Omicidio a New York, arrestato il killer di Rita Morelli: «ha confessato»

Alessandro Biancardi

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Omicidio a New York, arrestato il killer di Rita Morelli: «ha confessato»
IL VIDEO. SPOLTORE. La notizia viene riportata questa mattina dal quotidiano americano New York Daily news. I poliziotti avrebbero trovato l’assassino. Si parla anche di una confessione.

La polizia ha giocato d’astuzia e sono arrivati ad identificare in meno di una settimana l’uomo che avrebbe ucciso Rita Morelli, la 36enne di Spoltore che viveva da 5 anni nella Grande Mela. La sera dell’omicidio, prima che il fidanzato di Rita scoprisse il cadavere della donna, era partita da una cabina telefonica una chiamata al 911, il numero di emergenza americano. «C’è un corpo, c’è un cadavere laggiù», ha segnalato una voce con un marcato accento straniero. I poliziotti nei giorni scorsi hanno cominciato a chiamare tutti i numeri che erano presenti nella rubrica telefonica di Rita, fino a quando dall’altro capo del telefono non ha risposto Bakary Camara, 41 anni, immigrato del Gambia che vive nel Bronx, a soli tre isolati dalla cabina telefonica da dove è partita la telefonata al 911. Gli inquirenti non hanno avuto dubbi: tono e accento dell’uomo combaciavano perfettamente con il telefonista misterioso. Nel corso della telefonata gli inquirenti sono riusciti a tracciare il segnale della chiamata e sono arrivati dritti a casa di Camara. 

 



E martedì scorso gli investigatori sono andati a far visita a Camara nel suo appartamento al quarto piano di Valentine Avenue. Poco dopo sono scattate le manette. L’uomo, quando ha visto gli agenti del Nypd si è rifiutato di aprire. La polizia ha dovuto abbattere la porta prima di poter entrare e quando sono riusciti a farlo si sono ritrovati davanti una scena assurda: l’uomo, infatti, è stato ritrovato disteso su un divano, intento ad accoltellarsi. Ma gli agenti lo hanno fermato. Secondo il rapporto di polizia che cita il Daily News l’uomo avrebbe confessato di aver ucciso Rita e per questo è stato incriminato: omicidio di secondo grado. Il movente, però, non è ancora chiaro.

Così come non è chiaro che tipo di rapporto ci fosse tra vittima e carnefice ma è chiaro che i due si conoscevano, se non altro perché il numero dell’uomo era registrato nel telefonino della giovane pescarese. Adesso si attendono i risultati del dna che potrebbero mettere fine al giallo, definitivamente. Il killer nella casa di Rita ha lasciato numerose macchie di sangue e alcuni frammenti di dna sono stati trovati anche sotto le unghie della vittima, segno che la donna ha tentato disperatamente di difendersi fino alla fine. Intanto è slittato a domani il rientro della salma di Rita in Italia per problemi burocratici. I funerali, previsti inizialmente per venerdì si svolgeranno sabato mattina a Spoltore, da dove cinque anni fa Rita era partita piena di sogni e piena di voglia di vivere.

 01/12/2011 07:41