Processo Ciclone. Veleni in aula. Cantagallo:«sono stato amante della moglie di Zupo»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Processo Ciclone. Veleni in aula. Cantagallo:«sono stato amante della moglie di Zupo»
PESCARA.«E’ vero sono stato l’amante del comandante dei vigili di Montesilvano, Antonella Marsiglia, per circa due anni. E’ una cosa di cui mi pento ma è la verità».

Tra attesa e imbarazzo quest’oggi è andato  in scena un colpo di scena (meglio di teatro) nell’ambito dell’ennesima udienza del processo Ciclone che vede coinvolti tra gli altri l’ex sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, accusato di corruzione.

Oggi l’ex primo cittadino ha deciso di rendere dichiarazioni spontanee vincendo anche qualche resistenza per spiegare e rendere pubblico quanto si è sempre detto e scritto negli atti e raccontato a mezza bocca come pettegolezzo velenoso che ha accompagnato le indagini: una presunta relazione extraconiugale che avrebbe scatenato le ire del capo della Squadra Mobile di Pescara, Nicola Zupo, che per questo avrebbe iniziato ad indagare sul sindaco fino ad arrestarlo.  In aula vicende privatissime che tuttavia hanno una attinenza con i fatti contestati quanto meno per inquadrarne meglio il contesto ed il panorama in cui si sono svolti. Cantagallo ha tenuto a chiarire e ribadire che la relazione è cosa vera e non presunta e che dunque è impossibile che gli altri investigatori non sapessero nulla o non si siano accorti durante le loro indagini.

SOLO UNA TELEFONATA “MUTA”

Uno dei punti più rilevanti, infatti, è che -secondo Cantagallo- tra lui e la Marsiglia, capo dei vigili urbani e moglie del capo degli investigatori, Nicola Zupo, vi sarebbero state numerose chiamate anche mentre il suo telefono era intercettato ma agli atti ce ne è solo una e risulterebbe stranamente “muta”.  Perché non sono state intercettate le altre telefonate? Ci sono state davvero? Solo i tabulati telefonici potrebbero svelare il mistero ma forse oggi è troppo tardi.

I REGALI DELL’AMANTE: OROLOGI PREZIOSI

Cantagallo ha anche dichiarato di aver ricevuto numerosi regali dalla Marsiglia. Regali costosi come un orologio molto costoso, che è poi stato sequestrato dalla Squadra Mobile (ritenuto il frutto della corruzione degli imprenditori edili) nell’ambito delle indagini, ed un secondo di una marca molto famosa che invece non è stato trovato durante le perquisizioni «perché nascosto meglio», ha spiegato l’ex sindaco. Gli agenti tuttavia avrebbero portato via la scatola e la garanzia.

Regali che, ha insistito Cantagallo, proverebbero un rapporto stretto, proprio come la telefonata “muta” nella quale secondo Cantagallo vi sarebbe stato un vero e proprio sfogo tra “amanti”. L’insinuazione facile che l’ex amministratore pubblico ha lanciato in aula (insinuazione colta anche dal giudice Carmelo De Sanctis) è chiaramente che la procura abbia truccato le carte per incastrare il politico. Sulla materia anche il pm Gennaro Varone ha preso la parola per ribadire che il sistema delle intercettazioni in uso alla procura tecnicamente non permette la cancellazione dei file e che i poliziotti operano su terminali che non hanno accesso al server centrale dove si trovano tutti i file. Inoltre sarebbe cosa frequente che il sistema registri contatti tra due telefoni ma non vengono registrate  le conversazioni, come successo per la telefonata oggetto delle attenzioni di Cantagallo. «Se si leggono con attenzione i brogliacci si nota come il fenomeno è frequente e normale» ha detto ancora il pm.

Sulla questione Varone ha chiesto al collegio giudicante di poter ascoltare il responsabile della sala intercettazione affinchè potesse confermare il funzionamento del meccanismo di registrazione. La richiesta è stata bocciata dal giudice.

IL TRASFERIMENTO DI MARSIGLIA

L’ex sindaco ha parlato per quasi 45 minuti anche rispondendo ai chiarimenti chiesti dal presidente del collegio giudicante ed ha spiegato di presunte pressioni subite per l’assunzione in Comune di Antonella Marsiglia. Ha raccontato, inoltre, che poco prima delle elezioni che lo videro vincitore nel 2004 l’ex sindaco Renzo Gallerati propose in giunta una delibera che individuava nella Marsiglia il sostituto dell’allora comandante dei vigili, pronto ad andare via. Cantagallo ha spigato di essere stato contrario e per questo la delibera non fu votata. Subito dopo fu avvicinato dallo stesso Nicola Zupo, ha raccontato questa mattina in aula, che gli chiese il perché della sua contrarietà. Lo stesso Zupo, sempre secondo il racconto dell’ex sindaco, gli raccontò i disagi familiari che questo avrebbe comportato poiché la moglie non avrebbe potuto trasferirsi in Abruzzo ma sarebbe rimasta al nord Italia, dove lavorava.

Cantagallo ha parlato anche dei suoi rapporti con il prefetto e il questore di allora e delle udienze avute con al centro lo stesso argomento. Infine Cantagallo ha mostrato la lettera di Zupo, già agli atti del processo, in cui il poliziotto chiedeva di essere esonerato dalle indagini poiché all’epoca le voci già circolavano e molti esposti anonimi parlavano di questa relazione. Zupo per questo chiese di essere esonerato, esonero respinto dai vertici della procura, per cui nulla cambiò. L’ex sindaco, tuttavia, ha tenuto a chiarire che la relazione c’è stata («e ne pago ancora oggi le conseguenze») per cui sono da emendare i passaggi della lettera di Zupo in cui i polizotto parla di «vaneggiamenti di Cantagallo» circa la presunta relazione.

Altro passaggio chiave tirato fuori è quello secondo cui il vice di Zupo, l’ispettore Pavone, un giorno in procura nei corridoi, incontrando l’avvocato Di Pentima (imputato in questo procedimento) avrebbe affermato che proprio la relazione tra Cantagallo e Marsiglia costituiva il punto debole delle indagini.

Le dichiarazioni di Cantagallo non rimarranno senza conseguenza. Bisognerà capire il collegio giudicante che tipo di valore attribuirà ai fatti raccontati, quali riscontri oggettivi potranno essere trovati e, soprattutto, che legami possano esservi con le accuse mosse a Cantagallo circa la presunta corruzione.

Evidenti e intuibili le ripercussioni che dichiarazioni così personali e private possano avere se resi in un’aula di tribunale.   

a.b. 07/12/2011 14:55