Fontanelle, le forze dell'Ordine presidiano gli sfratti di 4 famiglie abusive

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Fontanelle, le forze dell'Ordine presidiano gli sfratti di 4 famiglie abusive
PESCARA. Sono iniziati questa mattina alle 7 gli sfratti di alcuni abusivi che vivevano in via Caduti per Servizio. (Foto:Fabio Urbini)

Gli uffici comunali, coadiuvati dalle forze dell’ordine, hanno eseguito 4 provvedimenti a carico di altrettanti nuclei familiari che occupavano alloggi dell’Ater senza essere in possesso dei requisiti richiesti.

Questa mattina carabinieri, polizia, finanza sono arrivati di buon ora nel quartiere non per l’ennesima retata ma per assistere a 4 sfratti di nuclei familiari abusivi. Già, perché da anni i residenti protestano contro un pugno di famiglie che avrebbero sotto scacco l’intero quartiere. Famiglie che avrebbero come principale (e forse unica) fonte di guadagno attività illecite (come lo spaccio di droga). E gli sfratti di oggi provano che le voci non erano infondate e per questo il Comune ha avviato la procedura di sfratto per gli occupanti delle case popolari entrati con la forza alcuni anni fa.

TECNICI IN AZIONE

Le Forze dell’Ordine hanno bussato alle porte di quattro famiglie abusive ordinando di liberare gli alloggi: due gli appartamenti sgomberati al civico numero 50, entrambi situati al primo piano, sullo stesso pianerottolo, due appartamenti di 51 metri quadrati complessivi. Nel primo vivevano madre, padre e un minore; nel secondo una donna con due minori. Il terzo appartamento si trovava al numero civico 51, sempre al primo piano, 70 metri quadrati in tutto in cui viveva una signora con ben 4 minori; infine il quarto appartamento si trovava al numero civico 54, ancora al primo piano, 70 metri quadrati, in cui gli agenti hanno trovato una ragazza di appena 21 anni, incinta per la terza volta e con due minori rispettivamente di 4 anni e di pochi mesi. Si tratta della situazione più difficile perché la giovane sembra non poter contare sull’aiuto di eventuali familiari, con i quali non ha rapporti, dunque è stata accompagnata e sistemata dalle assistenti sociali del Comune presso una Casa famiglia con i suoi bambini.

Alcune famiglie hanno provato a temporeggiare sostenendo di voler portare via i sanitari installati personalmente nei servizi igienici o addirittura le porte o ancora degli impianti di condizionamento. Ovviamente la Polizia municipale ha spiegato loro di non poter consentire tali danneggiamenti della proprietà pubblica e hanno invitato gli utenti a portare via le proprie cose e gli effetti personali. Sgomberati gli alloggi, sono intervenuti gli operai dell’Ater che hanno provveduto a cambiare le serrature dei portoni blindati, mentre una seconda impresa ha rimosso i mobili, portati nei magazzini del Comune a disposizione dei proprietari. Dei quattro alloggi, due sono risultati in ottime condizioni, con rivestimenti di pregio, mura perfettamente imbiancate e infissi in alluminio alle finestre, uno è in condizioni normali, il quarto ha dei problemi di manutenzione. 

«Quella odierna – ha ribadito il sindaco Albore Mascia – non è stata semplicemente un’azione ‘dimostrativa’: oggi è ufficialmente ripartita l’ondata di sfratti che proseguirà nei prossimi giorni, sempre con blitz a sorpresa, con l’obiettivo di restituire ossigeno al quartiere Fontanelle. Chi delinque o chi occupa abusivamente gli alloggi sentirà il fiato delle Istituzioni sul collo».  

MOMENTO CALDO PER IL QUARTIERE

Da settimane l’attenzione nel quartiere Fontanelle è altissima. Dopo l’attentato a Nello Raspa e la fiaccolata di Codici i riflettori restano accesi.

Proprio l’associazione nei giorni scorsi era tornata a chiedere al Comune di Pescara e all’assessore Del Trecco di sfrattare gli abusivi e di procedere con controlli incrociati per verificare se realmente tutti gli inquilini degli alloggi avessero i requisiti per l’assegnazione. L’operazione di questa mattina era già nell’aria. Del Trecco nei giorni scorsi aveva spiegato che per procedere si stavano aspettando i fondi della regione perché ogni sfratto costa almeno 6mila euro per pagare l’impresa di traslochi che si occupa di smontare e liberare gli alloggi da mobili e suppellettili varie, per trasferire il carico nei magazzini comunali o Ater in attesa di essere ritirati, ma anche per effettuare la minima messa a norma degli stessi alloggi, con l’immediato rifacimento della rete elettrica, e degli interventi essenziali per permettere l’ingresso di una nuova famiglia, come il cambio delle serrature d’ingresso, la sistemazione delle porte interne che spesso troviamo scardinate, o dei servizi igienici.

Intanto ieri il parroco del quartiere, don Massimiliano De Luca, e il presidente della circoscrizione Portanuova, Piernicola Teodoro, hanno lanciato a nome dei residenti della zona un appello alla magistratura. I due hanno chiesto che «sia garantito che alla condanna del reo segua l’effettività della pena, che troppo spesso viene scontata solo parzialmente grazie anche ad una legislazione eccessivamente indulgente nei confronti di chi delinque, sottraendo in questo modo serenità ai cittadini onesti che hanno l’unica colpa dell’abitare in un alloggio popolare». Ma don Max e Teodoro hanno posto l’accento anche su uno dei problemi più sentiti dalla popolazione: «l’applicazione degli arresti domiciliari, ad esempio, per chi delinque nell’abitazione assegnata dall’amministrazione pubblica, non appare una misura congrua né adeguata, posto che sempre più spesso l’unico effetto è quello di reinserire il malvivente nel proprio contesto ambientale e sociale, in tal modo consentendogli di continuare a delinquere comodamente nella serenità del clan familistico».

06/12/2011 08:39

CODICI:«PERCHE’ SOLO OGGI GLI SFRATTI?»

Molto critica ancora l’associazione Codici che in questi mesi si è battuta ed esposta in prima persona chiedendo a gran voce tra le altre cose proprio lo sfratto forzoso di chi aveva occupato abusivamente gli alloggi.

«Pur riconoscendo l’opera egregia delle Forze dell’ordine e del Comune di Pescara», ha detto Domenico Pettinari, segretario provinciale Codici, «non possiamo però omettere che questa operazione rientra nei doveri della Pubblica Amministrazione. In qualunque paese sano quando un non avente diritto occupa abusivamente un alloggio popolare l’Ente proprietario è tenuto ad attuare tempestivamente le procedure di sfratto a tutela degli aventi diritto e della legalità. Oggi questo è stato fatto. Non dovremmo parlare di azione straordinaria o stupirci più di tanto o ancora applaudire perché significherebbe che fino ad oggi le amministrazioni hanno accettato uno “stato di illegalità” senza nulla fare.

Ma una domanda sorge comunque spontanea: perché solo oggi sono stati ripresi gli sfratti? Sarà forse perché la lotta senza tregua della gente onesta con assemblee popolari, conferenze e manifestazioni avrà convinto qualcuno che forse era opportuno ripristinare ordine e lagalità? Ora che il Comune ha dato questa ulteriore fattiva risposta chiediamo una cosa altrettanto utile che l’amministrazione può e deve fare: dotare Via caduti per Sevizio di un sistema di videosorveglianza al fine di supportare la difficile opera di prevenzione e di repressione delle Forze di Polizia».

06/12/2011 17:39