre. Al massimo entro lunedì l'intera vicenda potrebbe chiudersi, in attesa che le famiglie riconsegnino entro una settimana dall’avvenuto acquisto dei libri, le ricevute o le fatture.

«Sono state dunque smentite», commenta l'assessore alla Pubblica istruzione Roberto Renzetti, «tutte le nefaste previsioni di sventura delle peggiori ‘Cassandre’, secondo le quali la consegna dei libri non si sarebbe regolarizzata addirittura prima della fine di novembre».

Ma nei giorni scorsi rallentamenti e intoppi avevano creato allarme e scompiglio. «L’amministrazione», assicura oggi l'assessore, «ha subìto, al pari delle famiglie, un disagio di cui non ha colpe né responsabilità come dimostrano le procedure che sin da maggio abbiamo attivato affinchè i 700 studenti di Pescara potessero avere i propri libri senza ritardi».

L'assessore alla Politiche sociali Guido Cerolini smentisce invece che l’amministrazione comunale abbia ridotto o tagliato le ore di assistenza scolastica ai propri studenti con disabilità. «Per l’anno 2010-2011 abbiamo previsto 856 ore in più rispetto allo scorso anno per supportare un numero maggiore di studenti», spiega Cerolini.

«Per ora abbiamo confermato le stesse ore di sostegno garantite sino allo scorso giugno, con la possibilità di integrare e aumentare tale servizio a partire da gennaio per ‘casi’ particolari segnalati dal reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale civile com’è sempre accaduto».

Il ‘caso’ denunciato da un gruppo di genitori di bambini affetti da sindrome autistica in realtà riguarderebbe un progetto integrativo proposto al Comune nei mesi scorsi, con cui in sostanza si chiedeva di aumentare il monte ore di assistenza da 6 a 9 o addirittura a 14 ore settimanali ma esclusivamente per 14 bambini iscritti all’Associazione Alba, «un comportamento che sarebbe di fatto stato discriminatorio nei confronti di tutti gli altri studenti affetti da identica patologia esclusi dal progetto, e che comunque ci avrebbe costretto a tagliare il servizio ad altri ragazzi per un atteggiamento di favore che una pubblica amministrazione non può e non deve sostenere».

08/10/2010 9.35