Area di risulta, Di Iacovo: «decide Chiodi o i pescaresi?»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2155

PESCARA. «Come e quando è stata revocata la scelta di fare dell’area di risulta il maggior polmone di verde e la sede di qualificanti servizi al centro della città?»

 

 

Lo chiede Giovanni Di Iacovo, consigliere e capogruppo Sinistra e Libertà-PdCI che torna sulla vicenda sulla quale nei giorni scorsi aveva espresso perplessità anche Rifondazione Comunista.

Di Iacovo ricorda che lo stesso sindaco Albore Mascia, con l’approvazione della variazione il 5 dicembre scorso, ha ribadito che su quell’area sorgerà un parco, una mediateca e il teatro. Ora che cosa è cambiato? E come mai il Consiglio comunale non ne sa niente? «Chiodi in questi giorni ha deciso per Pescara un destino diverso», tuona Di Iacovo, «sulle grandi e strategiche opportunità per Pescara, quindi, decidono i Pescaresi o decide Chiodi? Il progetto che la città desidera e che si aspetta da tanti anni può essere sostituito imponendo dall’alto una becera concentrazione di uffici in pieno centro? Così avverrà, in quanto, come afferma lo stesso Chiodi esiste “un accordo già sottoscritto con i comuni capoluogo”».
Se questa affermazione è vero, il consigliere di Sinistra e Libertà chiede all’attuale maggioranza di centrodestra di «avere il coraggio» di rivelare quale sia questo «accordino che svenderà il centro della nostra città a dei privati».
«Può un amministrazione», continua l'esponente dell'opposizione, «farsi delegittimare al punto da fare marcia indietro su un progetto strategico sbandierato pochi mesi prima? Dopo aver atteso trent’anni per acquisirlo alla proprietà comunale sarebbe paradossale privatizzarne una parte per restituirla alla speculazione edilizia. Abbia la giunta di centrodestra pescarese il coraggio di rivelare quale accordo è stato preso con la Regione circa il destino del centro della città oppure lo smentisca e saremo allora pronti a ragionare assieme su come utilizzare al meglio l’importante opportunità che il fondo Jessica può rappresentare per la città».

07/10/2010 13.13